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Allattamento a richiesta: che fatica!

Quando una neo mamma torna a casa dall’ospedale una delle più grande sfide che si trova a compiere è quella dell’allattamento.

 

Allattamento a richiesta OMS

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia l’allattamento a richiesta, che consiste nell’attaccare il bambino al seno ogni qual volta lui ne dimostri la volontà.

Spesso nel parlare con le mamme mi vengono poste molte domande a riguardo, se è normale che gli intervalli tra una poppata e un'altra siano cosi discontinui, se va bene che il piccolo si attacchi al seno solo come “coccola” e non per mangiare e se questo non comparta trasmettergli di già dei “vizi” ed infine quali sono i segnali il bambino trasmette per dirmi che ha fame.

 

IL CORPO DELLE MAMME

Allattamento a richiesta: i segnali di fame

Nel neonato i segnali di fame sono molto chiari: il bambino mostra un atteggiamento di “ricerca” del seno, spalanca gli occhi, si guarda intorno quasi a sembrare di seguire una scia olfattiva, come ad assumere un comportamento che definirei molto istintuale. Potremmo vedere che si mette in bocca le manine, che tira fuori la lingua, che fa qualche versetto; ecco questo è il momento giusto per attaccare il piccolino.

 

ALLATTAMENTO: LEGGENDE E VERITA'

 

Allattamento a richiesta continuo

 

Ma i bambini possono hanno  sempre fame

Per rispondere a queste domande dobbiamo tener presente che:

 

  • il latte materno è più leggero di quello in formula e quindi viene digerito molto più rapidamente;
  • non è possibile sapere quanto ha mangiato nella poppata precedente;
  • lo stomaco di un neonato è grande quanto una noce e quindi si riempie molto facilmente;
  • sembra che stia continuamente attaccato ma è solo per i primi tempi, pian piano si regolarizzerà da solo, crescerà e le poppate saranno meno frequenti

TORNARE AL LAVORO DOPO IL PARTO: I DIRITTI DELLE MAMME

Allattamento a richiesta: molto faticoso

Partendo dalla consapevolezza che l’allattamento a richiesta è un bellissimo regalo che possiamo fare al nostro bambino, dobbiamo però sapere che il nome di questo tipo di allattamento ci indica che è a completa disposizione del nostro piccolino, a rispetto dei suoi ritmi e dei suoi orari che sono del tutto variabili ed è normale che sia cosi.

Il fatto che spesso il bambino chieda il seno come forma di coccola – soprattutto nei primi mesi di vita – è una cosa del tutto comprensibile, è stato nella pancia per 9 lunghi mesi, in un ambiente protetto, caldo e morbido, rassicurato dalla voce della mamma e dal suo battito cardiaco; pertanto non possiamo aspettarci che trovi consolazione in un ciuccio di plastica o restando da solo nella sua culletta e nei primi mesi di vita i vizi non esistono, i piccolini non hanno ancora un sistema nervoso sviluppato per capire questo meccanismo!

 

RIPOSO PER ALLATTAMENTO: COME FUNZIONA?

Allattamento a richiesta: come regolarizzare

La risposta più corretta alla domanda se è meglio fissare degli orari o effettuare l’allattamento a richiesta te la darà sicuramente tuo figlio: se mostra di essere soddisfatto e cresce bene qualsiasi sacrificio è ben compensato dal risultato finale.

Durante le prime sei settimane servono tempo e pazienza: il tuo bimbo non sa ancora che esiste un orologio da rispettare e si regola a seconda delle sue esigenze

 

Allattare è molto faticoso, si dorme poco e ci si sente molto stanche: il mio consiglio è quello di adattarsi ai ritmi del bambino, quando lui dorme anche la mamma dorme e non mi stancherò mai di dirlo, fatevi aiutare in casa, voi dovete prendervi cura del piccolino e i vostri cari devono prendersi cura di voi; non esistono delle regole predefinite sicuramente ogni mamma alla fine riuscirà a trovare il proprio equilibrio con il suo bambino.

 

IMPORTANZA LATTE MATERNO PER I PREMATURI

 

Laureata in ostetricia, ha un master universitario di primo livello: risponde a tutti i vostri dubbi su gravidanza, allattamento e cura del bambino.

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Bimbo

Super Mario Party: insieme è più bello!

Tommaso e Matilde hanno ricevuto a Natale il loro primo gioco elettronico: abbiamo scelto la console Nintendo Switch insieme a Nintendo Labo, di cui Tommy si era innamorato quando siamo stati alla presentazione a Roma a maggio dello scorso anno.

Conoscete Nintendo Switch? In pratica è la rivoluzione di concetto di console gioco: la Nintendo ha infatti creato una piattaforma ibrida fissa/portatile. C’è un’unità centrale che assomiglia nella forma ad un tablet e due controller di colori differenti che si possono sganciare. Questo dà la possibilità di usare la Switch a 360 gradi, sia in casa a tutto schermo collegata alla televisione attraverso la docking station, sia quando siamo fuori casa, in modalità portatile.

E Tommaso era stato così convincente nel cantare le lodi della Labo, che univa cartone e circuiti, che la sorella aveva deciso di unirsi a lui nel lungo lavoro per raggiungere l’obbiettivo. Mese dopo mese hanno messo insieme i soldini risparmiati dai compleanni, dai regali e con i lavori domestici e a Natale hanno ricevuto la loro console. I giochi sono tutti strepitosi, ma abbiamo cominciato a pensare che sarebbe stato carino avere un gioco che unisse tutta la famiglia.

Nintendo ci ha fatto quindi sperimentare Super Mario Party, ed è stato davvero un bel momento di gioco condiviso!

SUPER MARIO PARTY: quello che mancava!

Dopo aver imparato ad usare i bellissimi giochi in cartone di Nintendo Labo, come dicevo, abbiamo pensato che sarebbe stato carino un party game. Sapete di cosa si tratta? Di una serie di mini giochi che più persone possono fare insieme e alla fine della sfida ci sarà una squadra vincitrice. Le novità di Super Mario Party sono tante e divertenti, e posso dire che i giochi sperimentati sono tutti coinvolgenti e ben fatti. Ovviamente alcuni di noi hanno preferito certe tipologie  e confesso che fino ad oggi io riesco a vincere solo nella corsa dei tricicli (nemmeno sempre) ma resta il fatto che l’offerta è davvero vasta.

Super Mario Party: come funziona

 

Si compongono le squadre ed inizia la sfida: per vincere è necessario accumulare le Super Stelle. Ogni volta che si termina un turno, ai giocatori viene proposto un minigioco casuale, e anche attraverso di essi si possono accumulare le monete. C’è da sottolineare che ci siamo trovati a farecose che non avrei mai immaginato di fare davanti ad uno schermo, come girare in padella un hamburger a forma di cubo cercando di cuocerlo da tutti i lati.

Come si gioca a Super Mario Party?

 

Allora la risposta è semplice: si gioca in compagnia! Solo che lo si può fare con metodologie diverse. Noi abbiamo giocato a casa davanti allo schermo, facendo sfide Mamma-Tommy VS Papà-Matilde, e io e Tommy abbiamo giocato anche sul treno che ci portava a Milano. Esiste anche ( e se non sbaglio dovrebbe essere una novità) la possibilità di trovare compagni di gioco online: anche se noi questa situazione non l’abbiamo provata direttamente perché di gente per giocare in casa ce n’è sempre in abbondanza.

Super Mario Party: il nostro giudizio!

Tommaso e Matilde se ne sono innamorati a priori e hanno giudicato Super Mario Party strepitoso. Io argomento un po’ il pensiero mio e di Emanuele, il loro papà e quindi dico che:

1.Bella la grafica: curatissima come sempre e perfetta la resa, tanto sullo schermo grande che su quello piccolo.

2. Ottima l’idea di giocare insieme: a casa nostra ad esempio non è permesso ai bambini di prendere la console e andare in camera a giocare da soli. Preferiamo che questo tipo di giochi sia sempre condiviso (anche nel caso della Labo, dove si gioca uno alla volta, si fa in sala in compagnia degli altri). Giocare con loro ha permesso anche a me di mettere un piede nel mondo dei videogiochi, dove ero rimasta ferma a TETRIS (che comunque nel tempo si è rivelato fondamentale per mettere il passeggino nel portabagagli).

3. Giusto il PEGI. Vi ricordate mai di controllare il Pegi, ovvero l’indicatore dell’età da cui si può giocare con un video gioco? Super Mario Party ha Pegi 3+ quindi significa che è adatto ai bimbi dai tre anni in su: Tommy e Maty a 9 e 7 anni sono perfettamente in target. (Resta il fatto che si tratta di un gioco per grandi/piccoli/maschi/femmine/verdi/blu/gialli perché ognuno ci troverà il suo giochino preferito).

 

A tutto Mario Party, quindi? Assolutamente sì: ma con giudizio! Non bisogna esagerare anche con le cose buone, belle e divertenti: 30 minuti al giorno sono più che sufficienti.

 

E adesso devo salutarvi, che Tommy è già pronto a sfidarmi sui tricicli!!

 

Post in collaborazione con Nintento!

Bimbo

Figli delle star: ecco i nomi più strani!

La scelta del nome di un figlio è un evento importantissimo: è una cosa che lo segnerà per tutta la vita. Mentre noi comuni mortali in genere scegliamo nomi belli ma non troppo singolari, le star e i vip sembrano fare a gara a mettere nomi a volte assurdi ai propri eredi. Ecco quelli più singolari.

 

Le figlie di Demi Moore e Bruce Willis si chiamano nell'ordine: Rumer (significa zingara), Scout LaRue (ispirato al nome di uno dei protagonisti del film Il buio oltre la siepe), e Tallulah (“Cascata” nella lingua dei nativi americani) Belle.

In quanto a nomi strani di figli delle star anche Gwyneth Paltrow e Chris Martin non si fanno parlare dietro, infatti la loro primogenita si chiama Apple.

Geri Halliwell ha chiamato la figlia Bluebell Madonna. Per il nome potrebbe essersi ispirata alle Bluebell Girls, un gruppo di ballo britannico noto tra gli Anni  ’40 e gli Anni ’60.

 

Zuma Nesta Rock è inve e il figlio di Gwen Stefani e Gavin Rossdale:  Zuma è il nome di una celebre spiaggia di Malibu e di un videogioco. Ma in inglese, fa riferimento anche alla dispepsia, una malattia gastrointestinale!

Impossibile non citare tra i nomi più strani dei figli delle star quello della figlia di Kim Kardashian e Kanye West: la bambina si chiama North West, cioè Nord Ovest…

Tu, è questo il nome della figlia dell’attore Rob Morrow. Di fatto, tra tutti i nomi strani dei figli dei vip, questo non sarebbe il più originale, se non fosse che in inglese, pronunciato insieme cognome, fa “Tu Morrow”, che suona come “Tomorrow”, ossia domani.

 

Bear Blu. Significa Orso blu ed è il nome del figlio di Alicia Silverstone e Christopher Jarecki.

Nicolas Cage ha dato a suo figlio il vero nome di Superman, ovvero Kal El! Invece Christina Aguilera  per la sua secondogenita, ha scelto un nome che strano è dir poco: l’ha chiamata Summer Rain, ossia Pioggia d’estate.

Lla figlia di Frank Zappa, una delle prime star a dare un nome originale ai propri figli, si chiama Moon Unit, cioè Modulo Lunare. Moon Unit, nata nel 1967, è davvero forse stata l’antesignana dell’ormai diffusissima moda dei vip di dare nomi alternativi ai propri figli!

 

Tra le star di oggi uno dei nomi più amati è sicuramente  Paris: si chiamano come la ville lumière l’ereditiera della famiglia Hilton e la figlia di Michael Jackson, ma visto che Paris viene considerato neutro, anche Pierce Brosnan e Blair Underwood hanno deciso di chiamare così i loro figli maschi.

Ireland Baldwin, figlia di Alec Baldwin e Kim Basinger, si chiama come l’Irlanda. Il secondo nome di Penelope, la figlia di Kourtney Kardashian, è Scotland (Scozia). Alicia Keys e Swizz Beatz hanno chiamato Egypt il loro primogenito perché lei ha scoperto di essere incinta mentre era in viaggio lì.

Gwen Stefani e Gavin Rossdale hanno chiamato il loro primogenito Kingston come la capitale della Giamaica.

Ethan Hawke e Casey Affleck hanno chiamato le loro figlie Indiana, come lo stato americano. Mel B ha chiamato sua figlia Phoenix, come la capitale dell’Arizona. Travis Barker dei Blink 182 ha chiamato sua figlia Alabama. Reese Witherspoon ha chiamato Tennessee il suo terzo figlio, in omaggio alle sue origini del sud degli States. La casalinga disperata Marcia Cross ha chiamato Savannah una delle sue due gemelline, come la città della Georgia.

 

Alcune celebrità hanno dato ai loro figli nomi geografici molto originali, dedicati all’Italia. Amy Adams ha chiamato sua figlia Aviana (ma in famiglia la chiamano Avi): l’attrice è nata ad Aviano in provincia di Pordenone, perché suo padre lavorava nella base militare americana. Shakira e Piqué hanno chiamato il loro primo figlio Milan, lo stesso nome scelto da Mike Tyson per una delle sue figlie.

 

Il blu è un colore gettonatissimo tra i figli delle star. Il figlio di Michael Bublé si chiama Noah Blue. Beyoncé e Jay-Z hanno chiamato la loro prima figlia Blue Ivy (edera blu). The Edge degli U2 ha chiamato una delle sue figlie Blue Angel (angelo blu). La spice Geri Halliwell ha chiamato sua figlia come un fiore australiano azzurro: il Bluebell. Zucchero ha chiamato Blue di secondo nome suo figlio Adelmo.

 

Lisa Bonet assieme a Jason Momoa ha avuto il piccolo Nakoa (guerriero) Wolf (lupo) Manakauapo (Mana vuol dire spirito, kaua vuol dire pioggia e po significa scuro, che a quanto pare si riferiscono al tempo che c’era la notte in cui è nato).  Anche il suo collega de Il Trono di Spade Jonathan Rhys Meyers ha chiamato suo figlio Wolf (lupo).

Nicole Richie e Joel Madden hanno chiamato uno dei loro figli Sparrow (passero). Candice Swanepoel ha chiamato il suo primo figlio Anacã (in brasiliano vuol dire pappagallo rosso).

 

Alcuni dei nomi più particolari hanno significati profondi, esoterici, che spesso arrivano da filosofie o religioni. Jessica Alba e Cash Warren hanno chiamato le loro figlie Honor (onore) e Haven (rifugio tranquillo). Matthew McConaughey e Camila Alves hanno scelto Vida, che in spagnolo significa vita, per la loro figlia. Milla Jovovich ha chiamato una delle sue due figlie Ever (sempre).

Anche Megan Fox e Brian Austin Green si sono scatenati con i nomi della loro prole, ispirandosi a figure religiose e cultura pagana: Noah (Noè), Bodhi (in sanscrito vuol dire risveglio), Journey (viaggio).

Il secondo figlio di Natalie Portman e Benjamin Millepied si chiama Aleph, una parola che nella religione ebraica che significa letteralmente uno e secondo la cabala significa origine dell’universo. E ci siamo stupiti di Lourdes Maria! Madonna poi ha chiamato Mercy (misericordia) una delle sue figlie adottive e non dimentichiamoci che il secondogenito dei KWW si chiama Saint (Santo).

Shiloh Jolie Pitt (che pare voglia cambiare il suo nome in John) significa “messia”, mentre Suri Cruise vuol dire sole in sanscrito e rosa in persiano.

 

Ma sapevate che Sting ha chiamato sua figlia Fuschia? Non fuxia o fucsia come il colore, scritto proprio così, Fuschia. E certo tra i nomi di bambine delle figlie delle star sembra quasi imbattibile nella sua stranezza!

 

La rockstar Bob Geldolf ha chiamato Peaches (pesca) una le sue figlie, scomparsa pochi anni fa, mentre le altre si chiamano Pixie (folletto), una Fifi Trixibelle e un’altra Heavenly Hiraani Tiger Lily (giglio tigrato paradisiaco d’oro).

Tra i più originali c’è il figlio di Pharrell Williams che si chiama Rocket (Razzo) e il terzo nome di Lily Rose Depp: Melody (melodia).

Liv Tyler ha chiamato uno dei suoi tre figli Sailor (marinaio). Bryan Adams ha chiamato le sue bambine Mirabella Bunny (che vuol dire coniglio) e Lula Rosylea.

Il figlio di Ashlee Simpson e Pete Wentz si chiama come un quartiere di New York e il protagonista del Libro della Giungla: Bronx Mowgli. Un nome da bambino che sicuramente non passa inosservato! Frances, la figlia di Kurt Kobain e Kourtney Love, si chiama Bean (fagiolo) di secondo nome.

 

Sean Combs (Puff Daddy, P. Diddy o come si fa chiamare adesso), ha chiamato una delle sue figlie Chance (possibilità), una D’Lila Star (suona come the little star, la piccola stella). Kelly Rowland ha chiamato suo figlio Titan Jewell (titano gioiello).

Anche Stevie Wonder ha dato nomi particolari ai suoi figli, che si chiamano Aisha, Keita, Kwame, Mumtaz, Kailand, Mandla, Nia e Sophia.

Robert Downey Jr. ha dato ai suoi tre figli dei nomi molto particolari Indio, Exton e Avri. Robert Redford ha chiamato sua figlia Shauna.

Harper Beckham di secondo nome si chiama Seven (sette). Fa concorrenza a Eleven di Stranger Things, per ora non ci risultano bambini famosi con questo nome ma sospettiamo che ne arriveranno a breve.

 

Bimbo

I Crimini di Grindelwald: la nostra recensione

Abbiamo visto “I Crimini di Grindelwald”: attenzione spoiler!

Secondo imperdibile appuntamento con la serie “Animali Fantastici”: il 15 novembre è infatti uscito “I Crimini di Grindelwald” e noi, fan di Harry Potter e innamorati del primo film siamo corsi a vederlo. Errore mio: perché come è accaduto con i successivi capitoli della storia del maghetto, il film ha virato ulteriormente sul noir dopo Animali Fantastici e dove trovarli. Matilde era decisamente piccola, Tommaso proprio al limite: io l’ho adorato (Mio marito è stato abbastanza critico).

Matilde si è auto-sistemata addormentandosi dopo esattamente 5 minuti, mentre Tommaso ha retto fino alla fine, anche se non ha ben capito tutte le sfaccettature della storia.

I Crimini di Grindelwald: La trama

E’ trascorso un anno dalla cattura del mago oscuro Gellert Grindelwald: sembra sotto controllo, ma durante il suo trasferimento da New York a Londra Grindelwald riesce ad uccidere le guardie di sicurezza e a fuggire. Intanto  Newt Scamander si rivolge al Ministero della Magia britannico per ripristinare il suo diritto al viaggio internazionale: ma per ottenerlo deve catturare Credence Barebone, l’oscuriale sopravvissuto a New York e che adesso vive a Parigi. Rifiuta l’offerta e Albus Silente lo invia comunque in Francia per proteggere Credence e di aiutarlo nella lotta a Grindelwald, poiché impossibilitato a combatterlo personalmente. Intanto riappaiono Queenie Goldstein e Jacob Kowalski, che hanno seguito la sorella di Queenie, Tina, in Europa. Non possono vivere liberamente il loro amore, osteggiato dai Maghi e questo porterà Queenie a fare una scelta devastante.  Credence cerca le proprie origini e Grindelwald cerca Credence, perché crede sia l’unico in grado di uccidere Silente. In un continuo scambio di ruoli e rincorrersi dei personaggi si arriva alla incredibile scoperta finale: Credence è Aurelius Silente, fratello di Albus, e ormai è passato dalla parte del male, insieme a Queenie e a tanti altri. Non resta che scoprire, nei prossimi film, come Albus, Newt e Tina riusciranno a cavarsela.

I Crimini di Grindelwald: gli effetti speciali

Straordinari, meravigliosi, da lasciare a bocca aperta: ogni scena è un equilibrio perfetto di computer grafica, ogni luogo è così compiutamente magico da non far rimpiangere niente dell’episodio precedente. Hanno meno spazio gli animali e più spazio le persone: ma anche i pochi minuti trascorsi nelle stanze segrete di Newt insieme ai suoi ospiti speciali restano stampate nella memoria. Meravigliose anche le interpretazione delle città: Londra e Parigi sono ancora più magiche in questo film. Bellissimi i costumi, soprattutto gli abiti femminili.

I Crimini di Grindelwald: gli attori protagonisti

Sarò di parte: ma Johnny Depp avrebbe potuto stare in piedi fermo al centro dell’anfiteatro circondato dai maghi invece di fare il suo straordinario discorso, e sarebbe stato convincente lo stesso. Una delle colonne portanti del film, insieme a Jude Law (che però sinceramente si è vesto pochino) e che ha lasciato intravedere come il rapporto tra i due fosse decisamente oltre l’amicizia. Eddie Eedmayne è sempre lo stesso Newt: il personaggio più centrato, equilibrato e coerente del film, assolutamente perfetto

 I Crimini di Grindelwald: la critica di Tommaso

Mi è piaciuto tantissimo il drago gatto cinese e la scena in cui Newt lo richiama con il sonaglino: ho riso tantissimo! Il mio personaggio preferito resta Newt Scamander: se avessi dovuto scegliere sarei rimasto dalla sua parte.

Non mi è piaciuto il fatto che non ci fosse un finale: insomma non si capisce come va a finire, che succede a Queenie e al ragazzo che si chiama Aurelius!

I Crimini di Grindelwald: la critica di Daniela

Come ho già avuto modo di dire, gli effetti speciali sono il pezzo forte del film: mentre la parte debole resta la trama. Perché va bene voler stupire gli spettatori, ma la storia dei tre pseudo fratelli incrociati è davvero troppo assurda. E’ stato lasciato poco spazio ai meravigliosi animali, troppo all’insopportabile Tina, che mi fa venir voglia, ogni volta che parla, di passare dalla parte oscura. Grandioso Depp e grandioso Law, anche se l’idea di una storia tra di loro mi ha messo un po’ in crisi. Johnny Depp, alla fine, crisi o non crisi, resta il re: e io non ho la stessa incrollabile certezza, che se me lo avesse chiesto, avrei risposto di no...

 

Insomma storia da 5, effetti da 11, un otto pieno se lo merita. Credo sia un po’ un film di passaggio, e mi lascia comunque una gran voglia di scoprire che succederà!

Bimbo

Faccende domestiche con i bambini: come insegnare ad essere ordinati!

Ordine e pulizia sono in gran parte buone abitudini di vita che i genitori dovrebbero trasmettere ai loro figli. Dovrebbero creare routine salutari fin dalla tenera età, come andare a dormire, fare il bagno, pulire i denti, svolgere i loro compiti. Ma come instillare ordine e pulizia nei tuoi figli?

 

A volte per noi genitori è noioso dovere tenere dietro ai bambini ogni volta che finiscono di fare i compiti o giocare in modo che raccolgano le loro cose e le mettano nei posti che giusti. Idem quando non rifanno il lorro letto o buttano i vestiti ovunque. Tuttavia, dovremmo tenere presente che sono bambini e, noi, adulti, i loro esempi da seguire.

 

Ho provato allora a pensare e cercare in rete  alcuni consigli in modo che questo non sia un problema.

 

Come insegnare le faccende domestiche ai tuoi bambini

1.Insegnare le faccende domestiche: Assegna responsabilità

Assegnare progressivamente responsabilità alle faccende domestiche, specialmente quelle relative alla sua stanza, alla sala giochi, al mantenimento dell'ordine dei giocattoli. Non travolgerlo con troppe responsabilità, e collabora solo all'inizio per spiegargli bene tutto, ma poi  lascialo fare da solo.

 

2. Faccende domestichen con i bimbi: Non fare tutto!

È un errore fare tutto a tuo figlio. Nei primi mesi la sua dipendenza da te è assoluta, ma poi questo cambia e, a poco a poco, il bambino guadagna spazio per la sua libertà e indipendenza. È un errore non permettergli di godere di questa indipendenza che a volte va anche caricata di responsabilità. Chiedigli di raccogliere i piatti dove consuma il cibo, di mettere i suoi vestiti sporchi nel posto predisposto e di non lasciare i giocattoli sparsi per tutta la casa.

 

3.Faccende domestiche con i bimbi: Lavorate come se foste una squadra

Fallo partecipare alle attività di pulizia. Chiedi aiuto quando stai già pulendo e così sarà disposto a collaborare quando gli chiedi di farlo. Se è curioso rispetto a quello che stai facendo, non allontanarlo perchè devi sbrigarti, ma fagli svolgere qualche piccolo compito.

 

4. Faccende domestiche con i bimbi: La migliore ricompensa

 

Un altro modo per coinvolgerli è attraverso i giochi o le sorprese, non solo per l'ordine e la pulizia della loro persona e della loro stanza, ma per l'ordine e la pulizia nei loro compiti, nella loro vita come un'abitudine. Anche se crediamo che la migliore ricompensa sia che si grodranno uno spazio piacevole e si sentiranno più a loro  agio con se stessi e il loro ambiente.

 

5. Faccende domestiche: ogni cosa al suo posto!

 

 È più facile tenere una stanza e una casa in modo da avere sempre tutto a posto rispetto a quelle case che sono veri e propri monumenti al disastro . Quindi più ordinati siamo noi ed è la casa, più è facile per il bambino interiorizzare quell'ordine e pensare che la pulizia è normalità e il contrario è il caos.

 

6. Faccende domestiche: ordine = autostima

 

Ci sono storie o storie per bambini per incoraggiare l'ordine e la pulizia nei bambini. Inoltre, la pulizia è un riflesso dell'autostima. Una famiglia con un'alta stima di sé tenderà a mantenere il posto dove vive pulito e in ordine. Al contrario, una famiglia in conflitto è più incline al disordine (ovviamente la regola non vale per tutti).

 

7. Faccende domestiche: Suggerimenti

Ecco alcune idee che possono aiutarti a insegnare ai bambini l'ordine e la pulizia!

-Tieni i suoi giocattoli all'altezzagiusta  per renderli più facili da mettere a posto.

-Per iniziare, prepara un tavolo di ordini e le attività di pulizia ogni due giorni per due settimane o un giorno per settimana: Ricorda che sei il loro esempio.

-Quando finisci di mangiare, insegnagli a riporre il suo piatto.

-Mantieni la tua vita, il luogo di lavoro, la stanza e gli altri spazi della casa in ordine per non punirlo con la frase "se non presti attenzione, ordinerai la tua stanza".

-Pulire non è una punizione è uno stile di vita che genererà frutti interessanti una volta che lo fai e lo farà tuo figlio. -Imposta gli orari per ciascuna delle loro attività e abitudini. Un bambino con una routine definita è più incline a mantenere l'ordine nei suoi spazi.

-Parla o spiega in modo semplice qual è l'ordine e la pulizia e ciò che rappresenta nelle nostre vite.

-Evita i rapporti sessisti e gli stereotipi nel lavoro di pulizia della casa. Sia i ragazzi che le ragazze hanno la stessa responsabilità per l'ordine e la pulizia dei loro spazi. I compiti devono essere distribuiti equamente

 

Faccende di casa per bambini

 

Faccende di casa per bambini a seconda dell’età

 

Tra i 2 e i 3 anni

 

In questa fascia di età i bambini sono troppo piccoli per fare le faccende domestiche complicate, ma già possono iniziare a collaborare in alcune attività semplici.

 

In questo modo si abitueranno fin da piccoli ad aiutare in casa. Le faccende che possono svolgere questi bambini sono:

 

  • Lasciare i loro vestiti sporchi nel luogo corrispondente
  • Raccogliere i giocattoli
  • Buttare la spazzatura nel cestino corrispondente
  • Annaffiare le piante
  • Mangiare da soli
  • Aiutare a pulire i liquidi o il cibo che cade a terra

 

Tra i 4 e i 6 anni

 

A questa età i bambini sono già più alti e hanno più forza e sono già più coscenti di quello che gli accade intorno.

 

Le faccende domestiche nelle quali possono aiutare sono già un po’ più complicate:

 

  • Scegliere i propri vestiti e vestirsi
  • Dare da mangiare e da bere agli animali domestici
  • Apparecchiare e sparecchiare
  • Aiutare a lavare i piatti
  • Pettinarsi e asciugarsi da soli
  • Spolverare

 

Tra i 7 e i 10 anni

 

I bambini di 7-10 anni possono già portare a termine faccende ancora più complicate, anche se ancora hanno bisogno della supervisione adulta in determinate attività.

 

Queste sono le faccende domestiche che possono realizzare:

 

  • Fare il letto da soli
  • Spazzare per terra
  • Ripiegare i vestiti e metterli a posto nell’armadio
  • Cucinare piatti semplici sotto la supervisione di un adulto
  • Lavare per terra
  • Preparare lo zaino per scuola
  • Svegliarsi da soli la mattina

 

Tra i 10 e i 12 anni

 

A queste età i bambini sono già totalmente coscenti di tutto quello che gli succede intorno e sono molto più responsabili.

 

È il momento che comincino ad aiutare in alcune faccende con più responsabilità e autonomia, come cucinare, farsi il bagno da soli o fare una lavatrice.

 

Queste sono le faccende adeguate per questa fascia di età:

 

  • Preparare alcuni piatti senza la supervisione
  • Farsi il bagno da soli
  • Portare a spasso il cane
  • Prendersi cura di un fratello più piccolo
  • Fare una lavatrice
  • Fare la lavastoviglie
  • Pulire il giardino
  • Pulire la loro stanza
  • Stendere i panni

 

Più di 12 anni

 

A partire dai 12 anni i bambini già sono capaci di sbrigare ogni tipo di faccenda.

 

A tutto quello menzionato prima, gli si possono aggiungere queste responsabilità:

 

  • Andare a buttare la spazzatura
  • Opere di cucito semplici, come cucire bottoni
  • Fare la spesa
  • Pulire superfici maggiori
  • Aiutare un fratello più piccolo con i compiti
  • Stirare

 

Cosa ne pensate? Sarà possibile insegnare l'ordine ai nostri bimbi?