Dermatite atopica: e se la curassimo con le Terme?

 

C'è qualcosa di più delizioso della pelle dei nostri bimbi? Da mamma penso di no. Quante volte c'incantiamo osservando le loro guance perfette, riempiendo baci solleticosi il loro collo e confrontando con le nostre le loro piccole mani?

 

L'incontro con il Dott. Baldo al Mamma che Blog

 

Eppure non tutti i bambini hanno la fortuna di nascere con una pelle impeccabile: esiste infatti una malattia, che sia chiama dermatite atopica, che a seconda della gravità può davvero rendere la loro vita difficile.

Io sono stata una bimba con dermatite atopica, di quelle a cui era vietato toccare tutto. Non potevo giocare con i sassi, spolverare casa insieme a mia madre, e dovevo fare attenzione persino ai saponi. Anche i miei bimbi sono così, e da noi c'è molta attenzione alle sostanze con cui entrano in contatto. Per fortuna la loro è una situazione molto leggera: ma nonostante la presenza costante di un dermatologo nelle nostre vite, nei giorni scorsi durante il Mamma che Blog, l'appuntamento che ogni anno Fattore Mamma organizza a Milano, e grazie alle Terme di Comano, ho potuto imparare nozioni che non sapevo su questo tema, durante l'incontro con il Dott. Baldo che ci ha parlato tra le altre cose, dell'importanza delle Terme nell'affrontare la dermatite atopica.

 

Cos'è e come si manifesta la dermatite atopica?

 

Si tratta di una malattia cronica della pelle, che diventa molto secca e da un forte prurito. Ne soffrono circa il 2% degli adulti e tra il 5-20% dei bambini. La differenza importante di queste percentuali sta nel fatto che in genere il problema insorge entro i primi due anni di vita (e questa informazione, soprattutto nel fatto di Tommaso mi ha fatto capire che non si trattava di non averla vista, ma che prima di quell'età, effettivamente, non c'era). La buona notizia è che nel 90% dei bambini entro i cinque anni, come è arrivata se ne va. In alcuni casi più complessi la dermatite atopica non è sola, ma associata ad asma e/o rino-congiuntivite allergica.

 

Come faccio a scoprire se il mio bimbo ha la dermatite atopica?

 

Innanzitutto la malattia alterna fasi acute e fasi di remissione. La dermatite si presenta con una pelle molto secca, arrossamenti e un forte prurito.

Mentre nel bambino che ha meno di un anno si vedono lesioni acute come eritema, edema, vescicole, erosioni e croste sul volto e sugli arti, da 1 a 10 anni ci sono lesioni subacute ai dorsi delle mani, ai gomiti ad esempio. Nell'adolescente infine ci sono ragadi e ipercheratosi, ad esempio al collo, superfici flessorie degli arti

Le cause della malattia sono tante: purtroppo se un genitore soffre, nel 60% dei casi anche i figli ne soffriranno. Come poi è successo nel caso dei miei bambini.

 

Quali cure per la dermatite atopica?

 

Purtroppo farmaci miracolosi ancora non ce ne sono. Ci sono invece delle terapie che aiutano a ridurre i sintomi e anche i periodi peggiori nel corso dell'anno. Ovviamente l'igiene del bambino deve essere curata in maniera attentissima, come del resto vanno utilizzate senza parsimonia le creme emollienti.

 

 

L'effetto delle acque termali sulla Dermatite atopica

 

Una notizia che mi ha davvero colpito però, durante l'incontro con il Dott. Baldo, è il ruolo delle Terme in tutto questo: perchè mai avrei pensato che le cure termali potessero avere un ruolo nel trattamento della Dermatite Atopica. E invece, anche grazie alle slide mostrare durante l'incontro, ho visto che soprattutto per le dermatiti più importanti, ma anche per quelli lievi e moderate, l'effetto è reale e duraturo nel tempo, più efficace della cura farmacologica e con un impatto ovviamente minore sulla salute. Insomma la cura termale è efficace e sicura!

 

Terme di Comano e Dermatite atopica

 

Assolutamente all'avanguardia nel trattamento della dermatite atopica (ma anche della psoriasi) sono le Terme di Comano, che si trovano tra il Lago di Garda e le Dolomiti di Brenta, in Trentino. Alle Terme di Comano i bambini possono accedere alle cure dagli otto mesi. Qui fanno ogni giorno un bagno termale, per almeno 8-10 giorni. I bagni, poi, si possono avere gratuitamente andando alle terme con la ricetta del pediatra. I bagni termali sfruttano le virtù dell’acqua di Comano. È un’acqua unica, antinfiammatoria, emolliente e lenitiva. Dopo i bagni i bambini hanno meno prurito, sono meno arrossati e infiammati. E mentre i bambini fanno la cura, i genitori possono partecipare alla Scuola dell’Atopia dove gli specialisti delle terme insegnano loro come curare i loro bambini a casa. Le Terme sono poi un posto fantastico dove trascorre una vacanza nella natura. Qui è possibile scegliere l'hotel o l'agriturismo o magari l'appartamento più adatto alle proprie esigenze e divertirsi con le numerose attività organizzate apposta per le famiglie. Se volete saperne di più date un occhiata al sito http://www.termecomano.it/dermatiti. 

 

In conclusione, per combattere la Dermatite atopica, e capire ad esempio se si sta avvicinando un picco, il ruolo delle mamme è fondamentale. E la cosa più bella e importante (e che mi sento assolutamente da condividere) detta dal dott. Baldo è stata a proposito proprio del ruolo della mamma e cioè “I medici devono credere alle mamme, e le mamme devono credere in se stesse.” E noi siamo pienamente d'accordo, vero?

 

Post in collaborazione con Terme di Comano!

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

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Salute

Fertilità: scegliamo di scegliere!

(Comunicato stampa!)

 

Avvicinare le ragazze e i ragazzi a temi di rilevanza medica e sociale utilizzando il loro linguaggio e intercettando i canali sui quali quotidianamente si informano ed interagiscono, ossia la rete e i social media: sono i presupposti su cui si basa la campagna di comunicazione #ideefertili promossa da Sifes – Società Italiana di Fertilità e Sterilità, per sensibilizzare i più giovani sulle tematiche afferenti alla salute riproduttiva, all’infertilità e alla sterilità.

 

Sono tre i video animati che vedono come protagonisti Giulia e Luca, alle prese con le problematiche della crescita, dal lavoro all’indipendenza alle relazioni affettive e sessuali, interpretate con sguardo ironico e ritmo vivace. La voce fuori campo interagisce con i due cartoons passando in rassegna alcune delle principali malattie sessualmente trasmissibili che, se non correttamente affrontate con la giusta prevenzione, possono portare all’infertilità.

 

Ecco allora che il preservativo diventa un mezzo efficace non solo per evitare gravidanze indesiderata, ma anche per proteggere nel modo più corretto la propria salute riproduttiva, qualora in futuro si desideri diventare genitori. Il video si chiude con il claim che accompagna tutta la campagna di comunicazione: “Qualunque sia la tua idea di futuro, scegli di scegliere”, un messaggio scevro da qualsiasi giudizio, moralismo o costrizione sociale, che vuole porsi come strumento di consapevolezza per i più giovani, al fine di vivere al meglio la propria sessualità attraverso la corretta conoscenza. Il video verrà trasmesso sui canali social di #ideefertili, da YouTube a Instagram a Facebook, che in questi mesi dal lancio della campagna a inizio giugno hanno visto aumentare in modo costante le interazioni e gli engagement: moltissime le domande rivolte dagli utenti, a dimostrazione di un gap di informazione evidente.

 

D’altra parte la stessa indagine “I giovani e la fertilità”, condotta da Sifes a inizio 2017 su un campione di ragazze e ragazzi di età compresa tra i 14 e i 25 anni, aveva rilevato una certa confusione ed approssimazione circa le tematiche afferenti a fertilità e sterilità, figlia di un’informazione reperita soprattutto dalla rete, in assenza di altre fonti – dalla famiglia alla scuola – che si mostrano più deboli se non assenti. Di qui la scelta di Sifes di approcciare i più giovani attraverso gli strumenti con i quali hanno una maggior familiarità, raggiungendoli nei luoghi di aggregazione sia virtuali che reali (non ultima la partecipazione lo scorso 9 settembre al Beautiful Festival di Bologna, dedicato alla Generazione Z e ai suoi idoli), e coinvolgendo direttamente alcuni degli influencers più seguiti: i Soldi Spicci, duo comico palermitano da oltre un milione di followers su YouTube, ha realizzato un video per Sifes dal titolo “Sesso a 20 vs sesso a 30 anni” che ha realizzato in due settimane circa tre milioni di visualizzazioni.

 

Gli altri due video animati saranno lanciati sui social Sifes nelle prossime settimane, continuando a fornire un’informazione divertente, leggera ma scientificamente corretta e tentando di accendere l’attenzione su tematiche di importante rilevanza sociale come il trend negativo dei tassi di fertilità nel nostro paese e in Occidente, puntando sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione fin dalla giovane e giovanissima età. “Come Società Scientifica – spiega il Presidente Borini - sentiamo il dovere di impegnarci nella divulgazione di contenuti corretti, attraverso un’informazione senza pregiudizi né costrizioni sociali, per consentire a tutti di esercitare la propria libertà di scelta nel futuro. Dobbiamo passare dal concetto del trattamento della sterilità al concetto della protezione della fertilità. Affrontare queste tematiche fa parte del processo di conoscenza e rispetto di se stessi, per vivere pienamente la propria sessualità”.

 

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S.I.F.E.S. e MR - Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione è la prima Società Scientifica che si occupa di fertilità, costituita nel 1965 con la specifica finalità di organizzare e promuovere le conoscenze nel campo della fertilità e del suo controllo sia in ambito medico sia in ambito sociale, in particolar modo per le classi più deboli della popolazione. Come Società Scientifica si pone l’obiettivo di stimolare la ricerca in tema di riproduzione umana; contribuire alla standardizzazione nazionale ed internazionale della terminologia inerente i problemi della riproduzione e delle procedure diagnostiche e terapeutiche; favorire - attraverso congressi, eventi e campagne informative - lo scambio di conoscenze, ricerche e di esperienze tra i soci, contribuendo alla corretta divulgazione delle stesse verso i cittadini

Salute

Stop al prurito della pelle a tendenza atopica con LIPIKAR STICK AP+!

I bambini con la pelle a tendenza atopica sono a volte irritabili e vivono in una condizione di stress. Io l'ho sperimento con Tommaso, che pur soffrendone in forma lieve, si è trovato a dover lottare fin da piccolissimo con il bisogno di grattarsi la pelle, con il prurito e tutto il resto.

 

Perchè prendersi cura di un bimbo con una pelle a tendenza atopica non significa solo scegliere il bagnoschiuma adatto o a la migliore crema idratante. Significa cercare costantemente di evitare che possa entrare nel loop prurito-grattamento, che lo porta a peggiorare la situazione.

 

Ho quindi accettato di scoprire insieme a Tommy LIPIKAR STICK AP+ di La Roche-Posay : e per la prima volta in vita mia ho visto un trattamento lenitivo semplicissimo da usare e in formato stick.

 

Una volta capito il funzionamento, Tommaso ha iniziato a usarlo da solo (ha sette anni) sulle parti che lo infastidivano maggiormente. E il sollievo era pressoché immediato. E l'ho sperimentato anche io, perchè anch’io ho lo stesso problema da quando ero bambina: e in un attimo dopo aver passato Lipikare stick di La Roche-Posay smetto di sentire quel fastidioso prurito.

 

In questo modo abbiamo messo KO il ciclo prurito-grattamento: cioè più il bambino (o l'adulto) sente prurito e più si gratta, in un circolo vizioso che si fa fatica a interrompere

 

 

Quindi, dopo averlo sperimentato per mesi possiamo dire che:

LIPIKAR STICK AP+ l

1.Lenisce immediatamente il prurito;

  1. Idrata la pelle;

  2. Non unge i vestiti;

  3. E' facilissimo da usare (i bimbi sono autonomi);

  4. Non ha nessun tipo di profumo (che può dare fastidio).

 

E quindi dieci e lode a Lipikar Stick Ap+1 da parte mia e di Tommy: è stata una scoperta davvero fantastica!

 

 

Post in collaborazione con Laroche-Posay!

Salute

FEBBRE NEL BAMBINO: la guida definitiva!!

 

Quando il termometro sale e ci troviamo ad affrontare la febbre nei figli, il pensiero corre subito ai problemi peggiori: dalla meningite alle convulsioni febbrile.  Ieri ho avuto la possibilità di ascoltare il Dottor Jacopo Pagani, responsabile del Servizio di Pronto Soccorso Pediatrico del Sant'Andrea di Roma, che ha chiarito davvero tanti dubbi sul tema.

 

Temperatura corporea

 

La temperatura corporea segue un ritmo circadiano: la mattina c'è una  temperatura più bassa mentre la sera quella più alta. La temperatura centrale normale è compresa fra 36,5 e 37,5°C. Ma ognuno di noi ha una temperatura a sè, e lo stesso vale per i bambini: un 37 in chi ha appena fatto sport, ad esempio, è assolutamente normale!!

 

Febbre: cosa tenere sotto controllo?

La domanda che fa sempre la mia pediatra è: è attivo? mangia? Fa abbastanza pipì? Se la risposta è sì, anche un 38 di febbre diventa meno preoccupante!! Comunque la febbre nel bambino è un evento frequente, comune e in genere non grave. Quando bisogna fare attenzione?

Se il colorito è pallido, se ha sonno ed è letargico, hanno pianto flebile continuo, inconsolabile, se ha un pianto inconsolabile, se non fa pipì, se nel neonato la fontanella è infossata

 

Come misurare la febbre?

 

Sempre, sempre con termometro elettronico ascellare!! Niente misurazione rettale, niente misurazione all'orecchio oppure per via orale!

 

Farmaco antipiretico: come regolarsi?

 

E' sempre meglio preferire un farmaco che può essere dosato in base al peso, non in base all'età. Quindi sì allo sciroppo, no alla supposta! Ricordiamo che  Il paracetamolo e l’ibuprofene sono gli unici antipiretici raccomandati in età pediatrica. In particolare il paracetamolo è l’unico antipiretico che può essere utilizzato fin dalla nascita, ma l'ibuprofene ha meno contro indicazioni e aiuta anche nel trattamento del dolore.

 Febbre nel bambino: E le spugnature?

 Il classico rimedio della nonna, purtroppo non è così efficace come sembra. Può essere considerato una coccola, ma non un rimedio da usare al posto degli antipiretici. Le spugnature con alcool sono assolutamente da vietare, perchè esso viene assorbito anche attraverso la pelle dal bambino stesso!

 

Febbre nel bambino: cosa fare

 

Tenere la stanza fresca, non più di 18 gradi.

Vestirlo in maniera leggera.

Farlo bere tanto!!

Se ha meno di 28 giorni, fare accesso al pronto soccorso pediatrico.

Se c'è febbre dopo un viaggio, informare subito il pediatra.

Meglio un 39 affrontato senza cambiare le proprie abitudini che un 37,5 che prostra il bambino.

 

Febbre nel bambino: le convulsioni febbrili

 

Anche se orribili a vedersi, le consulsioni febbrili non sono rarissime e colpiscono il 5% dei bambini fino a 5 anni, perchè la loro conformazione neurologica è ancora immatura. Se il bambino ha più di 5 anni o se le convulsioni sono durate più di due minuti, è necessario indagare.

 

Grazie all'evento "Che Giungla questa febbre" posso dire di aver fatto un po' di chiarezza nel mio modo di affrontare la febbre. E a voi, questa breve guida, è stata utile?

 

Salute

Gastrite, cosa mangiare e cosa evitare

 

Con il termine gastrite si intende un’infiammazione, acuta o cronica, della mucosa dello stomaco. I classici sintomi sono: acidità, bruciore, crampi e gonfiore di stomaco, nausea e vomito. All’origine di questo processo infiammatorio ritroviamo quasi sempre cattive abitudini alimentari, stress, fumo e alcool.

 

Gastrite: e se fosse colpa di un batterio?

 

Per queste ragioni possiamo intervenire cambiando il nostro stile di vita e le nostre abitudini a tavola. Ciò nonostante potrebbe non bastare motivo per cui consiglio sempre di consultare il proprio medico curante al fine di effettuare indagini più approfondite, come ad esempio la presenza del batterio Helicobcter pylori.

 

Gastrite, le indicazioni per affrontarla

 

Ricordiamo inoltre che ogni persona è un caso a sé e quindi stessi alimenti possono essere digeriti in modo diverso, ciò nonostante ci sono alimenti che comunemente è bene evitare o, al contrario, mangiare, in caso di gastrite. Innanzitutto si consiglia di masticare a lungo, fare 5 pasti al giorno mai abbondanti, mangiare la frutta lontano dai pasti, bere almeno 8 bicchieri di acqua al giorno ed evitare di stare seduti o sdraiati dopo i pasti.

 

Dalla vostra tavola devono essere bandite le bibite gassate e i succhi (essendo sostanze acide), tè, caffè e cioccolata (essendo che le sostanze stimolanti possono aumentare il reflusso da acido), vino e superalcolici, formaggi piccanti e fermentati, cibi conservati sotto olio o sale, salumi, frutta acidula (limoni, ribes, ananas) e frutta secca, pomodori, peperoni, broccoli, cavoli e spezie (soprattutto aglio, pepe e peperoncino).

 

Gastrite, meglio l'integrale

 

Limitare il consumo di prodotti raffinati preferendo l’integrale. Non disperate, ci sono anche alimenti amici! Parliamo di asparagi, carote, spinaci funghi, patate e fagioli. Il latte scremato o parzialmente scremato aiuta a neutralizzare l’acidità gastrica. Latticini magri, carne bianca e pesce. Ci sono poi tutti gli alimenti non citati che non ci danneggiano purché si utilizzi un tipo di cottura leggera!