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60 Film di animazione da vedere con i figli

I film di animazione sono piccoli capolavori colorati da vedere e rivedere con i figli. Ne ho elencati 60, tutti bellissimi e imperdibili, dalle classiche principesse ai capolavori Pixar, dai divertenti Dreamwork fino agli struggenti giapponesi.

Insomma 60 pellicose assolutamente da conoscere: ma qual è il vostro preferito?

 

1.Film di animazione da vedere con i figli: i grandi classici Disney

Fantasia (1940)

Il talento musicale di Leopold Stokowski si fonde con il genio rivoluzionario di Walt Disney in Fantasia, l’intramontabile classico del 1940. Caratterizzato da sette episodi, tra cui il celebre L’apprendista stregone, Fantasia è il primo film in stereofonia della settima arte.

Pinocchio (1940)

Basato sul romanzo di Carlo Collodi, Pinocchio è il secondo grande classico della Walt Disney. Una fiaba pedagogica che, tra personaggi straordinari e universi fantastici, riscrive le regole del cinema d’animazione. Nel 1941 Pinocchio vince gli oscar per la Miglior Colonna Sonora e per la Miglior Canzone.

 

Dumbo (1941)

Il silenzioso elefantino dalle orecchie grandi è l’eroe di uno dei grandi classici del cinema d’animazione. Uscito nel 1941, Dumbo consacra in sessanta minuti la potenza emotiva della Walt Disney e un’immortale metafora sulla diversità.

Bambi (1942)

Basato sul romanzo di Felix Salten, Bambi racconta, con coraggio e innovazione, una storia di crescita e formazione. Un capolavoro fuori dal tempo che apre la strada alle pellicole rivoluzionarie della Walt Disney.

Alice nel paese delle meraviglie (1951)

Tratto dal celebre romanzo di Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie è uno dei più rivoluzionari cartoni della settima arte. Uscito nel 1951, il classico Disney è un concentrato di personaggi bizzarri, mondi eccentrici e follia visiva. Un cult d’animazione che, tra lo Stregatto e la Regina di Cuori, introduce uno sguardo onirico nel cinema d’animazione.

1.Film di animazione da vedere con i figli: le Principesse

Biancaneve e i sette nani (1937)

Ispirato dalla celebre fiaba dei Fratelli Grimm, Biancaneve e i sette nani è il primo lungometraggio animato in technicolor. Un grande classico che consacra Walt Disney un pioniere della settima arte. La regina Grimilde e i sette nani sono delle pietre miliari del cinema d’animazione

Cenerentola (1950)

Basato sulla fiaba di Charles Perrault, Cenerentola è un capolavoro della settima arte. Un classico che, aprendo il periodo d’oro della Disney, fissa nell’immaginario la favola più amata di sempre. Dal principe azzurro e la scarpetta di cristallo all’immortale Bibbidi-Bobbidi-Boo, Cenerentola è un trionfo di poesia immune alle lancette del tempo.

La bella addormentata nel bosco (1959)

Basato sulla fiaba di Charles Perrault, La bella addormentata nel bosco è un kolossal del cinema d’animazione. Dall’eleganza estetica al respiro fiabesco, il classico Disney cristallizza la crudele Malefica tra i villain più iconici della settima arte.

La sirenetta (1989)

Basato sull’omonima fiaba di Hans Christian Andersen, La sirenetta è il cult di Ron Clements e John Musker del 1989. Un classico del Rinascimento Disney che, tra granchi impertinenti e piovre crudeli, conquista il pubblico e la critica. La Sirenetta vince i premi Oscar per la miglior colonna sonora e la migliore canzone originale agli Academy Awards del 1990.

La bella e la bestia (1991)

Basato sulla fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, La bella e la bestia è uno dei classici più amati della Walt Disney. Un capolavoro che, tra la colonna sonora di Alan Menken e la commistione tra tecnica tradizionale e digitale, conquista il pubblico mondiale. La Bella e la Bestia è il primo cartone a ricevere la nomination agli Academy Awards nella categoria miglior film.

 

Pocahontas (1995)

Questo è un cartone animato degli anni 90, risale al 1995. Pocahontas è una bellissima indiana che vive tra i boschi del Nord America e che deve scontrarsi con l’arrivo dei bianchi che vogliono invadere il suo villaggio e schiavizzare il suo popolo. Durante la sua battaglia, però, Pocahontas troverà l’amore.

Anastasia (1997)

Diretto dai maestri del cinema d’animazione Don Bluth e Gary Goldman, Anastasia traspone in chiave romanzata la vita della discendente dei Romanov. Una fiaba poetica che, con la forza dei classici Disney, conquista il pubblico e la critica mondiale. Immortale la sequenza in cui Anastasia danza con i fantasmi del passato sulle note di Quando viene dicembre.

Mulan (1998)

La meravigliosa storia della coraggiosa ragazza cinese che decide di travestirsi da guerriero e di andare in guerra al posto del padre malato.

La Principessa e il Ranocchio (2009)

La storia della bella Tiana che si ritrova trasformata in rana dopo aver baciato un ranocchio, sperando che questo si trasformasse in un bel principe. I due ranocchi cercheranno in ogni modo di tornare essere umani e, alla fine, scopriranno di essere innamorati.

 

Rapunzel (2010)

La bella Raperonzolo, ribattezzata da Disney Rapunzel, è una giovane dai capelli magici rinchiusa in una torre e prigioniera di una strega che si finge sua madre; quando riuscirà a uscire dalla torre, scoprirà quanto sia pericoloso e bello il mondo esterno e finalmente ritroverà i suoi veri genitori. Cartone animato del 2010.

Frozen (2013)

Nel regno di ghiaccio, Elsa, Anna e il simpatico pupazzo di neve Olaf sono i protagonisti di un’avventura straordinaria, e per la prima volta non è l'amore di un Principe, ma l'amore tra sorelle a "Sciogliere un cuore di ghiaccio".

Oceania (2016)

La coraggiosa Vaiana Waialiki è l’eroina di Oceania, uno dei cartoni più spirituali dell'universo Disney. Impreziosito da un’estetica impeccabile e da un'emozionante colonna sonora, Oceania parla di antichi miti, gesta eroiche e corruzione dell’animo umano. Tra guerrieri Māori e dèi egocentrici, il film è un racconto di formazione che consacra l’indipendenza delle principesse Disney.

 

3.Film di animazione da vedere con i figli: capolavori Pixar

Toy Story (1995)

Conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti ed inserito dall’American Film Institute tra i cento migliori film statunitensi di tutti i tempi, Toy Story è il primo film sviluppato completamente in computer grafica. Un classico che, ridefinendo le regole del cinema di animazione, introduce i prodigi di tecnica, ironia ed emozione della Pixar.

Monsters & Co. (2001)

Realizzato dal futuro autore di Up e Inside Out, Monsters & Co. è uno dei cartoni più brillanti dell’universo Pixar. Dallo humour geniale allo script formidabile, Monsters & Co. è un prodigio di tecnica ed emozione.

Toy Story 3 (2010)

È raro che il terzo capitolo di un franchise superi l’originale. Nel 2010 Toy Story 3 rivitalizza l’avventura di Woody e Buzz Lightyear con intelligenza e ironia. Il passaggio all’età adulta di Andy, l’eroe di Toy Story divenuto troppo grande per i giocattoli, è un miracolo di commovente autenticità

 

 Wall-E (2008)

La solitudine di un robot è il cuore di Wall-E, la toccante metafora sul consumismo di Andrew Stanton. Un cult ambientalista dove la speranza, come una piantina tra i cumuli di spazzatura, non smette di crescere. Consacrando Wall-E lo Charlot del cinema d’animazione, Andrew Stanton vince l’Oscar per il miglior film d’animazione agli Academy Awards del 2009.

Up (2009)

L’improbabile amicizia tra l’anziano Carl Fredricksen e il giovane Russell è il cuore di Up, la toccante fiaba di Pete Docter sui sogni irrealizzati e l’immortalità dell’amore. Il prologo che racconta la relazione tra Carl ed Ellie è un capolavoro di straordinaria autenticità. Dopo La bella e la bestia, Up è il secondo cartone animato che riceve la nomination all’Oscar come Miglior Film nella settima arte.

 

Inside Out (2015)

Dopo Monsters & Co. e Up, Pete Docter scrive e dirige Inside Out, un cult di animazione che analizza i misteri della mente di una ragazzina di undici anni. Dalla gioia alla tristezza, Inside Out è un trionfo di emozioni che vince l’Oscar come miglior film d’animazione agli Academy Awards del 2016. Un racconto pedagogico che insegna l’importanza di non sfuggire dalla tristezza. Commovente l’addio di Bing Bong, l’amico immaginario che svanisce dai ricordi di Riley.

Coco (2017)

La Pixar analizza la morte ed il ricordo di chi non c’è più in Coco, l’emozionante avventura di Lee Unkrich ambientata durante il Día de los Muertos. Impreziosita dai colori carnevaleschi del Messico e dalle toccanti musiche di Michael Giacchino, Coco è una delizia per gli occhi e per il cuore.

 

 

4.Film di animazione da vedere con i figli: Gli Eroi

 

Peter Pan (1953)

Anche questo tratto da un capolavoro letterario per bambini e ragazzi, Peter Pan è un cartone animato Disney del 1953. Racconta la storia del ragazzino che non cresce mai, l’eterno bambino che tutti vorremmo essere: nelle sue avventure, tanti gli amici che lo aiutano a combattere il cattivo Capitan Uncino. Wendy e i suoi fratellini sono pronti a volare verso l’Isola che Non c’è, ma sarà solo un sogno o una vera avventura?

La spada nella roccia (1963)

Il gufo Anacleto, Maga Magò e Mago Merlino sono i buffi eroi della Spada nella roccia, il classico del 1963 della Walt Disney. Diretto da Wolfgang Reitherman, l’autore della Carica dei 101 e Robin Hood, il film unisce la tecnica tradizionale allo humour irresistibile. Intramontabile la sfida a colpi di magia tra Mago Merlino e Maga Magò

 

Robin Hood (1973)

Questo cartone è del 1973 e anche questo è un classico intramontabile: ripropone la storia di Robin, nel cartone animato Disney impersonato da una volpe maschio, che è un astuto ladro gentiluomo che ruba ai ricchi per dare ai poveri. Anche in questo caso, una storia piena di avventure e di fascino, che sicuramente farà appassionare grandi e piccini.

 

Aladdin (1992)

Basato sul celebre racconto Aladino e la lampada meravigliosa de Le mille e una notte, Aladdin è un grande classico della Walt Disney. Un cult che, tra la musica di Alan Menken e la miscela di animazione tradizionale e computer grafica, cristallizza nell’immaginario Disney il genio della lampada, doppiato nella versione originale da Robin Williams.

Il Gobbo di Notre Dame (1996)

Questo cartone Disney è più recente, del 1996. Il gobbo di Notre Dame è la storia di Quasimodo, un uomo deforme che, proprio per questo, vive recluso nel campanile di Notre Dame: l’amore per la bella Esmeralda lo porterà a superare i suoi limiti e a cercare di mostrasi agli altri. Una storia ricca di significato!

Hercules (1997)

Lo humour sopra le righe e l’animazione fuori dagli schemi impreziosiscono Hercules, il primo film Disney basato sulla mitologia greca. Dalle gotiche parche alle Muse gospel, Hercules evita i cliché Disney e anticipa lo humour di Shrek e L’era glaciale

 

Il Principe d’Egitto (1998)

Affidato alle acque del Nilo per sfuggire all'editto del faraone Seti che condannava a morte i neonati ebrei, Mosè viene salvato proprio dalla moglie di Seti che lo alleva insieme a suo figlio Ramses. Cresciuto, Mosè scopre le sue origini, abbandona i fasti della famiglia adottiva, riceve l'investitura divina e, opponendosi al fratello diventato faraone, guida il popolo ebreo verso la Terra Promessa.

Shrek (2001)

Basato sul libro illustrato di William Steig, Shrek rivoluziona il cinema d’animazione prendendosi gioco dei classici Disney. Un cult che, con intelligenza e humour, inaugura l’Oscar per il miglior film di animazione agli Academy Awards del 2002

Gli Incredibili (2004)

Dopo Il gigante di ferro, Brad Bird realizza Gli Incredibili, la storia di una famiglia di super eroi con super problemi. Un cult che, giocando con i cliché di James Bond e X-Men, vince l’Oscar come miglior film d’animazione agli Academy Awards del 2005. Indimenticabile Edna Mode, la stilista più imprevedibile della settima arte

 

Dragon Trainer (2010)

Hiccup Horrendous Haddock III, figlio adolescente di un capo tribù Vichingo, deve catturare un dragone per compiere il rito iniziatico che lo traghetterà all'età adulta. Insieme a un gruppo di altri nove giovani entra così a far parte dell'impresa militare denominata The Dragon Initiation Programme. Lo scopo per tutti i giovani è quello di catturare un dragone per dimostrare l'avvenuta maturità. L'obiettivo è l'area nota come "Wild Dragon Cliff".

Rango (2011)

Dopo The Ring e Pirati dei Caraibi, Gore Verbinski debutta nel mondo dell’animazione con Rango. Un cartone che, tra sfumature western e omaggi cinematografici (i classici di Sergio Leone e Chinatown di Roman Polański), vince il premio Oscar come miglior film d’animazione agli Academy Awards del 2012.   

 

Ralph Spaccatutto (2012)

Il libero arbitrio è il cuore di Ralph Spaccatutto, il cult di Rich Moore che fonde cinema e videogame. Un omaggio videoludico che, raccontando la storia dal punto di vista dei cattivi, delizia tutte le generazioni di spettatori ed in particolare modo i nerd.

 

Le cinque leggende (2012)

E’ la storia di un gruppo di eroi ben conosciuti tra i bambini, tra i quali Babbo Natale, Il Coniglio Pasquale, La Fatina dei Denti; ognuno con dei poteri straordinari. Quando un spirito maligno,” L’Uomo Nero”, lancia il guanto di sfida per conquistare il mondo, i Guardiani devono unire, per la prima volta, le loro forze per proteggere le speranze, le fantasie e le convinzioni dei bambini di tutto il mondo.

 

Big Hero 6 (2014)

Una storia davvero commovente che racconta come un ragazzino prodigio esperto di robot impara a gestire le sue incredibili capacità quando si ritrova all’interno di una vicenda molto pericolosa. Si tratta del film animazione 2014 prodotto da Walt Disney e piacerà a tutta la famiglia.

 

 

 5. Film di animazione da vedere con i figli: i Giapponesi

Principessa Mononoke (1997)

Principessa Mononoke è il classico dello Studio Ghibli che consacra Hayao Miyazaki il maestro del cinema d’animazione. Una fiaba moderna che, fondendo l’immaginario straordinario e la mitologia nipponica, apre la strada al Castello errante di Howl e La città incantata

Il mio vicino Totoro (1988)

Se il simbolo dello Studio Ghibli è Totoro, un motivo c’è. La fiaba ecologica di Hayao Miyazaki, senza la complessità narrativa dei successivi Il castello errante di Howl e La città incantata, raggiunge le vette del cinema di animazione

La città incantata (2001)

Tratto dal romanzo fantastico Il meraviglioso paese oltre la nebbia di Sachiko Kashiwaba, La città incantata è il cult allegorico di Hayao Miyazaki sul passaggio dall’infanzia all’età adulta. Un classico dello Studio Ghibli che, tra gli omaggi cinematografici (Alice nel paese delle meraviglie ed Il mago di Oz) e le musiche di Joe Hisaishi, consacra una critica al capitalismo. La città incantata vince l’Oscar come miglior film d’animazione agli Academy Awards del 2003

Il castello errante di Howl (2004)

L’amore per l’ambiente, la critica alla tecnologia e la paura della guerra dominano l'universo fantastico del Castello errante di Howl di Hayao Miyazaki. Un miracolo di tecnica ed emozione che porta la fantasia dell'autore della Città incantata alla massima espressione cinematografica.

 

 

 6. Film di animazione da vedere con i figli: amici animali!

 La carica dei Cento e uno (1961)

La pellicola Disney del 1961 detiene un bizzarro "primato". Nonostante i 100 e 1 protagonisti canini del titolo, il personaggio più famoso del film è l'antagonista umana, la perfida Crudelia De Mon. La cattivissima donna che vuole farsi un cappotto con la pelliccia dei cuccioli di dalmata è entrata a fare parte dell'immaginario collettivo e nel 1996 è stata portata sullo schermo "in carne e ossa" da Glenn Close nel rifacimento live-action del lungometraggio, La Carica dei 101 - Questa Volta la Magia è Vera.

Il libro della giungla (1967)

Il romanzo di Rudyard Kipling diventa cartoon nel Libro della giungla, il classico d’animazione di Wolfgang Reitherman. L’Orso Baloo, la Pantera Bagheera, la Tigre Shere Khan ed il Serpente Kaa sono i protagonisti di un trionfo di colori ed emozioni. Indimenticabile Lo stretto indispensabile, una pietra miliare delle musiche Disney.

 

Gli Aristogatti (1970)

Il simpatico randagio Romeo e i 4 mici "aristocratici" Duchessa, Minou, Matisse e Bizet sono i protagonisti del 20esimo classico Disney, l'ultimo approvato da Walt Disney stesso e il primo realizzato dopo la sua morte, avvenuta nel 1966. Il film porta la firma di 5 dei Nine Old Men (ovvero il gruppo di animatori storici degli studi di Burbank) e nell'edizione italiana il gattone di origini romane (che nella versione originale è irlandese e si chiama Abraham de Lacy Giuseppe Casey Thomas O'Malley) è doppiato da Renzo Montagnani.

Il re leone (1994)

Liberamente ispirato dall’Amleto di William Shakespeare, Il re leone è il classico d’animazione di Roger Allers e Rob Minkoff. Nel 1995 la maestosa avventura di Simba,  accompagnata dall’immortale colonna sonora di Hans Zimmer, Elton John e Tim Rice, conquista gli Oscar per la miglior colonna sonora e la miglior canzone originale. Il re Leone è conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

 

La Gabbianella e il gatto (1998)

Ispirato al romanzo Storia Di Una Gabbianella e Del Gatto Che Le Insegnò a Volare dello scrittore cileno Luis Sepúlveda, la pellicola è una produzione interamente italiana, realizzata dallo studio di animazione di Torino Lanterna Magica e diretta da Enzo D'Alò. Come il libro (dal quale si discosta in diversi punti), anche il film si rivolge a un pubblico di bambini ed è un toccante racconto di formazione, oltre che di amicizia, diversità e rispetto.

 

Z la formica (1998)

Oscurato al box office dal più convenzionale e meno coraggioso A Bug’s Life, Z la formica è un trionfo di citazioni cinematografiche e humour audace. Indimenticabile il ballo tarantiniano che replica l’iconico Pulp Fiction di Quentin Tarantino.

Galline in fuga (2000)

Nel 2000 Peter Lord e Nick Park, gli autori di Wallace & Gromit, realizzano Galline in fuga. Un cult in stop motion che, tra gag irresistibili e omaggi cinematografici (in primis La grande fuga di John Sturges ed il franchise di Indiana Jones), conquista tutte le generazioni di spettatori

L’era glaciale (2002)

Nonostante i fragili sequel ne abbiano indebolito il valore, L’era glaciale è un capolavoro di comicità che segue la scia di Shrek. Impreziosito dalle gag slapstick dello scoiattolo Scrat, L’era glaciale scrive la storia del cinema d’animazione.

 

Alla ricerca di Nemo (2003)

Dall’estetica impeccabile alla sceneggiatura brillante, Alla ricerca di Nemo è una pietra miliare della Pixar. Diretto da Andrew Stanton, il film conquista tutte le generazioni di spettatori e scrive nell’immaginario animato la smemorata Dory e lo squalo Bruce.

 

Madagascar (2005)

New York: nello zoo di Central Park vivono il leone Alex, la zebra Marty, la giraffa Melman e l'ippopotamo Gloria. Marty, nel giorno del suo 10° compleanno, comincia a sentire una fortissima attrazione per la natura e decide di scappare dalla città. I suoi tre amici lo seguono, fino ad arrivare nell'esotica isola del Madagascar, un habitat che per loro potrebbe essere un paradiso terrestre. Ma sapranno sopravvivere lontani dagli agi della metropoli?

Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro (2005)

Dopo il successo di Galline in fuga, la Aardman Animations porta sul grande schermo due delle sue più celebri creature di plastilina: Wallace e Gromit. Gli improbabili eroi di La maledizione del coniglio mannaro dominano il film di Nick Park e Steve Box tra gag slapstick e divertissement. Un cult che, omaggiando i classici dell’orrore, vince l’Oscar come miglior film di animazione agli Academy Awards del 2006.

Happy Feet (2006)

Il debutto di George Miller nel cinema di animazione è un film da Oscar. Premiato agli Academy Awards del 2007 come miglior film di animazione, Happy Feet unisce il tema ecologico e la tecnica strabiliante alla brillante colonna sonora che spazia da Prince ai Queen.

 

Ratatouille (2007)

Remy, il topo che vuole diventare chef, è l'eroe di Ratatouille, il classico di Brad Bird del 2007. La tecnica rivoluzionaria, la sceneggiatura straordinaria e l’ironia fuori dal comune rendono Ratatouille un cartone d’altri tempi. Un capolavoro che, nella sequenza in cui Linguini assaggia la Ratatouille, regala uno dei momenti più alti del cinema d’animazione.

Kung Fu Panda (2008)

Po è un giovane panda il cui padre (un volatile) gestisce un piccolo ristorante la cui specialità sono i noodles cucinati secondo una ricetta segreta, finchè un giorno, in seguito a una predizione che lo vedrebbe come l'eletto Guerriero Dragon, viene associato alla scuola del Maestro Shifu.

 

Fantastic Mr. Fox (2009)

Dall’unione tra il genio letterario di Roald Dahl e l’estro visionario di Wes Anderson nasce Fantastic Mr. Fox, un pittoresco capolavoro in stop-motion che parla di libertà e uguaglianza.

 

  

7. Film di animazione da vedere…senza figli!

Nightmare Before Christmas (1993)

Nato dall’immaginazione di Tim Burton, Nightmare Before Christmas è il cult in stop-motion di Henry Selick. Un racconto gotico che, impreziosito dal respiro fantastico del padre di Edward mani di forbice e dalla colonna sonora di Danny Elfman, consacra Jack Skellington il re degli emarginati.

 

Una tomba per le lucciole (1988)

Tratto dal romanzo di Akiyuki Nosaka, Una tomba per le lucciole è il film più drammatico, violento e struggente dello Studio Ghibli. Isao Takahata racconta l’orrore della guerra ed il dolore del lutto in un commovente ritratto della natura umana

 

 

La sposa cadavere (2005)

Nel 2005 Tim Burton e Mike Johnson realizzano in stop-motion La sposa cadavere. Una fiaba gotica che, impreziosita dalle musiche di Danny Elfman, trasporta lo spettatore nel colorato mondo dei morti. Immortali il duetto al piano di Victor e la trasformazione di Emily in un trionfo di farfalle.

Persepolis (2007)

Persepolis è la trasposizione animata del fumetto di Marjane Satrapi. Un dramma che, unendo il prodigio grafico alla lotta per i diritti, racconta la vita della rivoluzionaria Satrapi. Dopo il premio della Giuria al Festival di Cannes del 2007, Persepolis conquista la nomination come miglior film d’animazione agli Academy Awards del 2008

Coraline e la porta magica (2009)

Dopo Nightmare Before Christmas, Henry Selick realizza in stop-motion Coraline e la porta magica, la psichedelica trasposizione in chiave dark di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll. Un’avventura gotica che conquista e sorprende con un respiro horror unico nel suo genere

Frankenweenie (2012)

Dopo Nightmare Before Christmas e La sposa cadavere, Tim Burton realizza Frankenweenie, l’adattamento in stop-motion del suo omonimo cortometraggio del 1984. Un gioiello d’animazione che, liberamente ispirato dal Frankenstein di Mary Shelley, riporta Tim Burton ai fasti cinematografici degli anni Novanta. Dalla poetica fotografia in bianco e nero al tributo ai monster movie, Frankenweenie è un inno all’amore e alla diversità.

 

 

 

 

 

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

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Hotel Transylvania 3 - Una vacanza mostruosa

Abbiamo visto la terza puntata della saga di Hotel Transylvania 'Hotel Transylvania 3 - Una vacanza mostruosa':
un pomeriggio al cinema come chiusura delle nostre ferie. Ecco come lo abbiamo giudicato noi adulti ( e cosa ne pensano Tommaso e Matilde).

 

Hotel Transylvania 3 - Una vacanza mostruosa: la trama

Dopo aver vissuto l'amore Mavis e il suo futuro marito umano nel primo film, dopo aver conosciuto la piccola peste Dennis nella seconda puntata, eccoci tornati nell'albergo più mostruoso della storia. Drac organizza matrimoni insieme alla figlia e dopo aver onorato per secoli la memoria della moglie, comincia a pensare di volere una compagna. E durante una stravante crociera per mostri regalata a tutta la famiglia da Mavis, farà uno straordinario Zig con la capitana della nave, la nipote del suo nemico storico Van Helsing, la bella Ericka. Alla fine, ovviamente, l'amore trionfa. La casa di produzione è la Sony Pictures Animatio.

 

Hotel Transylvania 3 - Una vacanza mostruosa: che ne pensano i più piccoli

Tommaso e Matilde avevano già visto i primi die capitoli della serie, e sono affezionati ai personaggi. Si sono quindi molto divertiti alle tante gag del film (in pratica sono solo un numero impressionante di gag una legata all'altra) e si sono innamorati di Plin Plin, il quintale di cagnolino che è l'amico dei Dennis. La trama esilissima è stata semplice da seguire, e le cose che li hanno colpiti di più sono stati l'idea che Mavis regalasse una vacanza al padre e che alla fine l'amore vince su tutto. Le scene sono coloratissime e piacevoli, l'ironia è alla portata dei più piccoli.

 

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Non siamo andati al cinema con aspettative di nessun genere, perchè conoscevano già l'inconsistenza della storia. Però purtroppo siamo abituati alla Pixar, alla Dreamworks e ai Blue Sky Studios, che si pensa sempre che un film per bambini debba essere anche per forza apprezzato dai grandi.

La piattezza di Hotel Transylvania ha del tragico, la trama è inconsistente, le gag vecchie come il cucco. C'è giusto una scintintilla nel finale, e il volemose tutti bene è assolutamente scontato.  I personaggi sono ingiudicabili, e la maggior parte potrebbero anche non essere presenti, tanto sono inuti. Abbiamo sbadigliato un po', e se non fosse stato per il pomeriggio di pioggia, probabilmente avremmo aspettato di vederlo su Netflix. Insomma quasi 30 euro per vedere il nulla: ma ovviamente, per i figli si fa questo ed altro.

 

 

 

Cinema

Coco: film bello...ma forse è mancato qualcosa

Matilde ed io abbiamo visto “Coco”, l’ultimo film Pixar: la storia di Miguel, che sogna di fare il mariachi ma per colpa delle vicissitudini familiari si trova a fare il calzolaio.

 

Coco: la trama

Tutto questo accade perché la trisavola Imelda fu abbandonata dal marito musicista a crescere da sola la figlia Coco (personaggio che dà il nome al film) e per questo decide di bandire la musica dalla storia della famiglia. Tutti si assoggetteranno a questa regola, e si voteranno alla realizzazione delle scarpe,  a parte Miguel, che la musica ce l’ha proprio nel sangue, e pur di partecipare ad un concorso musicale si trova a rubare la chitarra del famosissimo cantante Ernesto de la Cruz (morto moltissimi anni prima) custodita nel suo mausoleo. Il togliere ad un morto invece di donare durante "El dia de los muertos" lo fa cadere sotto una maledizione: passa nel regno dei morti, e solo la benedizione della sua famiglia potrà salvargli la vita.

 

Il file rouge del ricordo nei film Pixar

C’è del nuovo e c’è un’ombra di tradizione in questo film Pixar. Da un lato infatti, per la prima volta si affronta in maniera inequivocabile il tema della morte, anche se è una morte coloratissima e che strappa risate, mentre resta il tema del ricordo, già affrontato in Up e in Inside Out. Il ricordo è quello spinge il protagonista di Up a intraprendere il suo incredibile viaggio, i ricordi sono i mattoni che costruiscono la vita e le emozioni della protagonista di Inside Out, il ricordo è il discrimine tra l’esistere e il non esistere più, come scopre Miguel. E il tutto in punta di chitarra, come il più perfetto dei Mariachi.

Un’estetica straordinaria

C’è tutto l’universo messicano nelle immagini della Pixar e protagonista è la straordinaria folk art che siamo abituati a conoscere. Ci sono le tradizioni locali, come il cibo e le bevande offerte ai defunti, la ritrattistica fotografica, il cinema indigeno e ovviamente non può mancare il ricordo della straordinaria figura di Frida Khalo o gli incredibili alebrijes, gli spiriti guida colorati a neon.

Coco secondo Matilde

Matilde, a cinque anni, è riuscita a seguire benissimo la storia, tanto che poi l’ha raccontata senza confondersi al papà rimasto a casa, e aggiungendo particolari al racconto aggiuntivo che facevo io. Le sono piaciuti moltissimo i colori, e il suo momento preferito è stata l’interpretazione della canzone “Ricordami” che Miguel fa alla bisnonna Coco. In nessun momento è stata mai spaventata dall’idea di stare osservando dei disegni di scheletri: per lei il voto finale è stato un dieci pieno.

 

Coco secondo la mamma di Matilde (cioè io)

Sono andata al cinema con grandi aspettative, eppure sono uscita convinta che qualcosa non abbia funzionato come dovuto. Mi spiego: dopo aver visto “Oceania” abbiamo passato giorni a cantarne le canzoni, ho parlato in lungo e in largo dei vari messaggi lanciati dal film, mi sono innamorata del personaggio di Vaiana.

La storia di Miguel è una storia di crescita e formazione, una formazione che arriva affrontando un tema scottante come la morte. L’idea di fondo è meravigliosa: l’importanza del ricordo, l’essere famiglia, ma anche l’attenzione alle ambizioni personali. Eppure questo tema impeccabile viene affrontato in maniera visivamente straordinaria, ma è come se mancasse qualcosa. Sicuramente una grossa pecca sono le musiche, che non colpiscono (almeno a mio avviso) e non lasciano il segno: e in una storia dove la musica conta così tanto è davvero un peccato.

In conclusione tra il 9 per il tema toccato e la realizzazione visiva, e il 5 per le musiche e per l’assenza di quel quid che rende un film speciale, alla fine da parte mia Coco si è guadagnato un 7.

Resta un film adattissimo ai bambini: e forse sono io che sono stata un po’ viziata dai passati lavori Pixar per riuscire ad accettare al meglio anche i tratti positivi di “Coco”.