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Evoluzione del linguaggio da Zero a Sei anni

Lo sviluppo del linguaggio nel bambino ha tappe abbastanza regolari, tanto che la letteratura medica le ha suddivise, organizzate e catalogate. Ci sono ovviamente anche delle ecezioni, ma comunque lo sviluppo verbale del bambino va collocato nel contesto generale del suo sviluppo senso-motorio, cognitivo, relazionale, emotivo-affettivo. Un bambino con un ritardo importante nel linguaggio, per quanto considerato inteligentissimo dai genitori, potrebbe avere ad esempio problemi di relazione con i suoi coetanei.

 

 

Prima tappa: Da zero a  7-8 mesi

C'è una prima fase di pianti-grida che all'inizio sono manifestazioni riflesse dei cambiamenti fisiologici interni dipendenti dal grido della nascita, che ne costituirebbe la struttura più antica. Il grido della nascita è la manifestazione di un riflesso fisiologico e, verosimilmente, esprime il disagio che il bambino sperimenta dovendo respirare autonomamente. Durante le prime settimane, i pianti sono la sola manifestazione vocale osservabile. In gran parte indifferenziati, sono in rapporto con stati di malessere e di sofferenza e non è possibile stabilire una tipologia precisa in rapporto alla causa che li ha generati.

Gradatamente il pianto comincia ad assumere una funzione più specifica di segnale di diversi bisogni primari (nutrizione, calore, ecc.)

Dal secondo mese iniziano i vocalizzi: ovvero inizano a distinguersi modulazioni differenti di suoni e suoni paravocalici.

 Il cooing sound differisce dal pianto poiché la lingua assume una posizione che consente la modulazione del suono, ed è correlato alla diminuzione del pianto e all'aumento della percezione uditiva. Le emissioni modulate, che assumono il significato di coinvolgere l'interlocutore in un reciproco scambio di vocalizzi, sono considerabili fenomeni di relazione: ma non parliamo ancora di linguaggio vero e proprio. Gli scambi tra mamma e fioglio in questo periodo sono FONDAMENTALI

Dopo il terzo mese i bambini emettono numerose vocalizzazioni, che esprimono benessere e disagio e che diventano più espressive e si differenziano per intensità e qualità.

A cinque mesi la maggior parte dei bambini normali sa vocalizzare in maniera differenziata con abilità. Adesso iniziano a distinguersi le influenze delle varie lingue. Nel senso che un bimbo italiano vocazlizza in maniera differente rispetto ad un russo.

 A sei mesi i bambini cercano di interagire in maniera sempre più intensa con gli adulti che abitualmente si occupano di loro: compare la lallazione. Si tratta di semplici iterazioni di uno stesso suono che diventano gioco vocale divertente. Il bambino ascolta la propria voce ed è apparentemente in grado di controllare i propri sforzi: è la fase della selezione fonemica.
La lallazione segna la fine del periodo in cui il bambino utilizza il proprio patrimonio fonemico senza però né l'intenzione né la consapevolezza di parlare.

 

Seconda tappa: ottavo mese - due anni

 

Intorno all'ottavo mese il bambino inizia a imitare i suoni: abbiamo l'ecolalia. La stimolazione ambientale ha la funzione di rinforzo nei confronti dei comportamenti verbali che si presentano spontaneamente.

Tra l'ottavo e il decimo mese compaiono i primi veri morfemi, che si differenziano dai balbettamenti precedenti proprio perché dotati di significato. Il bambino si rende conto che esiste un legame tra suono e oggetto e che alcune espressioni vocali possono essere utilizzate per indicare ed ottenere qualcosa.

Dopo i dodici mesi compare la parola frase:  il bambino non solo si appropria di qualche parola ma ne coglie il valore semantico e inizia a utilizzarla per indicare azioni ed esprimere significati complessi. Così la semplice parola "mamma" potrà significare "voglio la mamma", "mamma dai", oppure, se pronunciata piangendo, "mamma aiutami, sto male". Il bambino pertanto utilizza una stessa forma verbale per significare diverse azioni/situazioni. La maturazione successiva condurrà gradatamente a discriminazioni più precise.
Il bambino tra i 12 e i 16 mesi possiede un vocabolario limitato, anche perché spesso si esprime attraverso i gesti con cui indica gli oggetti che intende denominare. In questa fase si nota una grande variabilità individuale e una discrepanza tra comprensione e produzione. La comprensione risulta sempre maggiore rispetto alla produzione e non c'è proporzione diretta tra numero di parole comprese e prodotte. Il primo vocabolario del bambino è costituito prevalentemente da nomi di persona e di oggetti familiari e dai versi degli animali.
Tra i 16 e i 19 mesi i verbi diventano più numerosi e compaiono gli aggettivi.

Tra i 19 e i 24 mesi il vocabolario subisce un incremento molto marcato con notevoli ed evidenti differenze individuali. Rispetto al periodo precedente aumentano gli aggettivi, i verbi e i funtori e compaiono diverse categorie nominali (es. parti del corpo, nomi di luoghi e ambienti, ecc.). iniziano inoltre ad apparire le frasi.

 

Terza tappa:  Dai diciotto mesi mesi al sesto anno

 

Ad un anno e mezzo il bambino comincia a costruire frasi semplici di due elementi, che sono versioni abbreviate di proposizioni adulte. Non ci sono ancora le parole funzionali, come articoli e pronomi.
Le omissioni e gli enunciati interrotti sono tipici delle prime costruzioni del bambino.
Dopo i 18-24 mesi gli enunciati diventano più lunghi e complessi e non sono semplici gruppi di parole poste l'una accanto all'altra, bensì comincia a esservi un'organizzazione dell'enunciato secondo i principi grammaticale.
La frase più semplice è ridotta a due parole: soggetto e verbo.
Il bambino poi passa gradatamente da uno stile telegrafico all'uso di frasi di tipo adulto, complete e complesse, con padronanza sia delle regole della grammatica che di quelle del discorso.

 

Tra i 19 e i 26 mesi pronuncia parole singole in successione. Compaiono tuttavia esempi di concordanza tra nomi ed aggettivi.
Tra i 24 e i 33 mesi, si registrano numerosi cambiamenti in senso quantitativo e qualitativo: prevalgono ancora sugli altri tipi di frase le nucleari, prodotte ora con morfemi liberi, e le frasi ampliate con espansione del nucleo. Le frasi complesse aumentano e si diversificano per tipologia.
Tra i 27 e i 38 mesi  le frasi complesse diventano per la maggior parte complete da un punto di vista morfologico.


La maggior parte dei bambini sui 5-6 anni ha acquisito tutti i fondamentali elementi del linguaggio: sa strutturare bene le frasi, incluse le relative, le passive e le interrogative, usando in modo sufficientemente corretto le fondamentali regole grammaticali e sintattiche.

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

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Bambino

Figli delle star: ecco i nomi più strani!

La scelta del nome di un figlio è un evento importantissimo: è una cosa che lo segnerà per tutta la vita. Mentre noi comuni mortali in genere scegliamo nomi belli ma non troppo singolari, le star e i vip sembrano fare a gara a mettere nomi a volte assurdi ai propri eredi. Ecco quelli più singolari.

 

Le figlie di Demi Moore e Bruce Willis si chiamano nell'ordine: Rumer (significa zingara), Scout LaRue (ispirato al nome di uno dei protagonisti del film Il buio oltre la siepe), e Tallulah (“Cascata” nella lingua dei nativi americani) Belle.

In quanto a nomi strani di figli delle star anche Gwyneth Paltrow e Chris Martin non si fanno parlare dietro, infatti la loro primogenita si chiama Apple.

Geri Halliwell ha chiamato la figlia Bluebell Madonna. Per il nome potrebbe essersi ispirata alle Bluebell Girls, un gruppo di ballo britannico noto tra gli Anni  ’40 e gli Anni ’60.

 

Zuma Nesta Rock è inve e il figlio di Gwen Stefani e Gavin Rossdale:  Zuma è il nome di una celebre spiaggia di Malibu e di un videogioco. Ma in inglese, fa riferimento anche alla dispepsia, una malattia gastrointestinale!

Impossibile non citare tra i nomi più strani dei figli delle star quello della figlia di Kim Kardashian e Kanye West: la bambina si chiama North West, cioè Nord Ovest…

Tu, è questo il nome della figlia dell’attore Rob Morrow. Di fatto, tra tutti i nomi strani dei figli dei vip, questo non sarebbe il più originale, se non fosse che in inglese, pronunciato insieme cognome, fa “Tu Morrow”, che suona come “Tomorrow”, ossia domani.

 

Bear Blu. Significa Orso blu ed è il nome del figlio di Alicia Silverstone e Christopher Jarecki.

Nicolas Cage ha dato a suo figlio il vero nome di Superman, ovvero Kal El! Invece Christina Aguilera  per la sua secondogenita, ha scelto un nome che strano è dir poco: l’ha chiamata Summer Rain, ossia Pioggia d’estate.

Lla figlia di Frank Zappa, una delle prime star a dare un nome originale ai propri figli, si chiama Moon Unit, cioè Modulo Lunare. Moon Unit, nata nel 1967, è davvero forse stata l’antesignana dell’ormai diffusissima moda dei vip di dare nomi alternativi ai propri figli!

 

Tra le star di oggi uno dei nomi più amati è sicuramente  Paris: si chiamano come la ville lumière l’ereditiera della famiglia Hilton e la figlia di Michael Jackson, ma visto che Paris viene considerato neutro, anche Pierce Brosnan e Blair Underwood hanno deciso di chiamare così i loro figli maschi.

Ireland Baldwin, figlia di Alec Baldwin e Kim Basinger, si chiama come l’Irlanda. Il secondo nome di Penelope, la figlia di Kourtney Kardashian, è Scotland (Scozia). Alicia Keys e Swizz Beatz hanno chiamato Egypt il loro primogenito perché lei ha scoperto di essere incinta mentre era in viaggio lì.

Gwen Stefani e Gavin Rossdale hanno chiamato il loro primogenito Kingston come la capitale della Giamaica.

Ethan Hawke e Casey Affleck hanno chiamato le loro figlie Indiana, come lo stato americano. Mel B ha chiamato sua figlia Phoenix, come la capitale dell’Arizona. Travis Barker dei Blink 182 ha chiamato sua figlia Alabama. Reese Witherspoon ha chiamato Tennessee il suo terzo figlio, in omaggio alle sue origini del sud degli States. La casalinga disperata Marcia Cross ha chiamato Savannah una delle sue due gemelline, come la città della Georgia.

 

Alcune celebrità hanno dato ai loro figli nomi geografici molto originali, dedicati all’Italia. Amy Adams ha chiamato sua figlia Aviana (ma in famiglia la chiamano Avi): l’attrice è nata ad Aviano in provincia di Pordenone, perché suo padre lavorava nella base militare americana. Shakira e Piqué hanno chiamato il loro primo figlio Milan, lo stesso nome scelto da Mike Tyson per una delle sue figlie.

 

Il blu è un colore gettonatissimo tra i figli delle star. Il figlio di Michael Bublé si chiama Noah Blue. Beyoncé e Jay-Z hanno chiamato la loro prima figlia Blue Ivy (edera blu). The Edge degli U2 ha chiamato una delle sue figlie Blue Angel (angelo blu). La spice Geri Halliwell ha chiamato sua figlia come un fiore australiano azzurro: il Bluebell. Zucchero ha chiamato Blue di secondo nome suo figlio Adelmo.

 

Lisa Bonet assieme a Jason Momoa ha avuto il piccolo Nakoa (guerriero) Wolf (lupo) Manakauapo (Mana vuol dire spirito, kaua vuol dire pioggia e po significa scuro, che a quanto pare si riferiscono al tempo che c’era la notte in cui è nato).  Anche il suo collega de Il Trono di Spade Jonathan Rhys Meyers ha chiamato suo figlio Wolf (lupo).

Nicole Richie e Joel Madden hanno chiamato uno dei loro figli Sparrow (passero). Candice Swanepoel ha chiamato il suo primo figlio Anacã (in brasiliano vuol dire pappagallo rosso).

 

Alcuni dei nomi più particolari hanno significati profondi, esoterici, che spesso arrivano da filosofie o religioni. Jessica Alba e Cash Warren hanno chiamato le loro figlie Honor (onore) e Haven (rifugio tranquillo). Matthew McConaughey e Camila Alves hanno scelto Vida, che in spagnolo significa vita, per la loro figlia. Milla Jovovich ha chiamato una delle sue due figlie Ever (sempre).

Anche Megan Fox e Brian Austin Green si sono scatenati con i nomi della loro prole, ispirandosi a figure religiose e cultura pagana: Noah (Noè), Bodhi (in sanscrito vuol dire risveglio), Journey (viaggio).

Il secondo figlio di Natalie Portman e Benjamin Millepied si chiama Aleph, una parola che nella religione ebraica che significa letteralmente uno e secondo la cabala significa origine dell’universo. E ci siamo stupiti di Lourdes Maria! Madonna poi ha chiamato Mercy (misericordia) una delle sue figlie adottive e non dimentichiamoci che il secondogenito dei KWW si chiama Saint (Santo).

Shiloh Jolie Pitt (che pare voglia cambiare il suo nome in John) significa “messia”, mentre Suri Cruise vuol dire sole in sanscrito e rosa in persiano.

 

Ma sapevate che Sting ha chiamato sua figlia Fuschia? Non fuxia o fucsia come il colore, scritto proprio così, Fuschia. E certo tra i nomi di bambine delle figlie delle star sembra quasi imbattibile nella sua stranezza!

 

La rockstar Bob Geldolf ha chiamato Peaches (pesca) una le sue figlie, scomparsa pochi anni fa, mentre le altre si chiamano Pixie (folletto), una Fifi Trixibelle e un’altra Heavenly Hiraani Tiger Lily (giglio tigrato paradisiaco d’oro).

Tra i più originali c’è il figlio di Pharrell Williams che si chiama Rocket (Razzo) e il terzo nome di Lily Rose Depp: Melody (melodia).

Liv Tyler ha chiamato uno dei suoi tre figli Sailor (marinaio). Bryan Adams ha chiamato le sue bambine Mirabella Bunny (che vuol dire coniglio) e Lula Rosylea.

Il figlio di Ashlee Simpson e Pete Wentz si chiama come un quartiere di New York e il protagonista del Libro della Giungla: Bronx Mowgli. Un nome da bambino che sicuramente non passa inosservato! Frances, la figlia di Kurt Kobain e Kourtney Love, si chiama Bean (fagiolo) di secondo nome.

 

Sean Combs (Puff Daddy, P. Diddy o come si fa chiamare adesso), ha chiamato una delle sue figlie Chance (possibilità), una D’Lila Star (suona come the little star, la piccola stella). Kelly Rowland ha chiamato suo figlio Titan Jewell (titano gioiello).

Anche Stevie Wonder ha dato nomi particolari ai suoi figli, che si chiamano Aisha, Keita, Kwame, Mumtaz, Kailand, Mandla, Nia e Sophia.

Robert Downey Jr. ha dato ai suoi tre figli dei nomi molto particolari Indio, Exton e Avri. Robert Redford ha chiamato sua figlia Shauna.

Harper Beckham di secondo nome si chiama Seven (sette). Fa concorrenza a Eleven di Stranger Things, per ora non ci risultano bambini famosi con questo nome ma sospettiamo che ne arriveranno a breve.

 

Bambino

Faccende domestiche con i bambini: come insegnare ad essere ordinati!

Ordine e pulizia sono in gran parte buone abitudini di vita che i genitori dovrebbero trasmettere ai loro figli. Dovrebbero creare routine salutari fin dalla tenera età, come andare a dormire, fare il bagno, pulire i denti, svolgere i loro compiti. Ma come instillare ordine e pulizia nei tuoi figli?

 

A volte per noi genitori è noioso dovere tenere dietro ai bambini ogni volta che finiscono di fare i compiti o giocare in modo che raccolgano le loro cose e le mettano nei posti che giusti. Idem quando non rifanno il lorro letto o buttano i vestiti ovunque. Tuttavia, dovremmo tenere presente che sono bambini e, noi, adulti, i loro esempi da seguire.

 

Ho provato allora a pensare e cercare in rete  alcuni consigli in modo che questo non sia un problema.

 

Come insegnare le faccende domestiche ai tuoi bambini

1.Insegnare le faccende domestiche: Assegna responsabilità

Assegnare progressivamente responsabilità alle faccende domestiche, specialmente quelle relative alla sua stanza, alla sala giochi, al mantenimento dell'ordine dei giocattoli. Non travolgerlo con troppe responsabilità, e collabora solo all'inizio per spiegargli bene tutto, ma poi  lascialo fare da solo.

 

2. Faccende domestichen con i bimbi: Non fare tutto!

È un errore fare tutto a tuo figlio. Nei primi mesi la sua dipendenza da te è assoluta, ma poi questo cambia e, a poco a poco, il bambino guadagna spazio per la sua libertà e indipendenza. È un errore non permettergli di godere di questa indipendenza che a volte va anche caricata di responsabilità. Chiedigli di raccogliere i piatti dove consuma il cibo, di mettere i suoi vestiti sporchi nel posto predisposto e di non lasciare i giocattoli sparsi per tutta la casa.

 

3.Faccende domestiche con i bimbi: Lavorate come se foste una squadra

Fallo partecipare alle attività di pulizia. Chiedi aiuto quando stai già pulendo e così sarà disposto a collaborare quando gli chiedi di farlo. Se è curioso rispetto a quello che stai facendo, non allontanarlo perchè devi sbrigarti, ma fagli svolgere qualche piccolo compito.

 

4. Faccende domestiche con i bimbi: La migliore ricompensa

 

Un altro modo per coinvolgerli è attraverso i giochi o le sorprese, non solo per l'ordine e la pulizia della loro persona e della loro stanza, ma per l'ordine e la pulizia nei loro compiti, nella loro vita come un'abitudine. Anche se crediamo che la migliore ricompensa sia che si grodranno uno spazio piacevole e si sentiranno più a loro  agio con se stessi e il loro ambiente.

 

5. Faccende domestiche: ogni cosa al suo posto!

 

 È più facile tenere una stanza e una casa in modo da avere sempre tutto a posto rispetto a quelle case che sono veri e propri monumenti al disastro . Quindi più ordinati siamo noi ed è la casa, più è facile per il bambino interiorizzare quell'ordine e pensare che la pulizia è normalità e il contrario è il caos.

 

6. Faccende domestiche: ordine = autostima

 

Ci sono storie o storie per bambini per incoraggiare l'ordine e la pulizia nei bambini. Inoltre, la pulizia è un riflesso dell'autostima. Una famiglia con un'alta stima di sé tenderà a mantenere il posto dove vive pulito e in ordine. Al contrario, una famiglia in conflitto è più incline al disordine (ovviamente la regola non vale per tutti).

 

7. Faccende domestiche: Suggerimenti

Ecco alcune idee che possono aiutarti a insegnare ai bambini l'ordine e la pulizia!

-Tieni i suoi giocattoli all'altezzagiusta  per renderli più facili da mettere a posto.

-Per iniziare, prepara un tavolo di ordini e le attività di pulizia ogni due giorni per due settimane o un giorno per settimana: Ricorda che sei il loro esempio.

-Quando finisci di mangiare, insegnagli a riporre il suo piatto.

-Mantieni la tua vita, il luogo di lavoro, la stanza e gli altri spazi della casa in ordine per non punirlo con la frase "se non presti attenzione, ordinerai la tua stanza".

-Pulire non è una punizione è uno stile di vita che genererà frutti interessanti una volta che lo fai e lo farà tuo figlio. -Imposta gli orari per ciascuna delle loro attività e abitudini. Un bambino con una routine definita è più incline a mantenere l'ordine nei suoi spazi.

-Parla o spiega in modo semplice qual è l'ordine e la pulizia e ciò che rappresenta nelle nostre vite.

-Evita i rapporti sessisti e gli stereotipi nel lavoro di pulizia della casa. Sia i ragazzi che le ragazze hanno la stessa responsabilità per l'ordine e la pulizia dei loro spazi. I compiti devono essere distribuiti equamente

 

Faccende di casa per bambini

 

Faccende di casa per bambini a seconda dell’età

 

Tra i 2 e i 3 anni

 

In questa fascia di età i bambini sono troppo piccoli per fare le faccende domestiche complicate, ma già possono iniziare a collaborare in alcune attività semplici.

 

In questo modo si abitueranno fin da piccoli ad aiutare in casa. Le faccende che possono svolgere questi bambini sono:

 

  • Lasciare i loro vestiti sporchi nel luogo corrispondente
  • Raccogliere i giocattoli
  • Buttare la spazzatura nel cestino corrispondente
  • Annaffiare le piante
  • Mangiare da soli
  • Aiutare a pulire i liquidi o il cibo che cade a terra

 

Tra i 4 e i 6 anni

 

A questa età i bambini sono già più alti e hanno più forza e sono già più coscenti di quello che gli accade intorno.

 

Le faccende domestiche nelle quali possono aiutare sono già un po’ più complicate:

 

  • Scegliere i propri vestiti e vestirsi
  • Dare da mangiare e da bere agli animali domestici
  • Apparecchiare e sparecchiare
  • Aiutare a lavare i piatti
  • Pettinarsi e asciugarsi da soli
  • Spolverare

 

Tra i 7 e i 10 anni

 

I bambini di 7-10 anni possono già portare a termine faccende ancora più complicate, anche se ancora hanno bisogno della supervisione adulta in determinate attività.

 

Queste sono le faccende domestiche che possono realizzare:

 

  • Fare il letto da soli
  • Spazzare per terra
  • Ripiegare i vestiti e metterli a posto nell’armadio
  • Cucinare piatti semplici sotto la supervisione di un adulto
  • Lavare per terra
  • Preparare lo zaino per scuola
  • Svegliarsi da soli la mattina

 

Tra i 10 e i 12 anni

 

A queste età i bambini sono già totalmente coscenti di tutto quello che gli succede intorno e sono molto più responsabili.

 

È il momento che comincino ad aiutare in alcune faccende con più responsabilità e autonomia, come cucinare, farsi il bagno da soli o fare una lavatrice.

 

Queste sono le faccende adeguate per questa fascia di età:

 

  • Preparare alcuni piatti senza la supervisione
  • Farsi il bagno da soli
  • Portare a spasso il cane
  • Prendersi cura di un fratello più piccolo
  • Fare una lavatrice
  • Fare la lavastoviglie
  • Pulire il giardino
  • Pulire la loro stanza
  • Stendere i panni

 

Più di 12 anni

 

A partire dai 12 anni i bambini già sono capaci di sbrigare ogni tipo di faccenda.

 

A tutto quello menzionato prima, gli si possono aggiungere queste responsabilità:

 

  • Andare a buttare la spazzatura
  • Opere di cucito semplici, come cucire bottoni
  • Fare la spesa
  • Pulire superfici maggiori
  • Aiutare un fratello più piccolo con i compiti
  • Stirare

 

Cosa ne pensate? Sarà possibile insegnare l'ordine ai nostri bimbi?

Bambino

BARBIE: GIOCHIAMO CON LA MODA?

Quando ero piccola ricevere una Barbie era per me il sogno che si avverava: e anche adesso quando ho un attimo mi diverto da matti a seguire Matilde che racconta storie inverosimili, con le sue Barbie che salvano il mondo, ma sempre vestite in maniera impeccabile (che per lei i cattivi si combattono comodamente anche sui tacchi).

 

In genere i cattivi sono i dinosauri di Tommaso, che alla fine per galanteria si fa sempre sconfiggere dalla sorella.E quindi non potevo non raccontarvi quello che si sono inventati alla De Agostini: la collezione di vestiti di Barbie più figa del pianeta. La collezione “BARBIE GIOCA CON LA MODA” è stata lanciata il 29 settembre e basta collezionare i fascicoli quindicinali e poi settimanali. Nel magazine che accompagna il vestito ci saranno delle paper doll che i vostri figli (perché chiariamo che con le Barbie ci giocano tutti eh) potranno divertirsi a vestire e colorare.Ma che vestiti troviamo all’interno del fascicolo? Tutti gli abiti che possono trasportare la fantasia dei nostri figli in epoche passate. C’è il ballo romantico, ma anche la vita da imperatrice, un giorno da star, visita al castello.

 

Ma la cosa che mi ha colpito, è la qualità dei vestiti. Perché (Barbie non mi picchiare) qualche volta per risparmiare ho cercato di comprare quei vestitini che spesso si trovano nei negozi di giocattoli per le Barbie di Matilde. Ecco: un flop assoluto, roba di carta che nemmeno entrava. Invece l’abitino del ballo romantico, è bello e curato, assolutamente da collezione. Comunque potete vederli tutti a questo link , così vi fate un’idea dei piccoli capolavori che vi attendono. In più, fino al 10 novembre c’è un concorso a cui è semplicissimo partecipare: registratevi alla pagina

 

concorsi.deagostini.com/barbiemoda e lasciate i vostri dati.

 

Se riuscite a scoprire dove si nasconde Barbie, potete vincere tanti premi carini e colorati.Allora, ci vediamo in edicola?

 

Post in collaborazione con DeAgostini!

#deagostini #barbiemoda #barbie #ad #barbiegiocaconlamoda #abitibarbie #magazine #paperdoll #mattel
Bambino

Giochiamo con MyBoBox!

Tommaso e Matilde hanno scoperto MyBoBox!

 

Ci è arrivato qualche giorno fa e ci siamo fatti sorprendere da quello che conteneva. Confesso che è la prima volta che utilizziamo questo tipo di scatole senza sapere effettivamente cosa contengono...ma devo dire che nel nostro caso hanno davvero indovinato la cosa più adatta da mandarci! 

 

 MyBoBox: giochi creativi da fare con i bimbi

In queste settimane sono oberata di lavoro. E non è stato facile ritagliarmi del tempo per giocare insieme a loro. Ma una sera ho spento tutto e mi sono messa a costruire...un acchiappasogni! Abbiamo riso tanto quando lo abbiamo visto, perchè oltre a giorni senza fiato, abbiamo fatto ultimamente anche qualche brutto sogno. E così è stata l'occasione per sdrammatizzare e scherzarci su con MyBoBox! All'interno c'era anche un'altra divertente sorpresa: un lavoro destinato ad Halloween, che vi fareme presto vedere...

 

 

 La nostra MyBoBox

Realizzare l'acchiappasogni è stato facile: Tommaso leggeva le istruzioni alla sorella e poi ho iniziato anche io a partecipare nella fase dell'incrocio dei fili. L'ago era grandissimo e di plastica, e tutto si è dimostrato esattamente alla loro portata! Ne è nato un oggetto divertente che adesso dobbiamo appendere nella loro cameretta: e che grazie al fatto di essere carino, colorato (ma soprattutto fatto tutti insieme) li aiuterà senza dubbio a tenere distanti i cattivi sogni!!

 

MyBoBox: come funziona?

 

MyBoBox è una scatola a sottoscrizione mensile che contiene tanti giochi per stimolare i bambini ad essere creativi e ad utilizzare di più le mani (e non per gli smrtphone ;)). La scatola contiene sempre due sorprese, legate ai temi del mese (per esempio nella nostra c'è un gioco legato ad Halloween) e il costo è di 13,50 euro al mese (più spese di spedizione) Sulla scatola c'è  il nome della bimba o il nome del bimbo! L'età perfetta è tra i tre e gli otto anni: i progetti sono messi a punto dal team myBoBox con la collaborazione e la supervisione di Francesca Valla, counselor, insegnante, scrittrice e tata televisiva.  Grazie ai suoi intelligenti suggerimenti pedagogici è possibile sviluppare lo spirito creativo dei bimbi attraverso questi momenti ludici!! In ogni momento potete  sospendere o cancellare la sottoscrizione mensile a myBoBox in qualsiasi momento, senza alcun costo, con due semplici clic.

 

Curiosi? Ecco il link dove potete trovare tutto!! https://mybobox.it ...e noi intanto andiamo ad appendere il nostro acchiappasogni!!