string(15) "616,618,613,601"

Bimbi in cucina: di grandi delizie e piccole meraviglie

Permettere ai bimbi di scatenare la propria creatività in cucina significa non solo aiutarli a scoprire tante cose che possono fare da soli (persino maneggiare i coltelli, se hanno l'età giusta) ma entrare nell'affascinante mondo del cibo dalla porta principale.

A Tommaso e Matilde ripeto sempre la stessa cosa: non importa cosa farete nella vita, ma non uscirete da questa casa senza aver imparato a cucinare alla perfezione.

 

Per questo mi è sembrata un'ottima idea partecipare a "Bimbi in cucina con lo chef" l'evento organizzato per permettere ai bambini e ai genitori di apprendere i segreti di ricette semplici ma deliziose. Venerdì 16 febbraio noi due, insieme a tanti bambini e tante mamme, abbiamo pacificamente invaso il "Why" locale delizioso che si trova a Piediripa di Macerata.

(Nota commovente: il Why è il ristorante dove io ed Emanuele abbiamo cenato il primo giorno che abbiamo scoperto di aspettare Tommaso...fine commozione)

 

Grazie all'aiuto degli chef (Paolo della Valle nelle retrovie e Aleandro Polenti impegnato direttamente con i ragazzi) i piccoli hanno preparato un pasto completo, con antipasto primo e dolce. Tommaso ha tagliato con precisione certosina le zucchine, e io che avevo l'ansia a vederlo con il coltello in mano mi sono dovuta ricredere sulle sue capacità. Insieme agli altri si è poi cimentato ai fornelli, girando il riso (senza scottarsi) e si è dimostrato abilissimo nel ripulire le alici (pesce che adora mangiare). Ed ecco le ricette di quello che hanno preparato.

 

 

Balls di verdure con pesce azzurro

Ingredienti per 4 persone: 100 grammi di alici, due patate, 200 grammi di spinaci, un uovo, 50 g pangrattato 100 grammi di PANKO, pangrattato giapponese, sale e pepe olio EVO.

Procedimento: lessate le patate con la buccia in acqua bollente per circa 20 minuti, lasciatele raffreddare e nel frattempo eliminate il gambo degli spinaci e rompete le foglie in tanti pezzetti. Una volta che le patate sono cotte, sbucciatele e lavoratele con l'uovo, quindi aggiungete le foglie di spinaci a crudo e il pan grattato. Condite con sale e pepe.

Ora ricavate polpette da circa 50 grammi e passatele nel Panko, poi stendetele sulla carta da forno in una teglia e irroratele con un filo d'olio. Cuocetele per circa 5 minuti a 180° con forno ventilato, quindi aggiungete le alici condite con la buccia di limone grattugiata olio e un pizzico di sale. Cuocetele per altri 5 minuti e poi gustatele ancora calde!

 

Risotto con zucchine e fonduta di parmigiano

Ingredienti per 4 persone: 125 grammi di Parmigiano grattugiato, 150 millilitri di latte intero, 5 grammi di maizena, 300 grammi di riso Vialone Nano, un litro di brodo di verdure o carne, due zucchine grandi, olio EVO, mezza cipolla, un' arancia.

Procedimento: iniziate tostando il riso in un tegame con un filo d'olio d'oliva sul fondo. Aggiungete la cipolla finemente tritata e mescolate bene, poi sfumate con il succo d'arancia: quando il succo sarà ben sfumato cominciate la cottura del riso. Poi copritelo con il brodo e tenetelo d'occhio fino a quando il liquido verrà assorbito dal riso e versatene altro fino ad arrivare due terzi di cottura. Tagliate le zucchine a dadini, unitele al riso e ultimate la cottura. Quando sarà pronto mantecatelo aggiungendo olio e girando velocemente fino a formare una crema.

Intanto scaldate il latte, aggiungete la maizena precedentemente diluita in pochissimo liquido freddo e portate ad ebollizione. Una volta addensato levate dal fuoco e versate il parmigiano scegliendolo con l'aiuto di una frusta.

Impiattate il riso e copritelo con qualche cucchiaata di di fonduta al parmigiano. Se volete potete decorare con qualche scaglie di mandorle o noci tostate.

 

Crema morbida alla soia con crumble e salsa al cioccolato

Ingredienti per 6 persone: per la crema, 250 millilitri di latte di soia, 250 millilitri di panna vegetale. buccia di limone, 80 grammi di zucchero di canna, 6 grammi di gelatina (colla di pesce), per il crumble 60 grammi di burro, 60 grammi di zucchero bianco, 15 grammi zucchero di canna, 100 grammi di farina, per la salsa al cioccolato 100 millilitri latte intero, panna fresca, 80 grammi di cioccolato al 72%.

Procedimento: scaldate il latte di soia e la panna vegelate con la buccia di limone, fino a quando il tutto diventi caldo. Scioglieteci lo zucchero, estraete la buccia e unite la gelatina precedentemente messa in ammollo con acqua fredda per 10 minuti.  Dividete il tutto in miniporzioni versandole nei bicchierini o nelle coppette e lasciate rassodare un paio d'ore nel frigo. Intanto preparate il crumble versando tutti gli ingredienti in una ciotola: impastate le con le mani fino a ottenere un composto unico che si sbriciola facilmente. Prendete un foglio di carta da forno, sistematelo su una teglia e sistemate  sopra l'impasto spolverato con zucchero di canna Infornare a 170° per circa 20 minuti. Una volta che la crema è rassodata decoratela con una manciata di briciole e con una cucchiaiata di cioccolato. Il risultato sarà delizioso!

 

Dopo il primo appuntamento ce ne aspettano altri due, il 9  e il 16 marzo. Tommaso conta letteralmente i minuti e non vede l'ora di tornare a cucinare con gli chef. Intanto in casa ho iniziato a dargli piccoli compiti in cucina che prima pensavo non fossero adatti per lui: e diciamo che questa esperienza ci ha fatto crescere entrambi!!

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

Ti potrebbe interessare

Bambino

Bambini al mare: braccioli o ciambella?

Finalmente le vacanze sono all'orizzonte e molte di noi si stanno preparando ad andare al mare con i bimbi. Ma quando sarà ora di entrare in acqua, quali saranno gli strumenti più adatti per salvaguardare la loro sicurezza? Meglio la ciambella, i braccioli, o il giubbotto di salvataggio? Oggi vediamo insieme quali sono le differenze e cosa è meglio scegliere!

 Bambini al mare: la ciambella con seduta (a partire dai sei mesi)

Questo tipo di ciambella aiuta il bambino ad acquistare fiducia nell'acqua.Il piccolo è seduto e si sente al sicuro, in modo da prendere confidenza con l'acqua. Meglio ancora se il modello ha delle maniglie per far aggrappare il piccolo. Ovviamente, ma questo è scontato, la ciambella deve essere tenuta da un adulto, che non si allontani nemmeno di qualche centimetro. Esistono anche ciambelle che hanno uno spazio accanto per la mamma: da un lato c'è la ciambella classica con mutandina dove posizionare il neonato e attaccata c'è una piccola cintura gonfiabile dove la mamma può appoggiare le braccia e portare a spasso in acqua il bebè.

 

Bambini al mare: la ciambella

Esistono diversi tipi di ciambella per bambini al mare (o in piscina)

 

  • La ciambella classica (per bambini da 3 a 5 anni)

Serve a far acquisire al bambino fiducia nell'acqua e nella sua capacità di galleggiare. I più piccoli utilizzeranno quella con i buchi per le gambre, mentre gli altri la ciambella classica. Attenzione a prendere la ciambella della grandezza giusta, adatta alle dimensioni del bambino. E ci vuole prudenza a la supervisione di un adulto perché il bambino può sfilarsi dalle braccia e andare a fondo.

 

  • I braccioli (per bambini di 2-3 anni)

Se i bambini hanno fiducia di loro stessi e hanno già confidenza con l'acqua, sono ottimi perché consentono di muoversi in tutta libertà in acqua tenendosi a galla. Per farli indossare al bambino vanno prima bagnati e poi infilati su per le braccia perché altrimenti rischiano di graffiare la pelle ed irritarla. Prima dell'acquisto controllate che siano adatti per il peso e l'età del vostro bimbo.

 

  • Giubbotto gonfiabile

Simile al giubbotto di salvataggio delle scialuppe. Viene indossato come un gilet, ha il salvagente incorporato. Lascia il bambino libero di muoversi ed è molto sicuro in acqua. E' da scegliere in base al peso del bambino

Esistono anche dei costumi da bagno con ciambella o zona gonfiabile integrata: possono essere utili per i bambini che stanno imparando a nuotare e li aiutano a galleggiare.

 

Altre opzioni sono la cintura galleggiante che permette di acquisire fiducia nell'acqua e di imparare i movimenti più corretti di braccia e gambe oppure una tavoletta galleggiante quando il bambino avrà acquisito padronanza dell'acqua e vorrà provare a nutare da solo.

 

Bambini al mare: cosa controllare quando si acquista un dispositivo di galleggiamento

 

Infine qualche consiglio per l'acquisto degli oggetti per imparare a nuotare:

  • scegliere sempre un prodotto con il bollino CE
  • se si usa un oggetto dell'anno precedente è meglio gonfiarlo per assicurarsi che sia integro e non abbia buchi
  • soprattutto le prime volte stai sempre vicino al bambino mentre sta in acqua, anche se usa ciambelle o braccioli
  • abbiate pazienza: tutti i bambini alla fine diventano dei veri pesciolini. Basta solo dar loro il giusto tempo.

 

Allora, pronti a sfidare l'acqua con i vostri bimbi?

Bambino

Sfidate i vostri bimbi: oggi si fa la colla!

 

 

Tommaso è da sempre un bambino curioso, interessato a conoscere il mondo intorno a lui e a sperimentare per poter rispondere da solo alle tante domande che si affollano nella sua mente.

Ha quindi accettato con felicità la sfida che gli ho lanciato: sapresti fare la colla, partendo da una patata?

L’idea me l’ha suggerita Ricercamondo, il progetto con cui Henkel vuole incoraggiare i bambini a scoprire la scienza e la ricerca, coinvolgendo innanzitutto le scuole primarie.

(Spoiler: alla fine la colla siamo riusciti a farla davvero, e questa è la cronaca del nostro esperimento. L’obiettivo non è tanto produrre la colla, quanto spiegare ai ragazzi come funziona il metodo scientifico e come lavorano i ricercatori in laboratorio)

 

#SFIDA1: TROVARE L’AMIDO

 

 

Cosa serve per questa prima parte:

  • Alimenti: patate, noci, zucchero, sale, mela, carota, noce
  • Cucchiaini
  • Piattini, piccoli piatti piani di vetro o simili
  • Contagocce per dosare gocce della soluzione (o reattivo)
  • Soluzione di iodio, o, preferibilmente, il reattivo di Lugol (una soluzione acquosa iodo-iodurata), disponibile in farmacia oppure online (ma noi abbiamo usato lo iodio)

 

Quando viene mescolato con acqua, l’amido diventa una sostanza appiccicosa che può essere usata come base per realizzare la colla. Siamo partiti dall’ipotesi che esistono alimenti che contengono più amido di altri, ma come individuarli? Grazie al Lugol o alla soluzione di iodio. Il primo sarebbe preferibile ma non l’abbiamo trovato, e alla fine la soluzione di iodio ha fatto comunque egregiamente il suo dovere.

 

 

Abbiamo scelto una serie di alimenti e li abbiamo adagiati sopra alcuni piattini di ceramica: piccoli pezzetti di carota, mela, patata, noci, un pizzico di sale, un pizzico di zucchero.

Abbiamo iniziato a versare, usando il contagocce acquistato in farmacia, poche gocce di iodio su ogni alimento. Ma perché lo iodio? Perché diventa viola se incontra dell’amido sul suo cammino.

Abbiamo osservato con attenzione, ma nessuno degli alimenti ha avuto la minima reazione a contatto con lo iodio…e Tommaso iniziava un po’ a scoraggiarsi.

 

 

Ma alla fine dopo aver posizionato lo iodio su un pezzetto di patata, il tubero è diventato immediatamente viola!

 

#SFIDA2 OTTENERE L’AMIDO DALLE PATATE 

Una volta scoperto che le patate sono ricche di amido, non resta che estrarlo da lì!

Cosa serve:

  • 4 patate di medie dimensioni
  • 1 un vecchio panno da cucina
  • 2 scodelle di plastica
  • 1 grattugia
  • 1 piccolo contenitore ignifugo che potrai posizionare all’interno del forno
  • 1 misurino
  • Acqua
  • Forno da cucina

 

Questa parte dell’esperimento è più meccanica, perché si tratta di portare avanti tutta una serie di azioni abbastanza semplici, ma che nel complesso faranno sì che possiamo davvero estrarre l’amido dalle patate.

Abbiamo quindi sbucciato e poi grattugiato (noi abbiamo usato la classica grattugia del parmigiano con i fori mesi) le 4 patate. Per la cronaca ho utilizzato patate vecchie che avevo dimenticato in fondo al frigo, perché cerchiamo sempre di fare attenzione a non sprecare il cibo.

 

Abbiamo pesato 300 ml di acqua e li abbiamo aggiunti alle patate grattugiate, poi abbiamo posizionato un vecchio strofinaccio su una ciotola e abbiamo rovesciato tutte le patate e l’acqua al suo interno. Tommaso lo ha chiuso per bene e ha strizzato fino a quando le patate non hanno rilasciato tutta l’acqua nell’altra ciotola.

 

Abbiamo ripetuto per la seconda volta lo stesso procedimento, aggiungendo però solo 200 ml d’acqua. E abbiamo infine ripetuto lo stesso passaggio con altri 200 ml di acqua.

Ora nella ciotola ci sarà parecchia acqua torbida, di un incerto color giallo. A questo punto dovete solo aspettare e man mano eliminare l’acqua che resta in superficie. Filtrate un’ultima volta e poi mettete il residuo in un contenitore che possa andare in forno (noi abbiamo usato una pirofila in vetro e prima abbiamo fatto attenzione a girare la mistura di acqua e patate con un cucchiaino di ceramica).

Non dovete fare altro che mettere la mistura per circa 20 minuti a 180 gradi in forno, e alla fine resterà davvero l’amido!! Il consiglio che vi do però è fare attenzione e controllare spesso per evitare di bruciare tutto.

 

#SFIDA3: TRASFORMARE L’AMIDO IN COLLA

Terza e ultima fase del nostro esperimento! In realtà potreste anche dividere i vari esperimenti, e magari, se volete fare solo quest’ultimo usare l’amido di mais. Ma visto che noi eravamo ormai lanciati, abbiamo continuato con il nostro prezioso e sudatissimo amido estratto dalle patate.

 

 

COSA SERVE:

  • Amido di mais
  • Bilancia da cucina
  • Misurino
  • Un pentolino
  • Acqua
  • Un fornello

Questa fase è abbastanza veloce: ricordate che per ogni 10 grammi di amido servono 50ml di acqua. Noi ne avevamo un po’ di più e quindi abbiamo aggiunto un pizzico in più di acqua.

 

Tommaso ha mescolato bene e poi ho messo la pentola sul fornello a fuoco molto basso, e ci siamo dati il cambio a mescolare. Tommaso ha 8 anni e sa come fare attenzione, ma se il bimbo è più piccolo, ovviamente ai fornelli stateci voi!! Una volta che il composto ha iniziato a bollire, mi sono allontanata dal fuoco e abbiamo messo il tutto in una tazzina per lasciarlo raffreddare. E alla fine, anche se con un colore e un odore ovviamente diverso da quello che conosciamo…avevamo della straordinaria colla naturale!!

 

 

Sul sito Ricercamondo trovate tanti altri esperimenti, che potete provare a casa con i vostri bambini, oppure suggerire alla loro insegnante.

Insieme a Henkel, oggi abbiamo capito che dentro ciascun bambino si nasconde un piccolo ricercatore: basta trovare il modo giusto per accedere la scintilla della sua curiosità!

 

POST IN COLLABORAZIONE CON HENKEL!

 

Bambino

Dai un calcio alla sfortuna!!

 

Il progetto “Dai un calcio alla sfortuna”, risultato del lavoro dei giovani dell’Oratorio Salesiano di Macerata  in collaborazione con la società sportiva PGS ROBUR 1905 è uno degli otto progetti selezionati e ospitati nel network di Banca Etica su Produzioni dal Basso.  Il percorso è stato attivato attraverso un bando promosso da Banca Etica per il crowdfounding che ha lo scopo di promuovere lo sport come strumento per l’integrazione e il superamento delle barriere, con particolare attenzione alla responsabilità sociale delle organizzazioni.

 

I ragazzi hanno scelto di farsi parte attiva nella redazione e presentazione di questo progetto che permetterà a 25 calciatori in erba impossibilitati a pagare la quota di poter essere tesserati gratuitamente, con l’impegno però di partecipare al DonBoScuola, il percorso di aiuto e sostegno a favore dei ragazzi organizzato dall’Oratorio Salesiano di Macerata: in tal modo si potrà garantire loro uno studio costante e fruttuoso. Un progetto che coniuga integrazione, studio e passione per lo sport.

 

Una casa che accoglie è il nuovo slogan del cortile dell’Oratorio e della Casa Salesiana che negli ultimi anni ha rivisto completamente la propria presenza in città con iniziative che accolgono ogni anno centinaia di ragazzi e animatori che vengono coinvolti nelle attività dei vari gruppi operativi all’interno dello storico cortile e animati dal carisma di Don Bosco.

Robur, Scout, Compagnia del Savio, Cooperatori, Exallievi e altri gruppi animano quotidianamente la casa che si è trasformata in un centro giovanile di primaria importanza dove oltre 900 ragazzi svolgono attività settimanali, altri 700 passano in un anno per un'attività occasionale e mirata (Estate RagazziCondiVivenzePellegrinaggi) mentre almeno 120 tra Giovani maggiorenni e Adulti svolgono attività di servizio volontario.

 

E’ in questo contesto che è nata l’idea di creare e presentare questo progetto a favore della PGS ROBUR, storica società sportiva operativa nel cortile maceratese sin dal 1905 e che raggruppa oggi -tra la scuola calcio e il settore giovanile - 250 persone. La raccolta fondi vuole aiutare quelle famiglie con problemi economici (circa il 10% dei tesserati) per permettere di giocare a calcio a quanti più ragazzi possibile, offrendo la quota di iscrizione e il “kit calciatore” (borsone, tuta di rappresentanza, tuta d’allenamento invernale ed estiva, calzettoni, kway, giaccone) a coloro che oggettivamente non possono permetterselo.

 

Dare il proprio contributo è semplice. Basta collegarsi a https://www.produzionidalbasso.com/project/dai-un-calcio-alla-sfortuna/ e scegliere quanto donare. La raccolta è già attiva e sarà possibile donare fino al 30 giugno 2018.

 

Bambino

Bimbi in estate: rendiamo il sole loro amico!!

Conoscere il proprio fototipo (e quello dei bimbi) è importante per scoprire come proteggere al meglio la pelle e come prendersene cura soprattutto adesso, che il sole, grande amico del nostro umore può diventare invece un problema per la salute.

 

 

La luce del sole non va demonizzata, ma va resa amica: e me lo ha spiegato la dermatologa Francesca Negrosanti, conosciuta durante l’incontro con LLOYDSFAMACIA a Bologna. E’ stato un momento importante e di formazione e ho cercato di fare tante domande pensando anche a cosa potesse essere utile a voi che leggete.

 

FOTOTIPO: perchè importante saperne di più

 

Il fattore di protezione della nostra epidermide dipende dal fototipo: è ovvio che più la pelle è scura e più sarà protetta. Eppure a volte non è così scontato riuscire ad identificare alla perfezione il nostro fototipo e quindi capire di quale crema solare abbiamo più bisogno. Durante la visita alla sede di LloydFarmacia che si trova al centro di Bologna, ho potuto verificare il mio fototipo (potete farlo anche, voi, basta un attimo!) e nonostante mi sia sempre considerata olivastra, ho scoperto di avere molta meno melanina di quello che pensavo! E quindi poca melanina, significa moooolta crema solare da spalmare.

RAGGI SOLARI: NON SONO TUTTI UGUALI

I raggi del sole possono essere distinti in UVA, UVB E IR-A (meno conosciuti).

Raggi UVA: penetrano profondamente nella pelle, la invecchiano e lasciano macchie scure, aiutano però la produzione di vitamina D

Raggi UVB: restano nella parte superficiale della pelle, causano scottature, aiutano la produzione di melanina.

Raggi IR-A: penetrano nella cute, generano radicali liberi e danneggiano il nucleo delle cellule, danneggiano il collage,

Insomma, i raggi IR-A, di cui non avevo mai sentito parlare, sono in realtà i peggiori per il corpo.

INSEGNIAMO AI BAMBINI L’IMPORTANZA DI PROTEGERE LA PROPRIA PELLE

Nei primi 20 anni della nostra vita, noi assorbiamo in media l’80% dell’esposizione solare che prenderemo in tutta la nostra esistenza. E le scottature che che i bambini prendono da piccoli sono il maggior rischio di sviluppare melanoma. Esporsi al sole è bellissimo, ma va fatto con cognizione di causa. Mettereste i vostri figli in auto senza seggiolino? No (mi auguro): allo stesso modo non potete lasciare che si espongano al sole senza la giusta protezione. Ecco allora cinque consigli da non dimenticare mai:

 

1.ESPOSIZIONE IN BASE AL FOTOTIPO

 

Se avete un bimbo chiarissimo, di fototipo I O II, fate brevi esposizioni al sole, ovviamente con creme 50+. E non disdegnate di tenerlo con le apposite magliette. L’esposizione deve essere graduale: si parte con pochi minuti al giorno per aumentare via via che la pelle inizia a produrre melanina.

 2. ATTENZIONE ALL’ORA!!

 

I bambini non devono essere esposti al sole dalle 11.00 alle 15.00, perché le ore centrali della giornata sono le più pericolose. In queste ore è maggiore l’irraggiamento del sole e il grado di intensità delle radiazioni ultraviolette è massimo. Inoltre i neonati fino ad un anno non vanno esposti DIRETTAMENTE al sole, perché ogni arrossamento può diventare un danno nascosto della pelle e manifestarsi poi quando saranno adulti. Inoltre la pelle dei neonati inoltre è soggetta a disidratazione e i sistemi di protezione del corpo, come la termoregolazione, non sono ancora completamente sviluppati. Ci sono poi parti del corpo che hanno un particolare bisogno di protezione: il naso, le labbra, le orecchie, il collo, il cuio capelluto sono davvero tanto soggetti a scottature. Le pelli più sottili, come quella del viso e del collo, hanno una difesa inferiore dai raggi UV, mentre quelle più spesse sono più difese, ma solo dai raggi UVB. E mettete sempre il CAPPELLO!! Mettete la crema solare anche se il tempo è nuvoloso, o se i bambini stanno all’ombra.

3. CREMA SOLARE: COME SCEGLIERLA E COME APPLICARLA

Giovedì, ospite di LLOYDSFARMACIA, ho scoperto come deve essere la giusta crema solare, e ho conosciuto SOLERO, creato proprio da loro in diverse versione per venire incontro alle esigenze della pelle di tutti. Quindi innanzitutto è necessario adattare la crema al proprio fototipo, avere un prodotto che offra una tripla protezione rispetto ai raggi già citati, che sia resistente all’acqua (anche se dopo ogni bagno va rimessa), che sia testata dermatologicamente per evitare reazioni allergiche, che sia SENZA PROFUMO, e infine che non unga. Non solo: la dermatologa ci ha anche spiegato come bisogna essere “generosi” quando si spalma crema solare. Quindi un adulto deve applicarne qualcosa come 5-6 cucchiaia colmi per essere davvero protetto!. Il numero di applicazioni è influenzato da diversi fattori tra cui il fattore di protezione solare, il numero di bagni al mare e l’attività fisica. Non bisogna dimenticare che ogni crema, a causa del sudore o dell’acqua, si diluisce fino a scomparire. Per questo motivo è importante riapplicarla ogni 2-3 ore.

 

NON USATE LE CREME DELL’ANNO PRECEDENTE Già APERTE: non solo non sono più efficaci, ma possono creare problemi alla pelle. E non dimenticate di tenerle all’ombra, quando siete in spiaggia!

I solari SOLERO sono disponibili in versione IR-A SPF 15, 30,  50+ e 50+ specifica per bambini. Da non sottovalutare l’importanza dello stick protettivo 50+. Una volta tornati a casa, dopo la doccia potete applicare la lozione dopo sole rinfrescante, e se la pelle nonostante tutto è arrossata, c’è il meraviglioso Gel doposole lenitivo all’Aloe (che aiuta anche le gambe gonfie e in caso di punture di insetti!!)

 

Se non avete accesso ad una delle loro farmacie, non preoccupatevi: trovare tutti i solari (in offerta), anche sul loro shop!

 

 Insomma è stato davvero un incontro utile e ricco di informazioni: ma LLOYDSFARMACIA è da sempre dalla parte dei suoi clienti. Mi è bastato visitare la Farmacia Centrale di Bologna per capirlo. Spazi grandi e rinnovati, ed un’infinità di servizi (basti dire che in pochi minuti ho fatto il test del fototipo, dell’idratazione della pelle, della sua elasticità e perfino quello sulle intolleranze) affidati a professionisti sempre in grado di consigliarti nella maniera migliore. E il loro stile mi è piaciuto così tanto che presto ve lo racconto in un nuovo post!

Per adesso buon sole (protetto) a tutte!

Post in collaborazione con LLOYDSFARMACIA.