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Attività montessoriane: giochiamo in cucina!

Maria Montessori era convinta che far svolgere ai bambini semplici attività in cucina fosse un modo intelligente per risvegliare la loro curiosità e migliorare le attività motorie: e ovviamente anche per renderli più indipendenti!

1.Tagliare la frutta

Possiamo dare ai piccoli un coltellino di plastica e della frutta e della verdura da tagliare nella maniera più regolare possibile. Si può partire magari da una banana, che è la più semplice di tutti oppure potete chiedere aiuto per pulire le fragole facendo togliere ai piccoli il picciolo verde.

2.Spremere un'arancia

Sembra semplice, ma richiede forza e coordinazione: fatevi aiutare a preparare la colazione per la famiglia, o magari a spremere il limone per l'insalata.

3.Sbucciare e tagliare le uova sode

I miei figli hanno sempre trovato molto divertente fare questo tipo di attività. Aspettate che le uova siano a temperatura giusta e lasciateli divertire, poi con il taglia uova (spiegate però che i fili tagliano!!) fategliele fare a fette.

4.Pulire la verdura

I bambini un po' più grandi possono pelare le patate e le carote, mentre quelli più piccoli possono sgranare i piselli: un'attività che aiuta anche la motricità fine. Lo stesso vale per i fagiolini: togliere le punte aiuta i bambini a migliorare la mobilità delle manine.

5.Fare una frittata

Anche qui i più grandicelli possono imparare ad usare una frusta e sbattere le uova. All'inizio magari faranno qualche pasticcio: ma immaginate la loro gioia quando riusciranno a farlo.

6.Asciugare l'insalata

Girare con il classico asciuga-insalata per togliere l'acqua in eccesso è divertente per i grandi, figuriamoci per i piccoli! Anche in questo caso il lavoro aiuta la coordinazione.

7.Apparecchiare la tavola

Impareranno la spazialità della tavola, a contare (perchè da una certa età in poi lascerete che siano loro a fare tutto) e tante altre cose positive.

 

Visto che abbiamo sempre poco tempo da passare con i bambini, ottimizziamolo. Non importa se i piatti non saranno perfetti: ma saranno realizzati insieme ai vostri bimbi, e vale molto di più.

Insegniamo anche ad apprezzare i sapori e i profumi della nostra straordinaria cucina.

E per spiegarlo ai nostri figli a volte vale più il profumo di una foglia di basilico che mille parole per spiegarne il valore!

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

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Bambino

Giochiamo con MyBoBox!

Tommaso e Matilde hanno scoperto MyBoBox!

 

Ci è arrivato qualche giorno fa e ci siamo fatti sorprendere da quello che conteneva. Confesso che è la prima volta che utilizziamo questo tipo di scatole senza sapere effettivamente cosa contengono...ma devo dire che nel nostro caso hanno davvero indovinato la cosa più adatta da mandarci! 

 

 MyBoBox: giochi creativi da fare con i bimbi

In queste settimane sono oberata di lavoro. E non è stato facile ritagliarmi del tempo per giocare insieme a loro. Ma una sera ho spento tutto e mi sono messa a costruire...un acchiappasogni! Abbiamo riso tanto quando lo abbiamo visto, perchè oltre a giorni senza fiato, abbiamo fatto ultimamente anche qualche brutto sogno. E così è stata l'occasione per sdrammatizzare e scherzarci su con MyBoBox! All'interno c'era anche un'altra divertente sorpresa: un lavoro destinato ad Halloween, che vi fareme presto vedere...

 

 

 La nostra MyBoBox

Realizzare l'acchiappasogni è stato facile: Tommaso leggeva le istruzioni alla sorella e poi ho iniziato anche io a partecipare nella fase dell'incrocio dei fili. L'ago era grandissimo e di plastica, e tutto si è dimostrato esattamente alla loro portata! Ne è nato un oggetto divertente che adesso dobbiamo appendere nella loro cameretta: e che grazie al fatto di essere carino, colorato (ma soprattutto fatto tutti insieme) li aiuterà senza dubbio a tenere distanti i cattivi sogni!!

 

MyBoBox: come funziona?

 

MyBoBox è una scatola a sottoscrizione mensile che contiene tanti giochi per stimolare i bambini ad essere creativi e ad utilizzare di più le mani (e non per gli smrtphone ;)). La scatola contiene sempre due sorprese, legate ai temi del mese (per esempio nella nostra c'è un gioco legato ad Halloween) e il costo è di 13,50 euro al mese (più spese di spedizione) Sulla scatola c'è  il nome della bimba o del bimbo! L'età perfetta è tra i tre e gli otto anni: i progetti sono messi a punto dal team myBoBox con la collaborazione e la supervisione di Francesca Valla, counselor, insegnante, scrittrice e tata televisiva.  Grazie ai suoi intelligenti suggerimenti pedagogici è possibile sviluppare lo spirito creativo dei bimbi attraverso questi momenti ludici!! In ogni momento potete  sospendere o cancellare la sottoscrizione mensile a myBoBox in qualsiasi momento, senza alcun costo, con due semplici clic.

 

Curiosi? Ecco il link dove potete trovare tutto!! https://mybobox.it ...e noi intanto andiamo ad appendere il nostro acchiappasogni!!

 

Bambino

Bambini al mare: braccioli o ciambella?

Finalmente le vacanze sono all'orizzonte e molte di noi si stanno preparando ad andare al mare con i bimbi. Ma quando sarà ora di entrare in acqua, quali saranno gli strumenti più adatti per salvaguardare la loro sicurezza? Meglio la ciambella, i braccioli, o il giubbotto di salvataggio? Oggi vediamo insieme quali sono le differenze e cosa è meglio scegliere!

 Bambini al mare: la ciambella con seduta (a partire dai sei mesi)

Questo tipo di ciambella aiuta il bambino ad acquistare fiducia nell'acqua.Il piccolo è seduto e si sente al sicuro, in modo da prendere confidenza con l'acqua. Meglio ancora se il modello ha delle maniglie per far aggrappare il piccolo. Ovviamente, ma questo è scontato, la ciambella deve essere tenuta da un adulto, che non si allontani nemmeno di qualche centimetro. Esistono anche ciambelle che hanno uno spazio accanto per la mamma: da un lato c'è la ciambella classica con mutandina dove posizionare il neonato e attaccata c'è una piccola cintura gonfiabile dove la mamma può appoggiare le braccia e portare a spasso in acqua il bebè.

 

Bambini al mare: la ciambella

Esistono diversi tipi di ciambella per bambini al mare (o in piscina)

 

  • La ciambella classica (per bambini da 3 a 5 anni)

Serve a far acquisire al bambino fiducia nell'acqua e nella sua capacità di galleggiare. I più piccoli utilizzeranno quella con i buchi per le gambre, mentre gli altri la ciambella classica. Attenzione a prendere la ciambella della grandezza giusta, adatta alle dimensioni del bambino. E ci vuole prudenza a la supervisione di un adulto perché il bambino può sfilarsi dalle braccia e andare a fondo.

 

  • I braccioli (per bambini di 2-3 anni)

Se i bambini hanno fiducia di loro stessi e hanno già confidenza con l'acqua, sono ottimi perché consentono di muoversi in tutta libertà in acqua tenendosi a galla. Per farli indossare al bambino vanno prima bagnati e poi infilati su per le braccia perché altrimenti rischiano di graffiare la pelle ed irritarla. Prima dell'acquisto controllate che siano adatti per il peso e l'età del vostro bimbo.

 

  • Giubbotto gonfiabile

Simile al giubbotto di salvataggio delle scialuppe. Viene indossato come un gilet, ha il salvagente incorporato. Lascia il bambino libero di muoversi ed è molto sicuro in acqua. E' da scegliere in base al peso del bambino

Esistono anche dei costumi da bagno con ciambella o zona gonfiabile integrata: possono essere utili per i bambini che stanno imparando a nuotare e li aiutano a galleggiare.

 

Altre opzioni sono la cintura galleggiante che permette di acquisire fiducia nell'acqua e di imparare i movimenti più corretti di braccia e gambe oppure una tavoletta galleggiante quando il bambino avrà acquisito padronanza dell'acqua e vorrà provare a nutare da solo.

 

Bambini al mare: cosa controllare quando si acquista un dispositivo di galleggiamento

 

Infine qualche consiglio per l'acquisto degli oggetti per imparare a nuotare:

  • scegliere sempre un prodotto con il bollino CE
  • se si usa un oggetto dell'anno precedente è meglio gonfiarlo per assicurarsi che sia integro e non abbia buchi
  • soprattutto le prime volte stai sempre vicino al bambino mentre sta in acqua, anche se usa ciambelle o braccioli
  • abbiate pazienza: tutti i bambini alla fine diventano dei veri pesciolini. Basta solo dar loro il giusto tempo.

 

Allora, pronti a sfidare l'acqua con i vostri bimbi?

Bambino

Sfidate i vostri bimbi: oggi si fa la colla!

 

 

Tommaso è da sempre un bambino curioso, interessato a conoscere il mondo intorno a lui e a sperimentare per poter rispondere da solo alle tante domande che si affollano nella sua mente.

Ha quindi accettato con felicità la sfida che gli ho lanciato: sapresti fare la colla, partendo da una patata?

L’idea me l’ha suggerita Ricercamondo, il progetto con cui Henkel vuole incoraggiare i bambini a scoprire la scienza e la ricerca, coinvolgendo innanzitutto le scuole primarie.

(Spoiler: alla fine la colla siamo riusciti a farla davvero, e questa è la cronaca del nostro esperimento. L’obiettivo non è tanto produrre la colla, quanto spiegare ai ragazzi come funziona il metodo scientifico e come lavorano i ricercatori in laboratorio)

 

#SFIDA1: TROVARE L’AMIDO

 

 

Cosa serve per questa prima parte:

  • Alimenti: patate, noci, zucchero, sale, mela, carota, noce
  • Cucchiaini
  • Piattini, piccoli piatti piani di vetro o simili
  • Contagocce per dosare gocce della soluzione (o reattivo)
  • Soluzione di iodio, o, preferibilmente, il reattivo di Lugol (una soluzione acquosa iodo-iodurata), disponibile in farmacia oppure online (ma noi abbiamo usato lo iodio)

 

Quando viene mescolato con acqua, l’amido diventa una sostanza appiccicosa che può essere usata come base per realizzare la colla. Siamo partiti dall’ipotesi che esistono alimenti che contengono più amido di altri, ma come individuarli? Grazie al Lugol o alla soluzione di iodio. Il primo sarebbe preferibile ma non l’abbiamo trovato, e alla fine la soluzione di iodio ha fatto comunque egregiamente il suo dovere.

 

 

Abbiamo scelto una serie di alimenti e li abbiamo adagiati sopra alcuni piattini di ceramica: piccoli pezzetti di carota, mela, patata, noci, un pizzico di sale, un pizzico di zucchero.

Abbiamo iniziato a versare, usando il contagocce acquistato in farmacia, poche gocce di iodio su ogni alimento. Ma perché lo iodio? Perché diventa viola se incontra dell’amido sul suo cammino.

Abbiamo osservato con attenzione, ma nessuno degli alimenti ha avuto la minima reazione a contatto con lo iodio…e Tommaso iniziava un po’ a scoraggiarsi.

 

 

Ma alla fine dopo aver posizionato lo iodio su un pezzetto di patata, il tubero è diventato immediatamente viola!

 

#SFIDA2 OTTENERE L’AMIDO DALLE PATATE 

Una volta scoperto che le patate sono ricche di amido, non resta che estrarlo da lì!

Cosa serve:

  • 4 patate di medie dimensioni
  • 1 un vecchio panno da cucina
  • 2 scodelle di plastica
  • 1 grattugia
  • 1 piccolo contenitore ignifugo che potrai posizionare all’interno del forno
  • 1 misurino
  • Acqua
  • Forno da cucina

 

Questa parte dell’esperimento è più meccanica, perché si tratta di portare avanti tutta una serie di azioni abbastanza semplici, ma che nel complesso faranno sì che possiamo davvero estrarre l’amido dalle patate.

Abbiamo quindi sbucciato e poi grattugiato (noi abbiamo usato la classica grattugia del parmigiano con i fori mesi) le 4 patate. Per la cronaca ho utilizzato patate vecchie che avevo dimenticato in fondo al frigo, perché cerchiamo sempre di fare attenzione a non sprecare il cibo.

 

Abbiamo pesato 300 ml di acqua e li abbiamo aggiunti alle patate grattugiate, poi abbiamo posizionato un vecchio strofinaccio su una ciotola e abbiamo rovesciato tutte le patate e l’acqua al suo interno. Tommaso lo ha chiuso per bene e ha strizzato fino a quando le patate non hanno rilasciato tutta l’acqua nell’altra ciotola.

 

Abbiamo ripetuto per la seconda volta lo stesso procedimento, aggiungendo però solo 200 ml d’acqua. E abbiamo infine ripetuto lo stesso passaggio con altri 200 ml di acqua.

Ora nella ciotola ci sarà parecchia acqua torbida, di un incerto color giallo. A questo punto dovete solo aspettare e man mano eliminare l’acqua che resta in superficie. Filtrate un’ultima volta e poi mettete il residuo in un contenitore che possa andare in forno (noi abbiamo usato una pirofila in vetro e prima abbiamo fatto attenzione a girare la mistura di acqua e patate con un cucchiaino di ceramica).

Non dovete fare altro che mettere la mistura per circa 20 minuti a 180 gradi in forno, e alla fine resterà davvero l’amido!! Il consiglio che vi do però è fare attenzione e controllare spesso per evitare di bruciare tutto.

 

#SFIDA3: TRASFORMARE L’AMIDO IN COLLA

Terza e ultima fase del nostro esperimento! In realtà potreste anche dividere i vari esperimenti, e magari, se volete fare solo quest’ultimo usare l’amido di mais. Ma visto che noi eravamo ormai lanciati, abbiamo continuato con il nostro prezioso e sudatissimo amido estratto dalle patate.

 

 

COSA SERVE:

  • Amido di mais
  • Bilancia da cucina
  • Misurino
  • Un pentolino
  • Acqua
  • Un fornello

Questa fase è abbastanza veloce: ricordate che per ogni 10 grammi di amido servono 50ml di acqua. Noi ne avevamo un po’ di più e quindi abbiamo aggiunto un pizzico in più di acqua.

 

Tommaso ha mescolato bene e poi ho messo la pentola sul fornello a fuoco molto basso, e ci siamo dati il cambio a mescolare. Tommaso ha 8 anni e sa come fare attenzione, ma se il bimbo è più piccolo, ovviamente ai fornelli stateci voi!! Una volta che il composto ha iniziato a bollire, mi sono allontanata dal fuoco e abbiamo messo il tutto in una tazzina per lasciarlo raffreddare. E alla fine, anche se con un colore e un odore ovviamente diverso da quello che conosciamo…avevamo della straordinaria colla naturale!!

 

 

Sul sito Ricercamondo trovate tanti altri esperimenti, che potete provare a casa con i vostri bambini, oppure suggerire alla loro insegnante.

Insieme a Henkel, oggi abbiamo capito che dentro ciascun bambino si nasconde un piccolo ricercatore: basta trovare il modo giusto per accedere la scintilla della sua curiosità!

 

POST IN COLLABORAZIONE CON HENKEL!

 

Bambino

Dai un calcio alla sfortuna!!

 

Il progetto “Dai un calcio alla sfortuna”, risultato del lavoro dei giovani dell’Oratorio Salesiano di Macerata  in collaborazione con la società sportiva PGS ROBUR 1905 è uno degli otto progetti selezionati e ospitati nel network di Banca Etica su Produzioni dal Basso.  Il percorso è stato attivato attraverso un bando promosso da Banca Etica per il crowdfounding che ha lo scopo di promuovere lo sport come strumento per l’integrazione e il superamento delle barriere, con particolare attenzione alla responsabilità sociale delle organizzazioni.

 

I ragazzi hanno scelto di farsi parte attiva nella redazione e presentazione di questo progetto che permetterà a 25 calciatori in erba impossibilitati a pagare la quota di poter essere tesserati gratuitamente, con l’impegno però di partecipare al DonBoScuola, il percorso di aiuto e sostegno a favore dei ragazzi organizzato dall’Oratorio Salesiano di Macerata: in tal modo si potrà garantire loro uno studio costante e fruttuoso. Un progetto che coniuga integrazione, studio e passione per lo sport.

 

Una casa che accoglie è il nuovo slogan del cortile dell’Oratorio e della Casa Salesiana che negli ultimi anni ha rivisto completamente la propria presenza in città con iniziative che accolgono ogni anno centinaia di ragazzi e animatori che vengono coinvolti nelle attività dei vari gruppi operativi all’interno dello storico cortile e animati dal carisma di Don Bosco.

Robur, Scout, Compagnia del Savio, Cooperatori, Exallievi e altri gruppi animano quotidianamente la casa che si è trasformata in un centro giovanile di primaria importanza dove oltre 900 ragazzi svolgono attività settimanali, altri 700 passano in un anno per un'attività occasionale e mirata (Estate RagazziCondiVivenzePellegrinaggi) mentre almeno 120 tra Giovani maggiorenni e Adulti svolgono attività di servizio volontario.

 

E’ in questo contesto che è nata l’idea di creare e presentare questo progetto a favore della PGS ROBUR, storica società sportiva operativa nel cortile maceratese sin dal 1905 e che raggruppa oggi -tra la scuola calcio e il settore giovanile - 250 persone. La raccolta fondi vuole aiutare quelle famiglie con problemi economici (circa il 10% dei tesserati) per permettere di giocare a calcio a quanti più ragazzi possibile, offrendo la quota di iscrizione e il “kit calciatore” (borsone, tuta di rappresentanza, tuta d’allenamento invernale ed estiva, calzettoni, kway, giaccone) a coloro che oggettivamente non possono permetterselo.

 

Dare il proprio contributo è semplice. Basta collegarsi a https://www.produzionidalbasso.com/project/dai-un-calcio-alla-sfortuna/ e scegliere quanto donare. La raccolta è già attiva e sarà possibile donare fino al 30 giugno 2018.