Allattamento: leggende e verità che forse non sapete

Sull'allattamento al seno c'è ancora poca chiarezza. Ci sono leggende e informazioni errate e superficiali, frutto spesso del passaggio tra persone poco informate sull'argomento. 

Come blogger che parla alle mamme, oltre che di puntare sul prezioso aiuto della nostra amica ostetrica, sono stata presente all'incontro che ogni anno Medela organizza per parlare dell'allattamento: quest'anno il "XII Simposio Internazionale sull’allattamento al seno" di Medela si è svolto a Firenze.

Ed ecco tre leggende e tre verità sull'allattamento al seno: le conoscevate?

 

1. VERITA': Il latte materno riduce il rischio di malattie tumorali nei bambini.

La Prof.ssa Catharina Svanborg ha dedicato 15 anni di ricerca alla scoperta delle proprietà antitumorali del latte umano fornite dall'HAMLET, un particolare complesso molecolare. Secondo i suoi studi è possibile che HAMLET svolga un ruolo nella protezione del latte umano contro 40 forme tumorali.

 

2.LEGGENDA. L'80% dei bambini di tutto il mondo viene allattato esclusivamente al seno per i primi sei mesi. Se trovate queste cifre, sappiate che non sono vere: i bimbi allattati al seno per i primi sei mesi di vita sono appena il 40%. Durante il convegno, la dott.ssa Diane Spatz presenterà alcune strategie comprovate, volte a migliorare l'utilizzo del latte umano e le percentuali di allattamento al seno, e modulate in base a contesti con risorse scarse, medie e abbondanti.

 

3. VERITA'.Molte tabelle di riferimento di crescita del neonato si basano ancora su neonati alimentati con latte in polvere. I bambini allattati con latte in polvere crescono in maniera diversa da quelli allattati al seno. 

 

 

4. LEGGENDA. Il latte umano e il latte di mucca hanno all'incirca la stessa quantià di zuccheri.

Fino ad oggi, gli scienziati hanno identificato all'incirca 40 oligosaccaridi nel latte di mucca e oltre 200 oligosaccaridi nel latte umano (HMO, human milk oligosaccharide). Gli HMO fungono da prebiotici, favoriscono la digestione, distruggono i batteri intestinali nocivi e attivano il sistema immunitario del neonato. Durante il seminario otrò scoprire, grazie all'intervento della Prof.ssa Associata Katie Hinde,  le differenze esistenti tra il latte proveniente da mammiferi diversi.

 

 

5. LEGGENDA. La struttura cranio-facciale dei piccoli neonati prematuri è morbida e questi neonati non sono abbastanza sviluppati per attaccarsi al seno, pertanto obbligarli all'allattamento al seno può portare a una malformazione permanente della struttura cranio-facciale. Assolutamente falso: aiutare un piccolo neonato prematuro a sviluppare in maniera graduale la forza del vuoto e il coordinamento di suzione-deglutizione-respirazione per poter essere allattato al seno può favorire lo sviluppo della sua struttura cranio-facciale mediante un percorso più normale e salutare.

 

 

 

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

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Bambino

L'autostima nei bambini

 

L’autostima per definizione è la stima e la considerazione di sé e delle proprie capacità.

 

Autostima nei bambini: influenza della figura genitoriale

 Essa si forma attraverso un processo che prende inizio sin dalla più tenera età. Soprattutto durante l’infanzia l’autostima è influenzata dall’immagine che i genitori rimandano al proprio bambino nella vita di tutti i giorni.

Alla base di una solida autostima c’è l’idea di sentirsi meritevoli di affetto e quindi “amabili”. Questo vissuto sarà uno strumento fondamentale per il bambino nell’ affrontare sia le piccole sfide dell’infanzia sia quelle più grandi dell’ età adulta.

 

Come può il genitore aumentare l’autostima nel bambino?

 

L’autostima permette al bambino di aver fiducia nelle proprie capacità e per questo è importante sperimentarsi in situazioni in cui queste possono venir fuori al meglio. È bene che il genitore non si sostituisca al figlio ma gli permetta di trovare la sua soluzione ad un determinato problema.

È importante incoraggiare il bambino, prestargli attenzione ed apprezzare le sue piccole conquiste. Questo non significa lodarlo continuamente. Le lodi, infatti, quando sono eccessive e senza un riferimento specifico possono essere controproducenti e portare il bambino a credere di essere il migliore e di non aver bisogno di impegnarsi per riuscire nei compiti quotidiani. Inoltre si rischia di appesantirlo con aspettative troppo ingombranti. E proprio la paura di deludere le aspettative dei genitori può costituire un fattore di rischio per sviluppare una bassa autostima.

 

Esse guida e non spazzaneve per accrescere l'autostima del figlio

 

Il genitore si porrà come una guida per suo figlio, lo lascerà sbagliare ma sarà anche pronto a rassicurarlo quando la situazione si complica e a rinforzarlo positivamente quando si impegna. È proprio l’impegno e la tenacia che vanno premiati piuttosto che il risultato in sé altrimenti si rischia di trasmettere il messaggio che il bambino sarà apprezzato solo se raggiunge un certo traguardo. Al contrario il bambino deve sentirsi amato e riconosciuto per come lui è a prescindere da quale risultato riesce ad ottenere. A questo proposito è bene evitare i confronti con altri bambini o fratelli.

 

Per accrescere l'autostima aiutiamolo a saper riconoscere le sue emozioni

 

Inoltre comprendere e dare un nome alle emozioni del bambino, di qualunque tipo esse siano, lo aiuta a riconoscerle, condividerle e affrontarle così da sentirsi riconosciuto sia nei sentimenti positivi che negativi (che, ricordiamo, non vanno mai ignorati).

 

Infine è bene ricordare che i bambini imparano molto dall’esempio piuttosto che dalle parole quindi il modo in cui il genitore stesso affronta e gestisce le difficoltà sarà un modello al quale fare costante riferimento.  

Bambino

Fate giocare i bambini con la musica!

(Post in collaborazione con Bontempi!)

 

Quando aspettavo Tommaso ascoltavo senza posa le quattro stagioni di Vivaldi. Nei lunghi tragitti in macchina o quando mi chiudevo la sera in camera a pensare a come sarebbe stato quel primo, stupefacente, figlio, il susseguirsi di composizioni tempestose o amabili guidava i miei pensieri. Gli facevo ascoltare miei cantanti preferiti, i classici che amo, ma soprattutto lui cresceva accompagnato dal battito del mio cuore.

La musica è un linguaggio che unisce tutti, anche quando non si conoscono ancora le parole.

Quando lui è nato e sembrava capace di piacere 24 ore al giorno, ci ha salvato la musica: mettevo una canzone e iniziavo a ballare con Tommaso in braccio, fino a quando non si calmava, guardandomi con quegli occhi sorpresi e la boccuccia ancora corrucciata.

E così abbiamo continuato a giocare con la musica, un mese dopo l'altro, fino alla sua prima batteria, al piccolo pianoforte. E quando è arrivata Matilde la musica è raddoppiata: in tutti i sensi.

E gli strumenti Bontempi è da anni anni l'ospite fissa dei nostri momenti musicali

Musica e crescita del bambino

 

Quando sono stata a Bologna per scoprire le novità Bontempi, ho potuto ascoltare un intervento interessante che ha confermato la mia idea sull'importanza di fare crescere i figli in un ambiente musicale.

Infatti il prof. Salvatore di Benedetto ha spiegato come numerosi studi dimostrano che la musica aumenta l'intelligenza spaziale del bambino che è abituato ad ascoltarla e a giocare con strumenti musicali. Non solo: la musica sviluppa l'apprendimento di materie come la matematica e la logica e aiuta al momento i studiare lingue straniere.

La musica sviluppa anche l'emotività e la creatività individuale: quando un bambino si cimenta con uno strumento musicale, esce da se stesso, si mette alla prova, prende consapevolezza di sé. Infine, e non è da sottovalutare, lo studio della musica potenzia la memoria.

 

Musica e linguaggio del bambino

 

La musicoterapia può avere effetti importanti nel trattamento di bambini con ritardo nello sviluppo nel linguaggio. Ne parla uno studio condotto da un team di ricercatori tedeschi del Centro di Medicina Integrativa dell’Università di Witten in collaborazione con il Nordoff Robbins Centre of Music Therapy e il Department of Music Therapy, Community Hospital Herdecke. I ricercatori ritengono che un ritardo del linguaggio di questo può aumentare nei bambini il rischio di sviluppare più facilmente altri problemi cognitivi, sociali, emozionali e scolastici.
Ed ecco i risultati: “I dati hanno permesso di stabilire che rispetto a quelli raccolti all’inizio vi era stato uno sviluppo positivo delle capacità di linguaggio nel gruppo “musicoterapia”.
Sia le capacità nel parlare che quelle di comprensione, cognitive, comportamentali e d’intelligenza sono migliorate dopo i trattamenti.
Durante il periodo di studio i bambini trattati con la musicoterapia hanno mostrato per la prima volta di essere riusciti a far combaciare l’età evolutiva con quella biologica. Secondo la scala di valutazione Nordoff-Robbins i cambiamenti sono stati clinicamente significativi. “

 

Insieme a Bontempi quindi abbiamo scoperto (ma in realtà è stata un po' una conferma)  come la musica possa influire positivamente sulla vita dei nostri figli: perchè non provare?

 

Bontempi

 

La Bontempi è l'azienda marchigiana (la sede principale è a Potenza Picena, in provincia di Macerata) da  ottanta anni leader di mercato nella produzione di giocattoli musicali, adatti da zero anni in su.

 

 

 

Bambino

Allattamento a richiesta: che fatica!

Quando una neo mamma torna a casa dall’ospedale una delle più grande sfide che si trova a compiere è quella dell’allattamento.

 

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia l’allattamento a richiesta, che consiste nell’attaccare il bambino al seno ogni qual volta lui ne dimostri la volontà.

Spesso nel parlare con le mamme mi vengono poste molte domande a riguardo, se è normale che gli intervalli tra una poppata e un'altra siano cosi discontinui, se va bene che il piccolo si attacchi al seno solo come “coccola” e non per mangiare e se questo non comparta trasmettergli di già dei “vizi” ed infine quali sono i segnali il bambino trasmette per dirmi che ha fame.

 

Nel neonato i segnali di fame sono molto chiari: il bambino mostra un atteggiamento di “ricerca” del seno, spalanca gli occhi, si guarda intorno quasi a sembrare di seguire una scia olfattiva, come ad assumere un comportamento che definirei molto istintuale. Potremmo vedere che si mette in bocca le manine, che tira fuori la lingua, che fa qualche versetto; ecco questo è il momento giusto per attaccare il piccolino.

 

Partendo dalla consapevolezza che l’allattamento a richiesta è un bellissimo regalo che possiamo fare al nostro bambino, dobbiamo però sapere che il nome di questo tipo di allattamento ci indica che è a completa disposizione del nostro piccolino, a rispetto dei suoi ritmi e dei suoi orari che sono del tutto variabili ed è normale che sia cosi.

Il fatto che spesso il bambino chieda il seno come forma di coccola – soprattutto nei primi mesi di vita – è una cosa del tutto comprensibile, è stato nella pancia per 9 lunghi mesi, in un ambiente protetto, caldo e morbido, rassicurato dalla voce della mamma e dal suo battito cardiaco; pertanto non possiamo aspettarci che trovi consolazione in un ciuccio di plastica o restando da solo nella sua culletta e nei primi mesi di vita i vizi non esistono, i piccolini non hanno ancora un sistema nervoso sviluppato per capire questo meccanismo!

 

Allattare è molto faticoso, si dorme poco e ci si sente molto stanche: il mio consiglio è quello di adattarsi ai ritmi del bambino, quando lui dorme anche la mamma dorme e non mi stancherò mai di dirlo, fatevi aiutare in casa, voi dovete prendervi cura del piccolino e i vostri cari devono prendersi cura di voi; non esistono delle regole predefinite sicuramente ogni mamma alla fine riuscirà a trovare il proprio equilibrio con il suo bambino.

 

 

Bambino

Quaderni: ecco le righe e i quadretti per la scuola!

Sta per iniziare la scuola e dobbiamo iniziare a pensare al "corredo" che i bambini utilizzeranno. E confesso che spesso righe e quadretti mi mettono in crisi.
 
Infatti quaderni, blocchi e maxi quaderni hanno rigature differenti a seconda della classe a cui sono destinati, perchè variano le esigenze di scrittura dei ragazzi man mano che crescono.

Innanzitutto la prima variabile da considerare è l’altezza del quaderno. Esistono infatti:

- quaderni piccoli che hanno un formato chiamato A5 – 15×21 centimetri

-quaderni maxi  con formato A4 di 21×29,7 centimetri, ovvero quasi il doppio degli A5.

A seconda dell’età scolara e quindi della classe di appartenenza esistono diversi tipi di rigatura e di quadretti. Tutto questo serve a insegnare ai bambini a scrivere in spazi diversi e permette di migliorare una grafia che deve essere ancora perfezionata.

 
La riga per prima e seconda elementare è la riga A, la riga B è usata invece per la terza elementare.
Durante la quarta si passa alla riga che accompagnerà la scrittura per tutte le classi superiori, che può essere con margine (C) o senza (1R)
Se parliamo di quadretti invece, ci sono da 1 cm (rigatura 10mm) o da 5mm, e anche in questo caso possono essere marginati (Q).
 
Ed ecco uno schema visivo: spero possa esservi utile!
 

RIGHE: ECCO LE DIFFERENZE


0A righe  - Prima elementare

 
 
 
 
 
 
 
 
 

0B righe  - Terza elementare
 
 

0C righe Quarta e Quinta elementare elementare
 


QUADRETTI: ECCO LE DIFFERENZE

 

1 cm -10 quadretti Prima elementare
 
 

5 mm - 0Q quadretti - Seconda e Terza elementare
 
 

5 mm - 5M Seconda e Terza elementare quadretti
 
 

4 mm - 4M Quarta e Quinta elementare  - Medie - Superiori
 
 

4 mm - 4F quadrettatura 4M con margine per Elementari e Medie