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Preghiera di mamma e papà

 

Padre nostro che sei nei cieli, In terra e in ogni luogo

Ti preghiamo per questo figlio-tesoro che hai voluto affidarci.

 

Donagli occhi lucenti,

che guardino oltre il colore e la ricchezza del suo prossimo.

 

Donagli orecchi attenti, 

che sappiano ascoltare il dolore di chi gli è accanto.

 

Donagli una bocca sorridente

che canti tutto il giorno e la sera mormori una preghiera.

 

Rendi le sue mani tenere

che possano accarezzare, consolare e mai colpire.

 

Rendi i suoi piedi agili

per affrontare la strada che gli farai percorrere.

 

Rendi il suo cuore immenso

per abbracciare anche coloro che non sapranno amarlo.

 

Ma lascia infine la sua anima come è ora

candida e leggera, capace di volare su oltre le nuvole della vita.

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

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Il calendario dei piccoli guerrieri

Un giorno di qualche anno fa mi sono seduta davanti un dottore che doveva dirmi una cosa importante: il mio cuore stava smettendo di funzionare. Avevo 23 anni e non mi misi neppure a piangere, perché lo shock mi aveva congelato. E da lì iniziò una battaglia per stare bene, conclusa 4 anni dopo con l’impianto di un pacemaker che mi ha salvato la vita.

 

In Ancona, dove sono stata operata io, c’è un ospedale speciale. Sono così bravi in cardiochirurgia, che i pazienti arrivano da tutta Italia e anche dall'estero. E lo sono ancora di più in cardiochirurgia pediatrica.

Perché ci sono bambini che nascono con un cuore malato, e i dottori li aiutano a sconfiggere il drago che vuole portarseli via. E ci sono genitori che passano mesi e mesi nei corridoi degli ospedali, sperando e pregando di portarsi a casa quel cucciolo spesso talmente minuscolo che sembra perdersi nel letto. Le ore sono lunghe, quando non puoi nemmeno prendere in braccio tuo figlio per fargli fare una passeggiata lungo il corridoio.

 

 

Ma come purtroppo succede spesso in Italia, dove l’eccellenza va sempre svilita per favorire chi eccellente non è, hanno deciso di tagliare i fondi a questo reparto speciale.

E così è stata tolta una figura fondamentale come quella della psicologa, grande aiuto e sostegno anche per i fratellini dei bimbi ricoverati, che spesso non possono vedere uno dei due genitori per mesi interi. Si stanno tagliando anche servizi come la clown terapia e si vogliono ridurre gli spazi gioco, che in realtà sono vitali per questi bimbi a cui spesso è negata la possibilità di stare con i coetanei a causa dei lunghi periodi di ospedalizzazione.

 

C’è un gruppo di genitori che però ha deciso di non arrendersi, ed è il “Comitato Genitori Bambini Cardiopatici Torrette”. Ora hanno presentato il calendario del Cuore: basta una donazione minima per aiutarli nella loro lotta. Andate sul loro profilo e ordinate il calendario: dentro ci troverete i sorri meravigliosi dei loro bimbi. Che sono anche il simbolo dei sorrisi che un giorno questo reparto potrebbe regalare ad altri bambini malati.

 

Non lasciamo soli questi piccoli guerrieri!

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Come sei fortunata!

Vi capita ma di sentir dire la frase “Come sei fortunata!” sull’argomento figli? Perché se nostro figlio fa qualcosa di male, è subito colpa nostra, ma se invece si comporta bene, è gentile educato etc etc siamo state mooolto fortunate! A nessuno sembra venire in mente che quella fortuna ce la creiamo, un po’ alla volta.

 

Hai fatto un taglio cesareo? Come sei fortunata!

 

Dai, in quante ve lo hanno detto? Certo si tratta di situazioni completamente diverse, e spesso un parto naturale può diventare un rischio per la mamma e lasciare anche danni. Ma nei miei due parti cesarei non ricordo una sola volta di essere scesa con le mie gambe dal lettino della sala operatoria per lanciarmi a ballare una pizzica per festeggiare la nascita della creatura.

Hai allattato a lungo? Come sei fortunata!

Allattare è bellissimo, ma è anche una gran fatica. Se poi il figlio non vuole nemmeno il ciuccio, allora esisteremo solo noi, per mesi e mesi. Serve impegno e costanza. Allattare deve essere una scelta, ma sono talmente rare le mamme che davvero non hanno latte, che con costanza si può fare. M anche con infinita fatica: e però sembra quasi un tabu. Nessuna ti dice mai che ha smesso perché era stanca: e invece ad essere onesti non ci vedo nulla di male!

Tuo figlio ama leggere? Che fortuna!

Ci sono bambini che crescono in case dove non c’è una sola pagina scritta. Come potrà amare la lettura, quel povero figlio? Come potrà arricchire il suo linguaggio, come potrà viaggiare con la mente o appassionarsi ai libri? Magari ci riuscirà lo stesso, ma allora avrete avuto una grandissima botta di culo.

 

Tuo figlio è educato? Come sei fortunata!

 

Non parliamo di capacità cognitive. Non parliamo di nascere con gli occhi azzurri o gli occhi marroni, caratteristiche sulle quali non abbiamo potere decisionale. Ma “Grazie” e “Prego” sono cose che si apprendono! E i nostri figli imparano a comportarsi con gli altri in base a come ci comportiamo noi. Se bestemmiate dalla mattina alla sera, e vostro figlio è quello che insegna le peggio cose al resto della classe, NON E’ SFORTUNA! Se non gli dedicate un solo attimo della vostra giornata e lui una volta cresciuto non vi degnerà di uno sguardo, NON E’ SFORTUNA! Se al ristorante gli permettete di devastare il locale mentre state fissi sullo smartphone e poi vi dicono che è un teppista NON E’ SFORTUNA!

 

Educare costa tanta, tanta, tanta fatica. E gli esseri umani sono pigri: ma amano nascondersi dietro un dito…quello della sfortuna.

Rimbocchiamoci le maniche finchè sono piccoli: che poi potrebbe essere troppo tardi. E sarebbe uno spreco, non una sfortuna.

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20 cose che, da mamma, mi fanno piangere

Anche quando non ero una mamma, sono sempre stata una con le lacrime in tasca. Ma da quando i figli sono arrivati a movimentare la mia vita, posso dire che sul tema pianto sto dando il meglio di me. 

 

Ed ecco allora 20 cose che continueranno, credo, a farmi piangere per sempre.

 

1. Piango ogni volta che Anna esala l'ultimo respiro e diventa di ghiaccio, mentre Elsa l'abbraccia disperata con il terrore di aver capito troppo tardi l'amore infinito di sua sorella.

2. Piango quando sistemo l'armadio dei figli, e per sbaglio ritrovo un calzino spaiato di quando erano neonati. E me lo appoggio sulla guancia, incredula di quanto erano piccoli i loro piedini.

3. Piango quando a danza vedo Matilde, con la sua grazia bambina, mettersi in prima posizione e ripenso ai suoi primi passetti traballanti.

4. Piango guardando la scatola dove mia nonna teneva i bottoni, con cui giocavo quando ero piccola, e che è stata l'oggetto che ho voluto conservare in suo ricordo dopo averla persa.

5. Mi commuovo quando spio sul viso di mio figlio la somiglianza straordinaria con il mio papà, che non 'è più da tanti anni, e mi sembra per assurdo di averlo accanto di nuovo.

6. Piango senza ritegno perchè Diletta ha paura del buio (vediamo in quante la capiscono!).

7. Mi commuovo come una bambina nel momento in cui Anna Karenina entra trafelata nella sua vecchia casa  e riabbraccia il figlio addormentato, il giorno del suo compleanno.

8.Piango per tanti film e anche se gli ingegneri hanno dimostrato il contrario, resto convinta che Jack ci sarebbe entrato su quella maledetta tavolaccia, se Rose si fosse scansata.

9. Piango perché il piccolo efelante ha perso la sua mamma e non riesce e a trovarla.

10. Piango col cuore spezzato ogni volta che un figlio mette una bottiglietta d'acqua chiusa male nella mia borsa.

11. Piango soddisfatta a tutti i matrimoni, ovviamente continuando a pensare che bello come il mio non ce ne sarà più nessuno.

12. Piango quando leggo certi commenti delle mamme che mi leggono, e mi raccontano le cose che succedono a loro nella vita.

13. Vorrei piangere (ma lo faccio in silenzio) ogni volta che entro al buio nella camera dove dormono i pargoli e prendo in piena caviglia lo sgabelletto di legno che continuano a lasciare in mezzo.

14. Mi commuovo quando vedo i bimbi di Telethon. E penso a quanto a volte non mi rendo conto dell'infinita fortuna che ho.

15. Mi viene da piangere quando la notte a letto non posso dormire, e penso al mio pacemaker, e prego con tutte le mie forze che Dio mi lasci veder crescere i miei bambini.

16. Mi commuovo ogni volta che mio marito mi dice che sono Bellissima, e io mi sento la caposquadra delle Befane.

17. Mi commuovo quando vedo  le famiglie numerose, perchè continuo a sognare che un giorno da noi arrivi Riccardo.

18. Mi accascio in lacrime ad ogni F24 che mi manda la commercialista. 

19.Piango quando penso che il rituale della buona notte con i miei figli con baci, canzoncina, favole e campanelli che cacciano i mostri verrà un giorno cancellato e al suo posto andrà in onda: “Ma’, esco, non aspettarmi”.

20. Mi esce una lacrima quando penso che se avessi dato retta a tutti quelli che dicevano che mio marito non era l'uomo giusto per me (o meglio che io ero troppo vecchia per lui) niente di tutto questo sarebbe esistito.

 

E poi mi ci faccio su una gran risata!

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Le mamme fachiro

Le mamme fachiro le riconosci subito: sono quelle con la piega dei capelli asimmetrica ( nonostante i vigorosi colpi di spazzola della mattina) e con lo sguardo un po’ stranito di chi non ha passato la notte più comoda della propria vita. Sono mamme come tante, che prima di diventare fachiro amavano la comodità, e il massimo sacrificio poteva essere un paio di scarpe irrinunciabili, con tacco 10. Ma da quando sono arrivati i figli le mamme fachiro hanno scoperto che il corpo umano è in grado di sopportare e sopravvivere a tutto.

 

Le mamme fachiro dormono con la testa sul comodino

 

Un bambino piccolo in un letto matrimoniale è un mistero della fisica e della scienza: come fa un corpo di 70 centimetri ad occupare più spazio di corpi sopra al metro e sessanta? E così la mamma, spinta dai teneri piedini del pargolo, non può fare altro che mettere il cuscino sopra al comodino e cercare di venire a patti con gli spigoli.

 

Le mamme fachiro camminano sopra ai lego

 

È notte.  Andate a piedi nudi in bagno, o in qualsiasi altra stanza della casa, magari nel massimo silenzio perché avete impiegato un’ora ad addormentare vostro figlio, e ta-dan: calpestate un pezzo di lego. Ma non il pezzo grande e verde, ma uno di quei pezzi infidi, piccoli, anonimi, che si pianterà esattamente in mezzo al vostro calcagno. E non potete nemmeno urlare.

 

Le mamme fachiro fanno la doccia scozzese

 

Se avete figli abbastanza grandi da poter fare liberamente una doccia, vorranno anche senza dubbio farvi compagnia in bagno. Ed è impossibile per un bambino stare in bagno senza aprire l’acqua o usare lo sciacquone: così la vostra doccia sarà un susseguirsi di ARTICO-PALLA DI FUOCO-ARTICO - PALLA DI FUOCO. Che comunque fa molto bene per la cellulite.

 

Le mamme fachiro hanno le braccia che si allungano

 

Siete in macchina.  Casca un ciuccio, un biberon un gioco, insomma qualsiasi cosa provoca pianti di un’ora. In men che non si dica allungate le braccia e vi fate uscire una spalla (che ormai ce lo sa e si adatta) per riprendere una cosa che sta proprio nell’angolo più bastardo dell’abitacolo.

 

Le mamme fachiro si siedono sui dinosauri

 

E quando dormono in genere un braccio della Barbie ce l’hanno conficcato nella schiena: perché ci sono giochi che i figli non mollano proprio mai e ce li ritroviamo davvero dovunque.

 

Le mamme fachiro fanno i contorsionisti

 

Tanti nostri oggetti sono a misura di bambino, e così ci sediamo sulle seggioline  alte 20 centimetri per prendere il tè, c’incastriamo nello scivolo dei piccoli al parco perché il nostro bambino non vuole scendere da solo e passiamo ore a leggere libri ripiegate su noi stesse sotto il tavolo della cucina.

 

Insomma, le mamme fachiro hanno pelle e ossa capaci di resistere a tutto: ma il cuore dentro è così tenero e delicato, che a volte basta ritrovare un calzino da neonato per piangere come fontane. Ma tanto non ci arrugginiamo mai.    

 

Ringrazio Giovanna Biancaterra che mi ha dato l'idea per il post!