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In giro con i bambini: 5 consigli da mamma

Andare in un locale pubblico (che può essere un ristorante o un negozio) con un bambino non è certamente semplice, soprattutto quando è molto piccolo e soprattutto se magari è il primo figlio, quando non sappiamo ancora bene come comportarci. Ogni volta che vado in giro con Tommaso e Matilde, che hanno 7 e 5 anni, in tanti mi dicono che sono fortunatissima ad avere bambini così. E invece è tutto frutto di TAAAAANTO lavoro: ecco allora 5 consigli per quando uscite con i bambini. Che spero possano esservi utili.

 

Abituate i bambini a stare fuori casa

I bambini sono complessi da gestire: è un dato di fatto. E andare al supermercato da sole è l'equivalente di andare in una Spa...puro relax. Però questa situazione è come un cane che si morde la coda: se non abituate mai i bambini a stare in mezzo alla gente, difficilmente diventeranno gestibili. Se ogni volta che andate a fare la spesa lasciate il piccolo ad altri, la prima volta che lo porterete al Supermercato impazzirà davanti a tutti quegli stimoli. Abituatelo a frequentare tutti i posti che frequentate voi, dalla Chiesa al negozio al Supermercato. Ovviamente nel massimo rispetto dell'età e delle esigenze del piccolo: fossi in voi non porterei un neonato ad un concerto rock.

 

Studiate le tempistiche giuste

Con un bambino è importante studiare bene i tempi. In primis quando fare qualcosa. Portarlo a fare la spesa mentre si sta addormentando non è una buona idea: salterà il riposino e diventerà ingestibile. Non prolungate troppo la permanenza: la cena al ristorante può tranquillamente essere affrontata con i piccoli, ma non può durare ore...a meno che non si addormentino, altrimenti alla fine diventeranno delle belve per la noia e la stanchezza. Se i bambini sono abituati ad andare a dormire prsto, non potete andare a cena alle 9.30. Per loro sarebbe un incubo.

 

Procuratevi la migliore strumentazione

Che voglio dire? Mi spiego. Al supermercato se vostro figlio già cammina ma è ancora piccolo, vi consiglio assolutamente il carrello più grande anche se avete poche cose da prendere. Lo gestirete senza dubbio in maniera più semplice. Non dimenticate di portare con voi qualche gioco di quelli che lui preferisce, per attirare la sua attenzione. Se andate al ristorante e i figli sono un po' più grandicelli, prevedete di portare fogli di carta e colori, per tenerli occupati tra una pietanza e l'altra. Possibilmente colori che non siano pennarelli per evitare di macchiare la tovaglia...

Organizzatevi in anticipo e date delle regole

Se i bimbi sono molto piccoli, assicuratevi che ci sia un fasciatoio nel bagno, altrimenti bisogna attezzarsi con un fasciatoio portatile. Se andate al ristorante e i bimbi non mangiano tutto, chiamate per organizzare il menu in anticipo ed evitare di trovarvi in difficoltà. Girate sempre con i cracker e l'acqua nella borsa: perchè con i figli davvero NON SI SA MAI!!

Se i bimbi sono abbastanza grandi da capire, spiegate dove andate e quali regole dovranno rispettare: tipo che al supermercato non si può comprare tutto quello che vogliono.

 

Ricordatevi ( e ricordate anche agli altri) che sono BAMBINI

 

Noi siamo andati con Tommaso e Matilde ovunque, fin da subito. A volte è stato faticoso, ma loro si sono abituati a fare a la spesa, ad andare a ristorante, a fare lunghi viaggi in macchina o in treno. Ma non pretendete più di quello che possono darvi. Una serata all'opera, un pranzo di matrimonio di 10 ore, una messa di due, potrebbero essere davvero troppo per i piccoli. E loro potrebbero comportarsi da quello che sono: bambini. Insegnate loro il rispetto e l'educazione: ma siate i primi a rispettare i desideri e le tempistiche dei vostri bambini!

 

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

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Combattiamo il Blue Monday: ecco 50 cose che ci fanno felici!

Oggi, lunedì 15 gennaio è il "blue monday", ovvero il giorno considerato il più triste dell’anno. L’origine di questa celebrazione tanto malinconica e tutta inglese ed è stata tratta da un calcolo matematico che unisce il brutto tempo, i sensi di colpa per i soldi spesi a Natale e per i chili accumulati e infine il lavoro che ormai è ripreso a pieno ritmo. Gli Inglesi non ci scherzano per niente su questo tema, e calcolano che oggi si faranno molte più assenze dal lavoro.

 

Ma se invece cerchiamo di pensare a qualcosa che ci rende felici? Cose piccole, che però possono cambiare la giornata. Ho provato a fare un elenco di quelle che possono dare una spinta per cambiare l'umore.

 

50 COSE CHE CI RENDONO FELICI

 

1.Andare a dormire con le lenzuola fresche di bucato.

2.Mettere la canzone che ci piace e ballarla.

3.Ascoltare la canzone preferita mentre si va al lavoro.

4.Trovare dei soldi dimenticati nelle tasche o nella borsa.

5.Fare colazione al bar con il cappuccino perfetto.

6.Incontrare per caso una persona amica e che non si vede da un po'.

7.Svegliarsi di notte e scoprireche si può dormire ancora un po'.

8.Accendere la tv e scoprire per caso che c'è un film che amiamo.

9.Nostro figlio o figlia che ci regala un disegno dedicato a noi.

10. Trovare parcheggio vicino a dove dobbiamo andare.

11.Riprendere la macchina con il parchimetro scaduto e NON trovare la multa.

12.Doversi svegliare presto ma osservare un'alba dai colori bellissimi.

13.Un giorno di sole e luce in inverno.

14.Una bella nevicata quando non dobbiamo andare da nessuna parte.

15.Riuscire a fare un bel disegno.

16.Colorare un mandala.

17.Rientrare in un paio di pantaloni che ci stavano stretti.

18.Una bella cioccolata calda.

19. Una notifica di Facebook da qualcuno a cui teniamo.

20.Uscire dal posto di lavoro quando fuori è ancora giorno.

21.Un bel bagno caldo dopo essere tornati a casa gelati.

22.Un tè con le amiche mentre si chiacchiera del più e del meno.

23.I pannolini in super offerta.

24.Adottare un cucciolo, cane o gatto che sia.

25. Un biglietto speciale lasciato dalla persona che amiamo.

26. Una telefonata inattesa con una bella notizia.

27. L'onda verde dei semafori.

28. Un voto bello a scuola che fa felice vostro figlio.

29. Un giro in altalena, anche se si è grandi.

30.Un bicchiere di vino e quattro chiacchiere.

31.Una cena di coppia, quando non lo si fa più da tanto.

32. Fare naso naso con i nostri bimbi.

33. Trovare il calzino mancante che pensavamo fosse andato perduto.

34. Un aggiornamento del computer che finisce velocemente.

35. Il profumo della terra bagnata dopo la pioggia.

36. Qualcuno che ci dice che abbiamo fatto un buon lavoro.

37. Andare a scuola saltellando perchè rende i figli felici.

38. La prima vera notte di sonno quando i bimbi iniziano a crescere.

39.La fine delle coliche di un neonato.

40. Ricevere un regalo a sorpresa.

41.Ricevere un mazzo di fiori che ci piacciono.

42.Mangiare i pop corn appena fatti.

43.Decidere che non si ha voglia di cucinare e ordinare una pizza.

44.Non fare la fila alle poste.

45.Comprare in saldo una cosa che ci piaceva da tempo.

46.Togliere i tacchi appena arrivi a casa.

47.Prendersi un giorno di ferie.

48.Andare dalla parrucchiera e uscire con i capelli proprio come li volevamo noi.

49.Trovare un fiore che sboccia anche se è inverno.

50.Il sorriso dei nostri figli.

 

 E quali sono le cose che vi rendono felici?

 

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7 cose che i papà possono fare per le neomamme

Quando nasce un bambino pensiamo sempre alle madri: dovrebbero fare questo, non dovrebbero fare quello. Ma ricordiamoci che quel figlio è stato fatto in due. E a meno che non sia successo qualcosa di definitivo come un lutto, o che il disgraziato si sia dato alla fuga, sono davvero tante le cose che i padri possono fare per sostenere le neo mamme nel loro ruolo.

 

Pensateci, cari papà: e non avete punti sotto la cintura, non soffrite di baby blues e non vi sono venute le ragadi da allattamento, tra i due siete sicuramente quelli messi meglio. Quindi rimboccatevi le maniche e muovete il c**o: ecco come potete rendervi utili alle vostre sfinite metà.

1.Fatevi carico delle faccende domestiche

Lo so che siete già tornati al lavoro, che siete stravolti, emozionati e stanchi. E magari pure un po' pigri e viziati. Però adesso datevi una mossa: caricare una lavatrice o fare i piatti è alla vostra portata. Fatevi dire come cucinare qualche piatto semplice, non scordatevi la spazzatura. Lo so che tutte queste cose avreste dovuto farle pure prima, ma meglio adesso che mai.

2.Date il cambio nell'accudire il piccolo

Iniziate subito a prendere confidenza con vostro figlio. Cambiare il pannolino non è mortale, alzarsi di notte non è vietato dalla Costituzione italiana e dare un biberon (magari con dentro il latte della mamma) non vi accorcerà la vita. Date respiro alle vostre compagne!!

3.Prendetevi cura di vostra moglie

Il caffè a letto, un regalo inatteso, un appuntamento dal parrucchiere. Soprattutto se si tratta di un primo figlio la vostra compagna sarà passata dall'essere al centro di tutte le attenzione a dover mettere al centro della propria vita il vostro piccolo. Non ha nessun modo di continuare a pensare un po' a se stessa. E se lo faceste voi?

4.Proteggetela (anche dai vostri parenti)

 Magari non succede a tutti. Lo so. Però sappiate che non sempre i consigli di vostra mamma, vostra sorella, vostra nonna e vostra zia saranno accettati di buon grado da vostra moglie. E voi adesso siete in squadra con lei. Se poi invece i vostri parenti tendono a entrare in competizione e mettersi di proposito contro di lei, ergete un bel muro alto per proteggerla, almeno nel periodo immediatamente successivo al parto. Non lasciate che nessuno sminuisca il suo ruolo di mamma: e nemmeno il vostro!

5.Occupatevi dei bambini!

Se avete altri bimbi più grandi prima di quello arrivato, cercate di sollevare vostra moglie dalla gestione delle loro giornate. Non solo: se li rendete protagonisti, soffriranno meno di gelosia!

6.Informatevi

Andate dal pediatra, chiedete, informatevi il più possibile: e cercare di essere autonomo al massimo nella gestione di vostro figlio!

 

7.Ricordate che non siete un mammo

No, carissimi: voi siete padri. La vita vi ha fatto un dono straordinario: una parte di voi sfiderà l'eternità e continuerà a vivere in un altro essere umano. Un essere umano che vi adora, e del quale dovete prendervi cura. Non come un mammo, parola inascoltabile e che personalmente mi fa infuriare, ma con l'intelligenza, la bravura e la forza di volontà di un padre che resterà per sempre nel cuore dei propri figli.

Come un meraviglioso esempio d'amore.

 

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Gravidanza e nascita: le credenze popolari più assurde

A volte alle future mamme o a chi tiene gà tra le braccia un pargolo vengono dati consiglie e indicazioni legati alla cosiddetta saggezza popolare. Ovviamente si tratta di una fraccata di sciocchezze, che potevano essere giustificate un tempo, quando le persone non avevano la possibilità di informarsi, ma che sono assolutamente inqualificabili oggi.

 

Vi segnalo le più belle (e anche quelle che almeno una volta vi sarete sentiti dire anche voi)

 

1. I bruciori di stomaco in gravidanza? Colpa dei capelli! Dai: fermiamoci a pensare. Allora il bimbo è chiuso nella placenta, che sta nell'utero, che in nessun caso è a contatto con lo stomaco. Come possono i capelli influire sulla mamma? E ve lo dice una che ha partorito un bimbo con due capelli in croce, dopo aver sofferto per mesi di fortissimi bruciori. Ma magari sarà stato il chilo di arance che mi mangiavo ogni sera??

 

2. Se portate le collane in gravidanza il cordone sarà attorciagliato intorno al collo. Anche qui: come può un oggetto esterno influire sul cordone ombelicale? Ma che davvero davvero?

 

3.Il parto naturale fa iniziare a battere il cuore del neonato. Ve lo giuro: mi è stato detto!!!! E da una persona che ha cercato di argomentare in ogni modo la sua castroneria. Ma che evidentemente non aveva mai assistito ad un'ecografia. Il battito del cuore di un bimbo è la prima cosa che ti fanno sentire, a poche settimane di vita del feto.

 

4.Lasciatelo piangere, da grande avrà una bella voce. Certo, sarà uno psicopatico che patirà tutto lo stato di abbandono di un bimbo di cui ci si è presi poca cura ma avrà la voce di Pavarotti. Che fortuna!

 

5. Le voglie. Un grandissimo classico: ovviamente tutti sappiamo che in nessun caso una voglia materna può influire sulla pigmentazione cutanea dei nostri bambini. Giusto?

 

6.Mangiate uva? Avrete un figlio alcolizzato. Mi raccomando attenzione e non facciamo scherzi: anche un solo chicco d'uva potrebbe essere fatale!!

 

7.Il taglio del cordone. Secondo la saggezza popolare il cordone va tagliato corto alle femmine e lungo ai maschi. Per le bambine il motivo è che le loro parti intime saranno più ehm...strette...lascio indovinare a voi il perchè bisogna lasciare lungo il cordone dei maschi. E vabbè.

 

8. Meglio settimino che nato all'ottavo mese. Questa di tutte è senza dubbio la credenza più bella. E ci ho messo un po' a capirne il significato: perchè secondo la logica (e secondo i medici) sicuramente è meglio nascere di 36 settimane che di 32. Ma allora perchè i detti popolari recitavano così? Semplice. Un tempo quando la fidanzata rimaneva incinta prima del tempo e si organizzava il matrimonio al volo, a sei-sette mesi nascevano figli magari di 4 chili: e le madri delle spose a gridare al miracolo e a dire che se non fosse stato settimino sarebbe stato un torello. Quelli che nascevano a otto mesi, in genere erano prematuri veri, e quindi più piccoli e meno forti dei finti settimini. Geniali, le nostre nonne!

 

9. Dal battito del cuore si capisce il sesso del bambino. A mia mamma lo diceva sempre l'ostetrica, che vantava una capacità di indovinare maschi e femmine a detta sua infallibile. Così infallibile che ho passato il primo anno della mia vita vestita d'azzurro, grazie al bellissimo corredo da maschietto che la mia fiduciosa mamma aveva preparato-

 

E voi sapete altre credenze popolari? Raccontatemele!

 

 

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La suocera che vorrei essere

Guardo i figli che crescono e a volte mi trovo a pensare che un giorno, se lo vorranno, sceglieranno di trascorrere la vita con qualcuno accanto. E io mi calerò con dignità nei panni della suocera. Io. Sì proprio io.

 

Ma che suocera vorrei essere?

Una suocera in grado di affrontare la realtà oggettiva

Ho cresciuto i miei figli con il concetto che l’amore non si divide ma si moltiplica: e quindi nel loro cuore ci sarà posto per tutti, per me e per la persona con cui passeranno la vita. E se quella persona è una ragazza bella e intelligente, dovrò farmi il segno della croce e ringraziare la Madonna, e non cercare di negare a tutti i costi la verità.

Una suocera cortese

A me è stato sempre insegnato a portare rispetto a chi ha più anni di me. Eppure davanti a certe deliberate cattiverie subite negli anni, ho capito che non sempre età fa rima con dignità (e intelligenza). Vorrei quindi essere cortese e rispettosa con le persone che i miei figli faranno entrare nella loro casa (e nel loro cuore).

Una suocera non invadente

Mettersi costantemente in mezzo (non solo fisicamente ma anche in termini di tempo) tra due persone che si amano è una cosa egoista, molto triste e molto sciocca.

Una suocera che non sparla

Qualsiasi idea mi farò dei fidanzati dei miei figli, cercherò di tenermelo per me, o di parlarne con mio marito. Non andrò dalle mie cognate a piangere per la mia sorte disgraziata, non mi recherò al bar dove faccio sempre colazione raccontando che disgrazia mi è capitata. Perché poi il mondo è piccolo. E tutto viene riportato alle orecchie dei protagonisti: e non ci si fa una bella figura.

Una suocera che non si ritiene madre di angeli

I miei figli forse ameranno il vino come mio marito o i mojitos come me. Magari fumeranno. Molto probabilmente (togliamoci il pensiero) prima o poi faranno sesso. E lo faranno con un’altra persona. E immaginare la futura compagna di mio figlio che lo insegue nuda mentre lui non vuole concedersi perché mamma non gli ha ancora dato il permesso, è un’immagine che solo certe madri possono ritenere realistica. E io non sono tra quelle.

Una suocera che sa di avere davanti il figlio di qualcun altro

Quando guarderò in viso le persone che i miei figli hanno scelto, penserò che in quel momento ci sono dei genitori in ansia, perché i loro figli stanno facendo un passo importante. Penserò alle mamme e ai papà che un giorno incontreranno i miei figli: e tratterò i loro come vorrei che accogliessero Tommaso e Matilde.

E farò di tutto per ricordarmi che sono una mamma: non più di due, ma di quattro.

Ma io ho sempre sognato di avere una famiglia numerosa!