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Il parto indotto

 

Il parto indotto è una stimolazione artificiale del travaglio e può avvenire attraverso tecniche manuali o farmacologiche.

Quando si fa?

 

Sono 3 le condizioni in cui si ricorre all’induzione del travaglio:

 

1.       Gravidanza protratta: siamo tra la 41 e la 42 settimana di gestazione (ci sono protocolli da ospedale a ospedale), la placenta sta invecchiando e il liquido amniotico si sta riducendo, ci sono rischi materno-fetali a far proseguire la gravidanza;

2.       Rottura prematura delle membrane (PROM): il travaglio viene indotto dopo un tot. di ore dalla rottura del sacco amniotico (anche qui è a discrezione del punto nascita, in genere possiamo dire da un lasso di tempo che va dalle 12 alle 24h), questo perché viene compromessa la sterilità dell’ambiente uterino;

3.       Patologie della gravidanza: ci sono diverse condizioni patologiche che posso portare all’induzione anticipata del parto tra cui, il diabete, l’ipertensione, riduzione del liquido amniotico, alterazioni placentari, colestasi gravidica, ecc.

 

Quali sono le tecniche di induzione?

·         Parto indottoTecniche non farmacologiche:

1.Parto indotto Scollamento delle membrane. Si stacca il sacco amniotico dalla superficie uterina, per sollecitare la produzione delle prostaglandine e l’inizio dell’attività contrattile.

2. Parto indotto “Palloncino”.  Attraverso un catetere che viene introdotto in vagina fino al collo dell’utero e poi gonfiato con soluzione fisiologica, si induce la maturazione e la dilatazione cervicale, lo scollamento delle membrane e il conseguente rilascio di prostaglandine.

3.Parto indotto Amnioressi. E’ la rottura meccanica del sacco amniotico, non si fa mai per avviare il travaglio, ma può essere un ausilio quando il travaglio è avviato ma progredisce in maniera lenta e difficoltosa.

 

·        Parto indotto Tecniche farmacologiche:

 

1.Parto indotto “Fettucina di prostaglandine”. E’ una garzina imbevuta di prostaglandine che viene posta in vagina all’altezza del collo dell’utero.

2. Parto indotto  Gel alle prostaglandine. E’ un gel vaginale che ha lo stesso meccanismo d’azione della fettuccina, quello del rilascio di prostaglandine.

3. Parto indotto Ossitocina.  Si utilizza quando il collo dell’utero è già ben preparato al travaglio, viene somministrata per via endovenosa ed agisce direttamente sull’attività contrattile.

 

La tecnica di induzione viene scelta in base alle condizioni cliniche della donna, ma soprattutto in base alla situazione locale attraverso la valutazione del Bishop Score, che tiene in considerazione le condizioni del collo dell’utero e della presentazione del bambino.

I tempi di innesco del travaglio dopo induzione sono variabili, spesso mi viene chiesto se sia più doloroso, in realtà no, ma la percezione che si ha è sicuramente più forte di un travaglio spontaneo, perché è molto più irruento e vengono prodotte meno endorfine per “bilanciare” la situazione; ma affidatevi al familiare e all’ostetrica che sarà li con voi che saprà consigliarvi sicuramente come affrontare al meglio questo fase cosi delicata.

 

 

Laureata in ostetricia, ha un master universitario di primo livello: risponde a tutti i vostri dubbi su gravidanza, allattamento e cura del bambino.

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Cose da mamme Gravidanza

Il parto prematuro

 

Il parto prematuro o parto pretermine è definito dall’insorgere di contrazioni dolorose, ritmiche e ripetute che portano a dilatazione del collo uterino e nascita del feto prima della 37° settimana di gestazione.

Interessa itra l'8  e il 12 % delle gravidanze ed è causa di elevate morbilità e mortalità neonatale e di importanti sequele patologiche a distanza di tempo.

Cause e fattori di rischio

Attualmente si ritiene che il parto pretermine sia una sindrome legata alla risposta infiammatori uterina, in quanto è proprio l’attivazione delle prostaglandine della matrice del sacco amniotico e del muscolo uterino a innescare le contrazioni e le modificazioni del collo dell’utero. Questa situazione può essere determinata da vari fattori, quali:

-        1.  Stress materno;

2. Infezioni placentari o del sacco amniotico;

3. Ridotta perfusione tra utero e placenta.

Altre cause che posso portare a un parto prematuro sono:

A. Fattori ostetrici: poliabortività, pregressi parti prematuri, infezioni ricorrenti del tratto genito – urinario;

B.Fattori ginecologici: conizzazione, dilatazione o raccorciamento del collo uterino già dalla 30° settimana, contrazioni uterine, malformazioni uterine, fibromatosi uterina, pregressi interventi all’utero;

C. Fattori socio – economici e comportamentali: età materna estrema, stato di denutrizione, anemia, fumo, alcol, droghe;

D.Complicanze della gravidanza: gravidanza gemellare, gestosi, rottura prematura delle membrane,  placenta previa, ritardo di crescita intrauterino, poliidramnios (eccesso di liquido amniotico), distacco di placenta, malformazioni fetali, morte fetale, traumi e chirurgia addominale.

Cosa si fa se si rischia un parto pretermine?

La prevenzione primaria consiste nell’evitare, da parte della donna, quanto meno in gravidanza, tutti quei fattori di rischio elencati in precedenza. Da parte dell’operatore identificare la donna a rischio di parto pretermine e adottare le opportune terapie di trattamento, che sono:

-          Per la gestante:

o   Terapia tocolitica: cioè una terapia farmacologica che ha lo scopo di fermare l’attività contrattile uterina;

o   Terapia antibiotica: sempre una terapia farmacologica, volta ad eliminare quelle infezioni che potrebbero poi portare a una rottura prematura delle membrane o all’innescarsi dell’attività contrattile uterina;

o   Cerchiaggio: terapia chirurgica che si utilizza nei casi in cui sia già presente una dilatazione del canale cervicale.

 

-          Per il feto:

o   Terapia steroidea: terapia farmacologica che consiste in un ciclo di steroidi, che hanno lo scopo di favorire la maturità polmonare fetale.

 

Spesso i bambini prematuri sono destinati a passare le prime settimane della loro vita alla TIN (Terapia Intensiva Neonatale) un’unità operativa che fornisce loro le cure speciali di cui hanno bisogno; questo ha un forte impatto a livello psicologico nella coppia, vedere i loro figli dentro le incubatrici, collegati a monitor e mille tubicini, può generare senso di frustrazione rabbia e impotenza, richiedendo spesso lunghi tempi di elaborazione ed accettazione.

 

Spesso questi reparti dispongono di psicologi che possono aiutare i genitori a superare le difficoltà che il parto prematuro gli mette di fronte.

Cose da mamme Gravidanza

Le contrazioni uterine

Le contrazioni uterine rappresentano uno dei fattori più importanti del parto, cioè quello della forza, attraverso il quale la muscolatura uterina si contrae e senza il quale il parto stesso sarebbe irrealizzabile. Ma di cosa si tratta nello specifico, come funzionano e come si riconoscono? Ve lo spiego nei prossimi paragrafi

 

Contrazioni uterine: come sono?

 

Le contrazioni uterine che si verificano prima e durante il parto hanno diverse peculiarità:

1.SONO INVOLONTARIE: cioè non è possibile fermarle con la volontà, in nessun modo e in nessuna maniera, in quanto stiamo parlando del movimento di un muscolo liscio;

2.SONO PERISTALTICHE:  ossia si propagano dall’alto (fondo uterino) al basso (segmento uterino inferiore);

3.SONO INTERMITTENTI: tra una contrazione e l’altra c’è un periodo di riposo, fondamentale per la cellula muscolare per “ricaricarsi” per la contrazione successiva e anche per la donna di recuperare durante il travaglio;

4.SONO DOLOROSE:  questa componente è il risultato dell’interazione di molteplici meccanismi biochimici, fisiologici e psicologici.

Possiamo descrivere la contrazione uterina come un “onda” caratterizzata da un fase di incremento, susseguita da una fase di acme e infine da una fase di decremento.

Contrazioni uterine: altre caratteristiche

Altre caratteristiche della contrazione sono:

1.DURATA: è il periodo di tempo compreso tra l’inizio della contrazione fino alla pausa.

2.FREQUENZA: viene valutata dal numero di contrazioni presenti in 10 minuti.

3.EFFICACIA: si misura dalla capacità di determinare modificazioni delle condizioni ostetriche locali.

La trasmissione delle impulso dalle terminazioni nervose alle cellule uterine e mediata da diverse fattori chimici e ormonali:

A.ESTROGENI: hanno lo scopo di accrescere la velocità di propagazione dello stimolo;

B.PROGESTERONE: incrementa il potenziale di riposo, ha un effetto miorilassante;

C.OSSITOCIANA: è la responsabile dell’innesco della contrazione uterina;

D.PROSTAGLANDINE: favoriscono la contrattilità del muscolo uterino, stimolando la liberazione da parte dell’ipofisi dell’ossitocina.

 

Ma quanti tipi ci contrazioni ci sono?

Nelle ultime sei settimane di gravidanza l’attività uterina aumenta sotto forma di contrazioni intense, coordinate e mai dolorose, che vengono definite contrazioni di Braxton – Hicks. Il vero aumento definitivo dell’attività contrattile uterina avviene a termine di gravidanza e sfocia nel periodo prodromico prima e nel travaglio di parto poi, con le contrazioni da travaglio in fase attiva.

Dopo il parto le contrazioni continuano con il secondamento e servono ad espellere la placenta, ci sono poi le contrazioni del post partum, che sono comunque intense ma con una frequenza decrescente, e infine ci sono le contrazioni del puerperio che sono di frequenza e intensità decrescenti e progressivamente l’attività uterina si esaurisce del tutto, sono contrazioni che possono risultare più dolorose a donne che hanno avuto più figli.

 

 

 

 

 

 

 

Cose da mamme Bebè

35 (+3) regali fantastici da fare quando nasce un bambino

La nascita di un bimbo porta con sè una serie di necessità. E non sempre per le neo-mamme è semplice capire cosa sia utile (o magari cosa lo sarà in futuro) e cosa invece si rivelerà assolutamente inutile.

Le esperienze poi variano da mamma a mamma: c'è chi ha usato tantissimo la fascia e chi non l'ha mai acquistata. Ho cercato però, anche con l'aiuto delle mamme che leggono il blog, di capire cosa sia utile comprare (o farsi regalare) e cosa invece non lo sia: ed ecco la lista nascita che ne è venuta fuori.

 

REGALI NASCITA: ALLATTAMENTO

 

Aspettate. Prima che il bambino nasca o appena nato, non saprete che tipo di allattamento riuscirete a portare avanti. Inutile comprare 10 biberon (a me ne erano stati regalati tanti) se farete allattamento al seno. Inutile prendere tutto un kit per conservare il latte, se poi lo nutrirete col biberon.

 

 

REGALI NASCITA: LE PRIME PAPPE

 

Questi sono i regali da mettere via e da tirare fuori al momento opportuno.

 

1. Set di tazze e piattini.

2. Cuoci pappa. (Io non ho mai comprato un omogeneizzato ai bimbi, ma facevo tutto io con frutta e verdura di stagione e carne e pesce che compravo direttamente).

3. Seggiolone per la pappa. (Fondamentale, ma occhio a non scegliere un tipo troppo ingombrante se la casa è piccola)

4. Seggiolino per il tavolo. (Attenzione, non tutti si adattano a tutti i tavoli).

 

REGALI NASCITA: IGIENE E BENESSERE

 

Anche qui una raccomandazione. La pelle dei neonati è delicatissima e ci sono prodotti non adatti a loro. Lasciate che siano i genitori a sceglierli, oppure andate in farmacia e affidatevi alle marche davvero adatte a loro.

 

5. Torta di Pannolini: carinissima, ma partite almeno dalla seconda misura, sennò rischiate che siano immettibili.

6. Accappatoio.

7.Asciugamano con cappuccio.

8. Set di prodotti per il bagno (in farmacia!!)

9. Spazzola e pettine.

10. Salviettine. (come se piovesse)

 

REGALI NASCITA: VIAGGIARE CON IL BIMBO

 

Alcune di queste cose vanno acquistate anche se non ve le regala nessuno. La sicurezza dei figli viene sempre prima di tutto!!

11. Seggiolino Auto Gruppo 0. (Consultatevi con la famiglia per capire quello più adatto alla loro auto)

12.Trio. Un regalo importante, da fare solo se inserito nella lista nascita. 

12.Borsa: grande, capiente, morbida, da appendere al passeggino.

13. Marsupio o Fascia. Sono due cose diverse. Anche qui prima di acquistare va sentita la mamma!

14. Sacco 4 Stagioni

15. Passeggino

16. Zaino

17. Seggiolino Auto Gruppo 1 (come sopra)

 

REGALI NASCITA: LA NANNA

 

Si tratta di oggetti che soprattutto da un punto di vista estetico, devono incontrare il gusto dei genitori, non il vostro.

 

18. Lettino/fasciatoio/ cassettiera: difficilmente i genitori non provvederanno in prima persona all'acquisto di questi oggetti, quindi anche qui niente iniziative, limitatevi a comprare quello che c'è sulla lista nascita.

19. Coprimaterasso antiacaro. Sempre utile.

20. Lucina notturna.

21. Baby control (per me sono state indispensabili).

22. Materasso per il lettino.

23. Lettino da viaggio.

24.Parure di lenzuola e coperte.

 

REGALI NASCITA: SALUTE

 

Non si tratta di portare sfortuna, ma solo di essere previdenti!

 

25. Kit medicazione ombelicale (ma io ho fatto anche senza)

26. Umidificatore.

27. Aereosol (no, non portate sfiga. siete solo lungimiranti).

28. Tutto l'occorrente per la pulizia del nasino.

29. Termometro.

 

 

REGALI NASCITA: I GIOCHI

 

30. Sdraietta e altalena. Dipende dai bambini: Matilde ci passava le ore, Tommaso sembrava sul punto di essere assassinato ogni volta che lo avvicinavo ad una delle due.

31. Carillon. Un regalo poco impegnativo, carinissimo, che spesso resta un ricordo per i bimbi che crescono.

32. Giochi per il bagnetto.

33. Giochi per il passeggino.

34. Tappetino sensoriale.

35. Giostrine.

 

REGALI SEMPRE UTILI: VARIE ED EVENTUALI

 

36. Buono per negozio di abbigliamento. Lasciate che sia la mamma a scegliere cosa metterà il piccolo o la piccola. Perchè si rischia pure di sbagliare misura!!

37. Buono per la pulizia della casa. Nessuno ci pensa ( a me l'ha suggerito una lettrice) ma avere delle ore da dedicare al piccolo mentre un aiuto domestico mette in ordine sarebbe il top.

38. Se siete molto amiche della mamma, portatele un pasto caldo!! Togliele l'impegno di cucinare per un po'...ne sarà felicissima!!

 

 

 

 

 

Cose da mamme Gravidanza

La flussimetria: cos'è e a cosa serve

 

In gravidanza si sente spesso parlare della flussimetria e tante di voi sicuramente l’avranno anche fatta, ma vediamo insieme che cos’è, quando va fatta e a che cosa serve.

 

La flussimetria è una tecnica diagnostica basata sugli ultrasuoni che viene fatta verso il termine della gravidanza e permette di misurare la quantità e la velocità del sangue che circola in un determinato vaso sanguigno, questo perché attraverso la valutazione della circolazione materna e della circolazione fetale possiamo determinare la funzionalità placentare e quindi il benessere del bambino.

 

La modalità di esecuzione della flussimetria è analoga all’ecografia, essa sfrutta l’effetto doppler e cioè a seconda delle caratteristiche del vaso stesso e di come fluisce il sangue, il segnale torna indietro con proprietà diverse, la cui analisi permette di capire se il vaso sta funzionando bene o se ci sono dei problemi.

 

Vengono eseguite due tipi di flussimetrie:

 

  • Flussimetria materna: viene effettuata sulle arterie uterine e permette di individuare, selezionare e controllare le gravidanze in cui c’è il rischio di andare incontro a ipertensione gravidica, preeclamsia, diabete, ritardo di crescita endouterina e sofferenza fetale.

  • Flussiemtria fetale: viene effettuata sulle arterie ombelicali e sull’arteria celebrale media, è la tecnica diagnostica più importante per la valutazione dello stato di salute intrauterino del feto. Lo scopo principale è quello di individuare il più precocemente possibile l’eventuale insorgere di un’ipossia cronica e scongiurarne le conseguenze.

Questo tipo di esame può essere ripetuto più volte durante la gravidanza, ma non è indicato di routine per tutte le donne incinte.