string(15) "591,587,592,477"

Fertilità: scegliamo di scegliere!

(Comunicato stampa!)

 

Avvicinare le ragazze e i ragazzi a temi di rilevanza medica e sociale utilizzando il loro linguaggio e intercettando i canali sui quali quotidianamente si informano ed interagiscono, ossia la rete e i social media: sono i presupposti su cui si basa la campagna di comunicazione #ideefertili promossa da Sifes – Società Italiana di Fertilità e Sterilità, per sensibilizzare i più giovani sulle tematiche afferenti alla salute riproduttiva, all’infertilità e alla sterilità.

 

Sono tre i video animati che vedono come protagonisti Giulia e Luca, alle prese con le problematiche della crescita, dal lavoro all’indipendenza alle relazioni affettive e sessuali, interpretate con sguardo ironico e ritmo vivace. La voce fuori campo interagisce con i due cartoons passando in rassegna alcune delle principali malattie sessualmente trasmissibili che, se non correttamente affrontate con la giusta prevenzione, possono portare all’infertilità.

 

Ecco allora che il preservativo diventa un mezzo efficace non solo per evitare gravidanze indesiderata, ma anche per proteggere nel modo più corretto la propria salute riproduttiva, qualora in futuro si desideri diventare genitori. Il video si chiude con il claim che accompagna tutta la campagna di comunicazione: “Qualunque sia la tua idea di futuro, scegli di scegliere”, un messaggio scevro da qualsiasi giudizio, moralismo o costrizione sociale, che vuole porsi come strumento di consapevolezza per i più giovani, al fine di vivere al meglio la propria sessualità attraverso la corretta conoscenza. Il video verrà trasmesso sui canali social di #ideefertili, da YouTube a Instagram a Facebook, che in questi mesi dal lancio della campagna a inizio giugno hanno visto aumentare in modo costante le interazioni e gli engagement: moltissime le domande rivolte dagli utenti, a dimostrazione di un gap di informazione evidente.

 

D’altra parte la stessa indagine “I giovani e la fertilità”, condotta da Sifes a inizio 2017 su un campione di ragazze e ragazzi di età compresa tra i 14 e i 25 anni, aveva rilevato una certa confusione ed approssimazione circa le tematiche afferenti a fertilità e sterilità, figlia di un’informazione reperita soprattutto dalla rete, in assenza di altre fonti – dalla famiglia alla scuola – che si mostrano più deboli se non assenti. Di qui la scelta di Sifes di approcciare i più giovani attraverso gli strumenti con i quali hanno una maggior familiarità, raggiungendoli nei luoghi di aggregazione sia virtuali che reali (non ultima la partecipazione lo scorso 9 settembre al Beautiful Festival di Bologna, dedicato alla Generazione Z e ai suoi idoli), e coinvolgendo direttamente alcuni degli influencers più seguiti: i Soldi Spicci, duo comico palermitano da oltre un milione di followers su YouTube, ha realizzato un video per Sifes dal titolo “Sesso a 20 vs sesso a 30 anni” che ha realizzato in due settimane circa tre milioni di visualizzazioni.

 

Gli altri due video animati saranno lanciati sui social Sifes nelle prossime settimane, continuando a fornire un’informazione divertente, leggera ma scientificamente corretta e tentando di accendere l’attenzione su tematiche di importante rilevanza sociale come il trend negativo dei tassi di fertilità nel nostro paese e in Occidente, puntando sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione fin dalla giovane e giovanissima età. “Come Società Scientifica – spiega il Presidente Borini - sentiamo il dovere di impegnarci nella divulgazione di contenuti corretti, attraverso un’informazione senza pregiudizi né costrizioni sociali, per consentire a tutti di esercitare la propria libertà di scelta nel futuro. Dobbiamo passare dal concetto del trattamento della sterilità al concetto della protezione della fertilità. Affrontare queste tematiche fa parte del processo di conoscenza e rispetto di se stessi, per vivere pienamente la propria sessualità”.

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

S.I.F.E.S. e MR - Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione è la prima Società Scientifica che si occupa di fertilità, costituita nel 1965 con la specifica finalità di organizzare e promuovere le conoscenze nel campo della fertilità e del suo controllo sia in ambito medico sia in ambito sociale, in particolar modo per le classi più deboli della popolazione. Come Società Scientifica si pone l’obiettivo di stimolare la ricerca in tema di riproduzione umana; contribuire alla standardizzazione nazionale ed internazionale della terminologia inerente i problemi della riproduzione e delle procedure diagnostiche e terapeutiche; favorire - attraverso congressi, eventi e campagne informative - lo scambio di conoscenze, ricerche e di esperienze tra i soci, contribuendo alla corretta divulgazione delle stesse verso i cittadini

Daniela, founder e Ceo del sito "C'era una mamma", marchigiana, copy freelance ed esperta di comunicazione, mamma di Tommaso e Matilde.

Ti potrebbe interessare

Salute

NEONATO: quali controlli vengono fatti alla nascita?

 

Appena nato il neonato viene sottoposto subito a diversi controlli al fine di controllare il suo stato di salute immediatamente dopo la nascita. Vediamo in ordine quali sono e a cosa servono questi esami che vengono effettuati sul piccolino.

 

1.       Indice di Apgar: è un punteggio che il pediatra (o delle volte anche l’ostetrica) dà al neonato al 1° e al 5° minuto dopo la nascita, questo punteggio tiene in considerazione 5 parametri che sono la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, il colorito, i riflessi e il tono muscolare.

 

2.       Somministrazione della vitamina K: viene somministrata la vitamina K (in gocce o con una piccola iniezione) come profilassi per la malattia emorragica del neonato, perché tale malattia può essere causata da un deficit di vitamina K, in quanto essa ha uno scarso passaggio attraverso la placenta e nei neonati la sintesi di tale vitamina non inizia fino a quando non compare la flora batterica intestinale.

 

3.       Somministrazione del collirio antibiotico: successivamente alla vitamina K al neonato viene instillato negli occhi un collirio antibiotico come profilassi per l’infezione gonococcica e la congiuntivite batterica da parto.

 

4.       Screening metabolico: è conosciuto anche come test di Guthrie, esso consiste in un prelievo di sangue dal tallone solitamente mentre il piccolo è attaccato al seno, il suo scopo è quello di identificare eventuali malattie come l’ipotiroidismo congenito, la fenilchetonuria e la fibrosi cistica; la risposta arriva circa dopo 15 giorni, si tratta di un test di primo livello, il cui risultato non costituisce una diagnosi definitiva, ma semplicemente un indice di rischio.

 

5.       Esame oculistico: detto anche del riflesso rosso, perché attraverso un determinato apparecchio si va a controllare il riflesso rosso del fondo oculare per vedere che l’occhio sia ben conformato.

 

6.       Esame uditivo: un piccolo sensore viene inserito nel condotto uditivo del piccolo e si vanno a rilevare le otoemissioni acustiche, che evidenziano che un orecchio è ben strutturato e funziona bene.

 

7.       Esame dell’anca: si esegue attraverso la cosiddetta manovra di Ortolani, cioè un particolare movimento che si fa fare alle gambe del bambino per verificare che la testa del femore sia ben centrata nella sua sede; questa manovra serve per diagnosticare precocemente la displasia congenita dell’anca, una malformazione che se è sospetta, viene ricontrollata dopo 15 giorni con un’ecografia.

 

8.       Controllo del peso: alla nascita il bambino viene pesato e nel corso della sua permanenza in ospedale viene controllato il calo fisiologico, cioè la normale perdita di peso dopo la nascita, dove in genere il bambino può arrivare a perdere fino al 10% del suo peso iniziale.

 

9.       Controllo della glicemia: la glicemia viene controllata per evitare che il piccolo vada incontro all’ipoglicemia neonatale; maggiore attenzione a questo parametro viene posta nei bambini con fattori di rischio tra cui la prematurità, diabete materno, bambini con basso peso alla nascita.

Salute

Sonicare for kids: giocando proteggiamo i loro denti

 

In famiglia abbiamo cercato di insegnare ai nostri figli a prendersi cura dei propri dentini fin da quando erano molto piccoli. All'inizio li abbiamo aiutati noi, poi come se fosse un gioco abbiamo passato lo spazzolino nelle loro manine e abbiamo mostrato come dovevano fare esattamente per raggiungere anche gli angoli più nascosti.  Abbiamo detto loro che tenere puliti i propri denti significava crescere sani e soprattutto significava poter evitare il dentista (figura che purtroppo nella mia vita è sempre molto presente):  ma quello che facevano molto volentieri quando avevano pochi anni è diventato un po' più complicato quando sono cresciuti.

Se la mattina devono andare a scuola, sono stanchi e hanno sonno e non hanno voglia di passare il tempo adatto a spazzolare i denti, può diventare davvero complicato obbligarli.

 

Per questo motivo sono stata davvero felice di aver avuto la possibilità  di sperimentare Sonicare for kids di Philips, lo spazzolino elettrico da subito ha dimostrato di avere molto più appeal per loro confronti rispetto al classico spazzolino manuale.

 Le caratteristiche principali di Sonicare for kids

Alcune delle caratteristiche di Sonicare for kids mi hanno colpito subito, e hanno colpito anche i miei bambini:

-innanzitutto il design delizioso, che può essere cambiato grazie ai diversi adesivi presenti nella scatola;

-la facilità di utilizzo: abbiamo impiegato di più a leggere le veloci e chiare istruzioni che a insegnare a Tommaso e Matilde come utilizzarlo.

-la presenza di più testine, cosìcchè ogni figlio possa avere la sua.

-il lato gioco, sia dell'applicazione che della musica che accompgna il lavaggio dei denti, che diventa una piccola sfida da portare a termine dopo ogni pasto.

 

 

Come si usa Sonicare for kids

 

E' necessario bagnare le setole e mettere solo una piccola quantità di dentrificio:  poi vanno appoggiate le setole sui denti con una piccola angolazione nell'area del contatto tra i denti e il bordo gengivale, per garantire che tutta la superficie dei denti venga spazzolata perfettamente. A questo punto non resta che premere il pulsante "on" ed esercitare una pressione molto leggera.

 

  La prima volta siamo stati noi a lavare i loro denti con lo spazzolino elettrico Sonicare for kids poi abbiamo mostrato come potevano diventare autonomi. Un piccolo trucco per assicurare una pulizia perfetta dei denti dei bimbi è dividere la bocca in quattro sezioni utilizzando la funzione Kit pacer di cosa si tratta? In pratica, come dicevo prima, lo spazzolino emette una serie di brevi toni musicali per avvertire il bambino di spazzolare il quadrante successivo della bocca e conclude il ciclo di pulizia con una melodia finale prima di spegnersi in maniera automatica: questo lo aiuta a capire che ha completato tutto il ciclo di pulizia.

Infine, una volta terminata la pulizia dei denti, abbiamo insegnato ai bambini anche come prendersi cura dello spazzolino elettrico: la testina va sciacquata dopo ogni utilizzo (dopo essere stata rimossa), ricoperta e rimessa nell'apposito bicchierino.

Insomma abbiamo potuto apprezzare il fatto che la tecnologia è arrivata laddove a volte le racccomandazioni si mamma e papà sembravano fare poca presa. Altra cosa importante è che Sonicare For Kids è perfetto anche per i piccoli che portano apparecchi ortodontici, e offre programmi molto delicati per bambini più piccoli: noi ad esempio ci siamo trovati bene sia con Tommy che ha 8 anni che con Maty che ne ha 5.

 

Un regalo per voi

 Sonicare for kids lo trovate nel sito a  69,99 euro, ma se usate il codice MAMMEOHC25  avrete uno sconto del 25% non solo su di esso, ma anche su tutti i prodotti per l'igiene orale. Ecco il link!  https://www.philips.it/negozio 

 

(questo post è in collaborazione con Philips!)

 

Salute

Dislessia e Distretto Visivo: quali correlazioni?

 Nel campo della psicologia cognitiva con l'espressione disturbi specifici di apprendimento (sigla DSA)  si intendono disturbi nell'apprendimento di alcune abilità specifiche che non permettono una completa autosufficienza nell'apprendimento. La Dislessia fa parte di questo contesto, e numerosi studi la mettono in relazione con il distretto visivo ovvero i movimenti oculari e  l'equilibrio, la discriminazione visiva e la memoria, accomodazione e manualità fine etc.

 L'importanza del distretto visivo

Ogni organo, ogni muscolo, ha ragione di esistere perché in relazione, attraverso il cervello, con il resto del corpo.

Esiste cioè una relazione a tre in cui gli occhi hanno il compito di guardare e di trasmettere i dati al cervello, il quale comanda alle membra di eseguire il compito per cui sono deputate.

Quando corriamo, ad esempio, gli occhi vedono un ostacolo e trasmettono dei dati al cervello, il quale darà il messaggio di alzare le gambe.

Il processo visivo può essere schematizzato in due componenti, la sensazione e la percezione.

La sensazione è intesa come esperienza immediata, quasi esclusivamente a livello dei bulbi oculari; la percezione, invece, avviene a livello della corteccia cerebrale e rappresenta l’interpretazione soggettiva della sensazione, in relazione all’esperienza e alle caratteristiche ereditarie. Possiamo quindi dire che il processo di percezione è un’interpretazione individuale del fenomeno della sensazione, dovuta oltre che a fenomeni fisiologici anche a fenomeni psichici.

La vista è la capacità di vedere ed è una funzione che è presente nella maggior parte degli individui fin dalla nascita.

La visione, invece, è la capacità di comprendere ciò che vediamo ed è un processo legato all’apprendimento.

Dislessia e distretto visivo: quale correlazione?

Un bambino dislessico è dotato di intelligenza normale, è privo di deficit sensoriali, ma ha, nella lettura e nella scrittura, prestazioni inferiori rispetto a quelle attese per la sua età. In particolare, è lento, ha un considerevole numero di incertezze e di esitazioni e commette frequenti ripetizioni o omissioni di lettere e parole.

Alcuni esempi specifici sono:

Confusioni di lettere uguali, ma diversamente orientate nello spazio: p-q, b-d, u-n

Mancata discriminazione di lettere che differiscono leggermente fra di loro: m-n, c-e

Confusione di suoni simili: p-b, t-d, f-v, s-z.

Un fattore importante in età scolare è lo sviluppo della lateralità che riguarda la dominanza della mano, dell’occhio, dell’orecchio e del piede.

Un bambino è lateralizzato in modo omogeneo quando è lateralizzato a destra o a sinistra per tutti gli organi di senso, altrimenti si parla di dominanza crociata.

La lateralizzazione concorre a determinare una stabilità di orientamento da sinistra a destra e dall’alto al basso.

Analizzando il meccanismo di lettura, quando uno stimolo visivo colpisce la retina, viene codificato dai neuroni mediante una serie di impulsi e viene mandato alla corteccia visiva, ove viene mantenuto in una memoria sensoriale che può essere uditiva o visiva.

Ponendoci in una stanza buia e muovendo una sigaretta, percepiremo una striscia luminosa corrispondente al movimento della sigaretta stessa.  La sensazione visiva della striscia luminosa nel buio è la conseguenza della memori visiva, che mantiene tale sensazione per un tempo limitato. Da esperimenti fatti, i bambini dislessici hanno delle fissazioni oculari più lunghe di quelle dei bambini che non hanno disturbi di apprendimento.

 

Prossimi argomenti:

Teoria del Deficit Magnocellulare nella Dislessia

Dislessia e Visione

Stress e Sistema Visivo

 

Devid del Mauro, Optometrista Comportamentale, Tiflologo, ha conseguito Master con il patrocinio della San Diego University sulla Riabilitazione Visiva, Visuopercettiva e Visuoposturale, esperto in Vision Therapy per bambini e adulti con BES, DSA, Sindrome da ADHD, Disprassia, Disturbi dello spettro Autistico.

Consulente per Diagnosi e Riabilitazione Optometrica presso:

Istituto di Neuroscienze, Firenze
Centro Evoluzione Bambino, Livorno
Studio Medico Donati, San Cesareo (RM)
Centro Polifunzionale Impariamo ad Imparare, Velletri (RM)
Centro Studi Riability, Ariano Irpino (AV)

e-mail: devid.delmauro@hotmail.it

tel. 344 1187975

 

 

 

 

Salute

Auguri ANDeA! (E 10 cose che non sapete sulla dermatite atopica)

Ho una foto di quanto era piccola mia madre, che la mostra con braccia e gambe fasciate, un sorriso mesto, fissa nei suoi sfortunati otto anni. Da piccola ha sofferto di una forma gravissima di dermatite, curata grazie a lunghi ricoveri in ospedale e regredita a più gestibile durante l’adolescenza, che io ho ereditato in forma leggera, e che i figli hanno preso da me.

Questo problema ce lo portiamo dietro da generazioni, ma c’è una grande differenza tra i mezzi che avevano i miei nonni per affrontarla, e quello che posso fare io per i miei figli. Resta il fatto che la dermatite è ancora una malattia "Invisibile", di cui si parla poco e per cui ancora di fa poco.

Per questo quando sono stata invitata al primo compleanno di ANDeA, Associazione nazionale dermatite atopica, non ho potuto che partecipare.

Ho assistito ad un dibattito pregante, interessante e capace di sciogliere molti interrogativi. Ed ecco 10 cose che forse non sapete sulla dermatite atopica:

1-La Dermatite atopica colpisce grandi e piccoli

La dermatite atopica è una malattia cronica della pelle, che può manifestarsi tanto nei bambini quanto negli adulti, ed è in aumento da 30 anni a questa parte. Un tempo invece si credeva che la dermatite colpisse solamente bambini e neonati.

2-La dermatite atopica peggiora sensibilmente la vita

Negli adulti la dermatite colpisce prevalentemente collo, décolleté, la parte interna dei gomiti, il retro delle ginocchia, le mani, i piedi, il viso e il cuoio capelluto. Ma potete immaginare il prurito che la dermatite atopica porta con sé? E lo stress, e l’insonnia e la discriminazione e le difficoltà relazionali? Ho ascoltato persone cacciate dalla piscina perché considerate contagiose.

3-La dermatite atopica non è una patologia cutanea ma ad impatto sistemico

Che significa malattia a impatto sistemico? Che è in grado di coinvolgere organi diversi. Questo è dimostrabile considerando che il cosiddetto “difetto di barriera epidermica” (le lesioni sulla pelle) è il punto di partenza della marcia atopica, ovvero il principio prima dell’arrivo di asma, allergie varie, congiuntivite e compromissione renale, coinvolgimento gastrointestinale o sindrome metabolica.

4-La dermatite atopica ha tante cause

All’origine possono esserci fattori immunologici e non immunologici. I primi sono costituiti da allergeni alimentari, inalanti o da contatto, i secondi da irritanti esterni, infezioni, disturbi neurovegetativi, disturbi del metabolismo lipidico, sudorazione e stress. Ecco quali le cause

1)      Fattori genetici: Il rischio cresce in maniera direttamente proporzionale se entrambi i genitori hanno una di queste patologie;

2)      Clima e area geografica: climi freddi e zone inquinate aumentano il rischio

3)      Genere: le donne ne soffrono più degli uomini

4)      Età della madre: madri meno giovani hanno un rischio maggiore di avere figli con dermatite atopica

 

5-Le stagioni influenzano la dermatite atopica

Anche il cambiamento stagionale può influire sull’andamento della dermatite atopica: spesso tende a riacutizzarsi nella stagione primaverile e a migliorare o regredire nella stagione estiva.

6-Non esiste una diagnostica standardizzata

La diagnosi della dermatite atopica è nella maggior parte basata sull’evidenza clinica e mancano, al momento, veri e propri criteri diagnostici standardizzati: generalmente il medico si basa una storia clinica accurata e l’attenta osservazione della cute della persona che ne è affetta. Tuttavia, trattandosi di una malattia che frequentemente interessa soggetti geneticamente predisposti alle allergie, può talvolta essere necessaria l’esecuzione di test allergologici in vivo (pelle) e in vitro (esami del sangue) per identificare eventuali ipersensibilità, che però non vanno automaticamente considerate causa della dermatite atopica.

7-La componente emotiva gioca un ruolo fondamentale

Lo stress può scatenare o peggiorare la malattia, mentre i sontomi, come un viso con la pelle danneggiata, possono condizionare anche molto negativamente la vita personale e le relazioni sociali, con conseguenti ricadute sulla qualità della vita e quindi sulla sfera psicologica della persona che ne è affetta.

8-La dermatite non fa dormire e può provocare ansia e depressione

Il prurito associato alla DA è spesso così intenso da interferire con il sonno, le attività quotidiane, lo studio e le capacità lavorative. Alcuni pazientio hanno disturbi ohgni notte, e più del 50% degli adulti con DA ha riportato depressione e/o ansia, le percentuali maggiori sono state riscontrate nei pazienti con DA grave. Lavorare e fare una vita normale diventa davvero complicato.

 

9-Le terapie attualmente in circolazione

 

Le attuali terapie sono prevalentemente di natura topica quindi locale.

 

Attualmente, alla base della terapia vi sono:

1.       antinfiammatori e immunomodulatori topici:

2.       farmaci immunomodulatori sistemici;

3.       antistaminici orali: per calmare il prurito;

4.       catrami e coloranti: efficaci ma il loro uso prolungato potrebbe provocare problemi alla cute;

5.       cura della pelle secca con ricostituenti dermici idratanti

6.       idroterapia e climaterapia (montagna/mare);

10-Attenzione alla pulizia e all’alimentazione

 

È anche consigliato evitare fattori scatenanti, ad esempio il contatto con acari, e adottare una dieta specifica in caso di allergie alimentari.  Bisogna quindi evitare case polverose, e alimenti che possono provocare un arecrudiscenza della malattia. Esistono addirittura certi cibi che i malati di dermatite possono mangiare ma non toccare, come ad esempio il melone.

 

COS’è ANDEA E COSA SI PREFIGGE DI FARE

ANDeA - Associazione Nazionale della Dermatite Atopica nasce per mettere in luce una patologia poco conosciuta, che ionteressa in Italia oltre 35 mila persone. “La nostra associazione nasce per dare voce a tutte queste persone e ai loro familiari, offrendo sostegno e organizzando percorsi di formazione che aiutino ad affrontare la malattia nelle sue fasi più acute - spiega Simona Cremascoli, Vicepresidente di ANDeA - Pochissimi conoscono veramente la dermatite atopica, soprattutto nella sua forma più grave, con i disagi e le limitazioni che impone nella vita di tutti i giorni, come il non poter dormire a causa del continuo e incessante prurito, le pesanti conseguenze sul lavoro, nello studio e nella vita privata a causa delle dolorose lesioni visibili e non visibili che essa genera

 “Nel giorno del nostro primo compleanno, in occasione delle Giornata Nazionale dell’Atopia, vogliamo rinnovare il nostro impegno per supportare le persone con DA - conclude Cremascoli -  che da qualche mese si è concretizzato anche nell’apertura di una Pagina Facebook (@AssociazioneANDeA) che ci permette di essere sempre connessi con tutti coloro che necessitano di un aiuto o di un consiglio. Accanto a questo impegno quotidiano, ribadiamo la necessità che le istituzioni e la società civile non ci lascino soli!”

I pazienti e le Associazioni chiedono, infatti, che la patologia venga riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale come invalidante e inserita nei LEA così che i pazienti non debbano affrontare le spese quotidiane per la gestione della patologia, e che gravano in maniera significativa sul bilancio familiare. La loro richiesta è quella di avere garanzie riguardo all’accesso alle nuove terapie, più innovative ed efficaci, già disponibili negli Usa e in alcuni paesi Europei.

In questo primo anno di vita l’Associazione ha dialogato con le istituzioni, in particolare con AIFA e il Parlamento, con l’intento di condividere e raggiungere questi obiettivi. Insieme a FederAsma e Allergie Onlus, punto di riferimento per i pazienti con atopia, ha partecipato alla fondazione del Gruppo Multidisciplinare di studio sull’Atopia che, nei prossimi mesi, darà vita al primo Osservatorio Atopia.

 

Cosa sono FederAsma e Allergie Onlus

FederAsma e Allergie Onlus – Federazione Italiana Pazienti è un’associazione di volontariato che dal 1994 riunisce, come federazione di secondo livello, le principali Associazioni italiane di pazienti che sostengono la lotta alle malattie respiratore e alle malattie allergiche/atopiche

Le malattie respiratorie e le malattie allergiche sono fortemente invalidanti e il loro peso socio economico è molto elevato: basti pensare che il costo per le sole allergie respiratorie in Europa arriva fino a 385 miliardi di euro. Purtroppo sono spesso percepite come malesseri transitori, malattie poco importanti con le quali si può convivere, mentre solo per asma si registrano ancora oggi due decessi ogni 3 giorni (circa 500 morti all’anno - dati ISTAT).

 

Osservatorio Atopia

 

L’Osservatorio Atopia è un gruppo di lavoro permanente formato da un team multidisciplinare composto da clinici, istituzioni e dai rappresentanti delle associazioni pazienti ANDeA e Federasma e Allergie-Federazione Italiana Pazienti Onlus.  L’Osservatorio Atopia nasce con l’obiettivo di raccogliere dati utili e fornire indicazioni a un corretto inquadramento dell’atopia da un punto di vista scientifico e sociosanitario per lo sviluppo di adeguate politiche per la gestione dell’atopia e la riduzione del suo impatto socioeconomico.

 

Post in collaborazione con ANDeA